Creare un itinerario culturale nell’area di Ramallah. E’ questo lo scopo finale del corso di formazione che si tiene nella cittadina palestinese, nell’ambito del progetto “Mutual Heritage”, finanziato dall’Unione Europea. L’iniziativa, riferisce il sito Enpi (www.enpi-info.eu), è indirizzata a quaranta professionisti locali e internazionali nel campo del patrimonio culturale, la pianificazione urbana, il turismo e l’istruzione.
Il progetto spera di portare allo sviluppo di una guida del patrimonio locale e di una mappa che descriva i più importanti gioielli, i servizi e le attività nell’area, oltre che le visite guidate. Il corso si è tenuto dall’11 al 15 ottobre, con il titolo “Politiche, strategie e tecniche di recupero: il caso di Birzeit”.
Il seminario di Ramallah fa parte di un’attività più ampia che cerca di creare pacchetti di itinerari turistici, a livello locale. Rientra nel progetto Mutual Heritage, all’interno del programma Euromed Heritage IV, che ha lo scopo di aumentare il riconoscimento del valore del patrimonio dell’architettura del Mediterraneo negli ultimi due secoli.
Precedentemente allo scoppio della prima intifada, Rāmallāh era considerata la “Parigi della Cisgiordania”, in quanto ricca di ristoranti, caffè e locali vari, che ne rendevano la vita serale e notturna particolarmente vivace.
E’ una città tendenzialmente aperta a culture differenti da quella islamica, e la legge coranica – grazie anche alla significativa presenza di arabi cristiani – non viene applicata alla lettera: ad esempio, in molti ristoranti della città si può ordinare il vino, cosa impossibile in altre aree della stessa Cisgiordania, come Hebron, o nella striscia di Gaza, dove l’influenza dell’Islam è più radicale; addirittura, ad Hebron non ci sono sale cinematografiche, proibite dall’Islam più intransigente, mentre Ramallah ha dei cinema nei quali, oltre alle normali pellicole del circuito arabo ed internazionale, si realizzano anche festival e proiezioni cosiddette d’essai.
Inoltre non è impossibile imbattersi in sfilate di moda o concerti Hip hop. Questo anelito di modernità lo ritroviamo anche nelle istituzioni politiche: nel dicembre 2005, il consiglio comunale ha eletto il primo sindaco donna di religione cattolica della storia della città; si tratta di Janet Mikhail.
di Giuseppe Favilla




