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Questioni di spazio

By   /   11 October 2010  /   1 Comment

Quattro artisti di fama internazionale indagano il tema dello spazio e della sua rappresentazione nell’arte contemporanea. La Galleria romana “Giacomo Guidi & MG Art” presenta la mostra “Una questione di spazio. Jan Dibbets, Candida Höfer, Imi Knoebel, Giulio Paolini” che resterà aperta al pubblico sino al 6 novembre.

L’esposizione, curata da Ludovico Pratesi, prende spunto da una riflessione sul noto saggio in cui Michel Foucault interpreta il capolavoro di Velázquez “Las Meninas”. Tra lo spazio e l’opera d’arte esiste una relazione dialettica: è l’opera che racchiude lo spazio, o è quest’ultimo che comprende l’opera? Quando l’opera, cioè, rappresenta uno spazio, come si relaziona con quello che la circonda?

A queste domande i quattro artisti rispondono, ciascuno con un’opera, in maniera fortemente differenziata.

L’artista olandese Jan Dibbets (Weert, 1941) propone, attraverso l’uso dell’obiettivo fotografico, uno slittamento di senso tra natura e artificio, tra realtà fisica e illusione fotografica. Nell’opera in mostra “Robert Ryman Blue” (2004) l’autore interviene sulla relazione tra dipinto e ambiente, provocando un gioco ottico-percettivo per cui il monocromo di Ryman si trasforma in un raffinato trompe l’oeil, che mette in discussione la teoria tradizionale della prospettiva.

Anche la tedesca Candida Höfer (Eberswalde, 1944) si serve del linguaggio fotografico. I suoi scatti hanno come soggetti principalmente luoghi della cultura pubblica come teatri, biblioteche o musei, raffigurati rigorosamente vuoti. Nell’opera in questione, “Teatro Comunale di Bologna III” (2006), una gigantografia del teatro della città emiliana, l’artista intende accentuare, attraverso l’assenza di figure umane, l’identità dello spazio, inteso sia in qualità di spazio architettonico, sia in termini culturali come luogo che reca le tracce stratificate della propria storia, della miriade di spettacoli rappresentati.

Il lavoro di Imi Knoebel (Dessau, 1940), che sta esponendo in contemporanea anche all’Accademia Tedesca di Roma, è una riflessione sullo spazio all’interno dell’opera. Lo spazio, in questo caso, è quello del colore che destruttura la pittura riconducendola ad un luogo di coordinate geometriche, in cui ogni elemento è caratterizzato con una tonalità cromatica precisa. Nell’opera “Lolita-Wan” (1998) le combinazioni cromatiche suggeriscono passaggi morbidi e sfumati che modulano lo spazio senza mai aggredirlo.

Il contributo di Giulio Paolini (Genova, 1940) infine, è un’opera composta da quattro collages fotografici su carta “Studio per Synopsis” (2006), che raffigurano, in una mise en abîme di ritagli alternatamente sovrapposti, lo studio dell’artista, spazio deputato all’epifania dell’opera. La presenza di una sagoma umana di spalle in due dei quattro collages suggerisce di leggere l’opera come una soglia sulla quale l’ospite (autore o spettatore) è invitato a sostare e ad osservare la visione, di volta in volta diversa, che si perde nel punto di fuga.

Il filo rosso che lega i quattro lavori è la rappresentazione dello spazio, sia in senso fisico che concettuale, che sta dentro, fuori e attorno all’opera d’arte. Il risultato, decisamente icastico e suggestivo, premia la scelta di alto livello qualitativo con cui la Galleria Guidi ha inaugurato la propria stagione espositiva.

di Aurora Portesio

“Una questione di spazio. Jan Dibbets, Candida Höfer, Imi Knoebel, Giulio Paolini”
A cura di Ludovico Pratesi
Dal 16 settembre al 6 novembre 2010
Galleria “Giacomo Guidi & MG Art”, Vicolo di Sant’Onofrio 23, Roma
Orario: martedì-sabato ore 11-13 e 16-20.

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  • Marco

    Complimenti per la capacità dialettica che rende appassionata e interessante la lettura, oltre a invogliare ad una visita diretta. Avevo cercato delle notizie su uno degli artisti e sicuramente andrò a vedere la Galleria, grazie anche alla completezza delle informazioni pratiche (orari, date, luoghi) da Lei messe a disposizione.

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