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Rientreranno domani mattina in Italia le salme dei 4 alpini caduti ieri in Afghanistan

By   /   10 Ottobre 2010  /   Commenti disabilitati su Rientreranno domani mattina in Italia le salme dei 4 alpini caduti ieri in Afghanistan

Quattro bare avvolte nel tricolore. Arriveranno domani mattina, alle 9, all’aeroporto romano di Ciampino le salme del primo caporal maggiore Gianmarco Manca, del primo caporal maggiore Francesco Vannozzi, del primo caporal maggiore Sebastiano Ville e del caporal maggiore Marco Pedone, i 4 alpini caduti ieri nell’attentato che ha distrutto il blindato Lince a bordo del quale viaggiavano, nel distretto di Gulistan, a circa 200 chilometri a est di Farah, al confine con l’Helmand.

Ancora ricoverato sotto osservazione presso l’ospedale militare da campo di Delaram il caporal maggiore scelto Luca Cornacchia rimasto ferito nell’attacco di ieri. Per lui ferite e traumi di vario tipo soprattutto alle gambe. Le sue condizioni sono comunque stazionarie e dovrebbe essere presto rimpatriato. I talebani afghani hanno rivendicato l’attacco in cui sono morti i militari italiani. Come se ci fossero dubbi sulla firma di quell’attentato.

Intanto ieri il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa ha annunciato che entro il 2011 avverrà il ritiro di tutti i militari italiani dall’Afghanistan.  Impossibile andare via, così, all’improvviso, da un giorno all’altro. Non si tradisce una missione, non si viene meno agli accordi con gli alleati.

Devono essere state la recrudescenza degli attacchi e l’impennata del numero dei morti italiani negli ultimi due anni a spingere il Ministro La Russa a ipotizzare di dotare di bombe i nostri Am X schierati ad Herat. Ieri ha annunciato che la decisione sarà presa dalle Camere. Bombardando gli aerei possono infliggere perdite civili. È un rischio che si corre e che va messo in conto. Attualmente in Afghanistan gli altri contingenti presenti, Usa, Germania, Francia, hanno bombardieri dotati di bombe. Se ne discuterà quindi all’interno delle commissioni parlamentari competenti.  Di certo è urgente armare i nostri Uav, i Predatori, gli aerei senza pilota.  Il ministro La Russa ha annunciato inoltre l’invio di altri elicotteri.  Aumentare gli spostamenti via elicottero elimina i rischi dei trasporti via terra.

Attualmente sono oltre 3.500 i militari italiani dispiegati in Afghanistan nell’ambito della missione Isaf della Nato. Entro la fine dell’anno il loro numero salirà a 4.000. Il Governo italiano per ottemperare alla richiesta della Nato di aumentare il contingente ha stabilito l’invio di mille uomini in più  nel 2010. La brigata Julia sta prendendo in questi giorni il posto della brigata Taurinense che rientrerà a breve in Italia. In teatro operativo ci sono comunque anche uomini e mezzi di Marina Militare, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza.

di Ebe Pierini

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