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May , 2013
Thursday
 

Un mondiale dalla formula contestata, c’è chi parla di “aiuto all’Italvolley”, chi afferma “vince chi perde”, sta di fatto che i secondi hanno ragione, o meglio hanno più ragione dei primi. Una formula strana, troppi incroci ovvi e talvolta anche dei professionisti come i verdeoro cadono in tentazione.

Ma procediamo con ordine, la prima prova che analizzeremo sarà quella dell’Italia impegnata contro la nazionale Portoricana.

I ragazzi di Anastasi scendono in campo senza Savani, a riposo precauzionale e senza Birarelli, nel sestetto vengono sostituiti da Matej Cernic ed Andrea Sala. I primi due set sono “ordinaria amministrazione” per Vermiglio & Co., i problemi azzurri vengono alla luce nel terzo set, quando come già accaduto contro la Germania e l’Iran, gli italiani hanno mollato psicologicamente la presa, dimostrando immaturità nel momento della “stretta finale”. I portoricani, popolo di cestisti, battitori di baseball, ballerini di salsa, ma certamente non pallavolisti, si sono rifatti sotto, collezionando una serie di ace e buoni attacchi. Archiviato il terzo set, l’Italvolley si è risvegliata e con uno sforzo minimo ha messo in cascina anche l’ultimo e prezioso set.

Italia – Portorico 3-1 (25-21, 25-16, 18-25, 25-21)

Al PalaRossini di Ancona in programma c’era il big match tra Bulgaria e Brasile, due squadre di livello altissimo, che paradossalmente hanno puntato alla sconfitta! Assurdo? Non proprio, guardando la formula ed i gironi che si stavano delineando per la terza fase la tentazione delle due selezioni era tanta. I vincenti sarebbero andati a Firenze per giocarsi le semifinali contro Cuba e Spagna, i perdenti si sarebbero trasferiti subito a Roma (sede della finale primo posto) per giocare contro Repubblica Ceca e Germania. Nella “sagra dell’errore” l’hanno spuntata i brasiliani, che hanno perso 3-0. Pessima la figura per le due selezioni, i ragazzi allenati dal Prof. Prandi nonostante fossero 6 riserve hanno sbagliato vari colpi ma conservando un minimo di onore. I sudamericani sono scesi in campo in maniera a dir poco “vergognosa“, con Theo (Opposto) nel ruolo di regista, e sbagliando appositamente delle “alzate” e colpi semplicissimi. Il pubblico anconetano (tutto esaurito 5000 paganti) ha fischiato ed insultato, giustamente, i 12 in campo, ma forse in un Mondiale urlare “buffoni” non basta, una partita del genere valeva la pena giocarla a porte chiuse, rimborsando i biglietti.

di Marco De Palo

(ottobre - 3 - 2010)

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La guerra non risparmia nessuno

On nov-17-2011
Reported by Armida Tondo
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