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Ginnastica Ritmica: Parla Elisa Santoni, la farfalla azzurra

By   /   2 ottobre 2010  /   Commenti disabilitati

Dopo ave metabolizzato il successo in Russia, Elisa Santoni, si lascia andare in un’intervista: “Credevamo fosse un sogno, oggi abbiamo dimostrato di essere una realtà”. Queste le prime parole del capitano della Nazionale azzurra di Ginnastica Ritmica: “Per noi questo è un grandissimo risultato. Ripetersi era davvero difficile, nessuna di noi ha dormito la notte dopo il risultato per la contentezza e l’incredulità. Io personalmente la mattina dopo sono corsa a prendere la medaglia d’oro mondiale, avevo paura che fosse tutto un sogno. Era difficile in quelle condizioni e con un ambiente se possibile ancora più ostile, ripeterci a certi livelli. Invece, non solo ci siamo riuscite ma siamo pure migliorate. Non abbiamo visto la gara della Russia, però distacchi così ridotti ci fanno riflettere. Il fattore campo, diciamo così, ha influito sul giudizio finale. Abbiamo salutato Mosca, comunque, a testa alta. La nostra ginnastica è già qualche anno che fa scuola, dopo questa edizione credo che saremo ancora più imitate. Ci tengo a ringraziare l’Aeronautica Militare, che ci permette di praticare questo sport a livello professionistico, la nostra Federazione e il presidente Agabio, il CONI, che ci fa sentire sempre il suo affetto attraverso le parole di stima del Presidente Petrucci, ma soprattutto i nostri meravigliosi tifosi. In pedana sentivamo forte il loro incitamento”.

Elisa Santoni a otto anni ha subito un’operazione a cuore aperto per una malformazione congenita. Ora il suo cuore è a posto: “L’ho messo a dura prova con le emozioni ad Atene, ai Mondiali in Giappone e in Russia. Scherzi a parte, quando sono stata operata facevo già ginnastica e pensavo che non avrei potuto continuare. Invece per fortuna ho avuto tante soddisfazioni dal mio sport”. E’ vero che dopo ogni competizione importante andate in vacanza insieme?Si è vero! Siamo talmente unite che al termine di ogni grande competizione ci concediamo una vacanza di gruppo. Dopo il Giappone siamo state a Sharm El Sheik, una bella vacanza con le altre compagne di squadra. Adesso ci aspetta un villaggio a Djerba, in Tunisia”.

Una tradizione che esiste dal 2004, dopo lo storico secondo posto ai Giochi di Atene: “Avevamo deciso di festeggiare regalandoci un viaggio, e siamo andate a Parigi. Ci siamo divertite talmente tanto che l’abbiamo fatto diventare un appuntamento fisso. Dopo Parigi c’è stata una crociera nel Mediterraneo, poi Fuerteventura e nel 2007 Roma. Anche se sono romana non ho mai il tempo di godermi la città…”. Qual’e stata la vacanza più utile?La vacanza a Ibiza, dopo la delusione dell’Olimpiade di Pechino, quando non abbiamo conquistato medaglie, siamo fuggite a Ibiza. Ce la siamo davvero spassata, e ci è servito ad addolcire un po’ il sapore della sconfitta. Ci consideriamo delle sorelle. Passiamo talmente tanto tempo insieme, condividiamo quasi tutti i momenti importanti e ci basta solo uno sguardo per capirci”.

Insieme agli allenamenti c’è anche l’Università da seguire, Elisa è iscritta a Scienze Motorie all’università dell’Aquila, ha già dato esami?Si ho dato degli esami. All’Aquila ho vissuto un’esperienza forte, soprattutto dopo il terremoto. Le aule non c’erano più, così ho dato gli esami nelle tendopoli. Ho visto davvero la sofferenza delle persone che hanno perso tutto con quel terribile sisma. Facevamo lezione in tenda, faceva un caldo torrido”.

Come avete vissuto i giorni delle gare?Eravamo molto concentrate e preparate, però le nostre avversarie lo erano altrettanto e, giocando in casa, avevano una carica da vendere. Nonostante la nostra preparazione, l’ansia non è mancata, la gara è gara, e noi, seppur agguerrite, abbiamo pensato soprattutto a far bene il nostro, noncuranti delle pressioni ambientali. La Russia, a quanto pare, ha sentito il nostro fiato sul collo, dopo il primo attrezzo. Siamo venute qui, nella tana del lupo e abbiamo toccato il cielo con un dito. Non era mai accaduto che una squadra italiana vincesse il titolo mondiale (L’oro nel concorso generale del 1975 a Madrid era viziato dall’assenza dei paesi dell’Est che boicottarono la rassegna per contrarietà al regime di Franco), figuriamoci due consecutivi, con il bis nella Patria della Ritmica, dove i piccoli attrezzi hanno quasi il seguito del Calcio in Italia. Se qualcuno poteva pensare che il titolo di Miè dello scorso anno fosse stato frutto del caso o degli errori altrui, adesso è servito. Pechino, comunque, non si cancella. Quell’ingiustizia la portiamo sempre con noi. Un’ingiustizia che abbiamo reso ancor più evidente con questo doppio successo. Al nostro rientro a Desio ci sarà da preparare il mondiale qualificante di Montpellier 2011”. 
 
A noi non rimane che augurare alle farfalle azzurre di continuare a vivere questo speciale rapporto di amicizia all’interno del gruppo, che sicuramente darà tante soddisfazioni. Non a caso tra i valori dello sport, quello vero, c’è come principio quello di fare gruppo, sapere che ognuno è parte indispensabile della squadra. Sicuramente questa vacanza a Djerba, aumenterà il legame tra le nostre farfalle e al loro ritorno saranno in grado di preparasi per le prossime competizione con una marcia in più.

di Armida Tondo

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