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May , 2013
Tuesday
 

Uno stadio di proprietà che permetta maggiori introiti alle società e una maggiore identificazioni tra i tifosi e il club. È il sogno ricorrente delle società calcistiche italiane, un’obiettivo che Juventus e Cagliari, prime fra tutte, potrebbero realizzare nel giro di pochissimi anni. Nel Belpaese si aspetta l’assegnazione di un grande evento sportivo, mondiali o europei poca differenza fa, per dar vita a un profondo restyling dei nostri stadi. Ma non sempre è vero il detto ‘tutto il mondo è paese’.

In Inghilterra la realtà è molto diversa. Ogni club ha un proprio impianto, una sorta di casa calcistica ricca di storia e tradizioni. A Londra, per esempio, le 5 squadre iscritte alla Premier League non devono darsi il cambio per disputare le gare casalinghe, come invece accade a San Siro o all’Olimpico di Roma. Chelsea, Arsenal, Fulham, Tottenham e West Ham: divise dal tifo e padrone a casa propria. Nessun tifoso blues sopporterebbe mai di vedere il proprio terreno di gioco profanato dai rivali del Fulham.

Pochi anni fa l’Arsenal decise di traslocare dal mitico Highbury verso il nuovissimo Emirates Stadium. Un taglio brusco con il passato che spinse molti tifosi a manifestare contro una scelta legata soprattutto a ragioni economiche. La vendita degli appartamenti costruiti sul terreno liberato dalla demolizione di Highbury ha permesso di sistemare i conti, sempre in rosso, dei gunners.

Oggi la storia si ripete. Una vicenda simile infatti rischia di minare il rapporto tra la proprietà e i tifosi di un’altra squadra londinese: il West Ham. Tutto parte dall’assegnazione dei Giochi Olimpici del 2012 alla capitale britannica e alla scelta, necessaria, di costruire un nuovo stadio olimpico nella città. Un impianto che, nei piani dei dirigenti del West Ham, dovrebbe diventare, dopo l’estate a cinque cerchi, la casa degli Hammers.
Per evitare che il nuovo stadio si trasformi in ‘cattedrale nel deserto’ il West Ham è pronto ad abbandonare l’Upton Park e la sua centenaria storia.

È stato lo stesso Lord Sebastan Coe, bicampione olimpico dei 1500 metri e capo del Comitato Olimpico per i Giochi del 2012, ad affermare che l’impianto olimpico diventerà la casa del West Ham. Su internet già monta la protesta, il gruppo facebook ‘West Ham fans against the olympic stadium’ conta già numerosi iscritti. I tifosi degli Hammers non vogliono dire addio ad Upton Park. Questione di cuore, la tradizione ha il suo fascino, ma anche estetica: all’interno dello stadio olimpico rimarrà la pista di atletica. Fatto inusuale per gli stadi inglesi.

di Luca Paradiso

(ottobre - 1 - 2010)

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