Il Magonza saluta la vetta. Fine dei sogni?
È finita la favola del Magonza. Dopo 10 giornate la squadra-rivelazione della Bundesliga ha dovuto salutare la prima posizione in classifica. Tutta colpa del Borussia Dortmund che nello scontro diretto ha battuto a domicilio i bianco-rossi. Un 2 a 0 che significa anche sorpasso.
Non è un dramma: il piccolo Magonza (Mainz, per dirla alla tedesca) non ha certo l’obbiettivo di vincere il Meisterschale, bensì quello di cercare di valorizzare i tanti ragazzi che compongono la sua rosa e garantirsi la permanenza nella massima serie. Mister Tuchel infatti non ha tra le mani calciatori affermati o stranieri acquistati a peso d’oro, bensì un gruppo di giovani vogliosi di mettersi in mostra. Traguardo pienamente centrato, a giudicare dall’inizio travolgente: 7 vittorie nelle prime 7 gare disputate, con tanto di successo a Monaco contro il Bayern di Van Gaal. La sconfitta all’8° giornata contro l’Amburgo aveva spinto gli scettici a ritenere conclusa la bella cavalcata dei ragazzi di Tuchel. Come dire: vi siete divertiti, adesso tornate al vostro posto. Invece nella giornata successiva il Mainz è stato capace di battere il Bayer Leverkusen e riprendersi la testa della classifica. E pensare che alla vigilia i bianco-rossi venivano visti come la principale candidata… alla retrocessione. Per fortuna i pronostici molto spesso non ci azzeccano.
Anche in Italia, alcune stagioni orsono, abbiamo avuto la fortuna di vivere una situazione simile. Come dimenticare la favola Chievo che nella stagione 2001-2002 fu capace di tener testa alle big, togliendosi la soddisfazione di battere l’Inter a Milano e di comandare per alcune giornate la classifica. Un quartiere in vetta alla serie A: per l’occasione si scomodarono i media di tutta Europa, desiderosi di conoscere da vicino ciò che i “mussi” stavano realizzando.
Magonza non è Chievo, è molto di più. La cittadina della Renania conta quasi 200 mila abitanti e uno stadio sempre pieno. Numeri importanti ma neppure paragonabili a quelli su cui possono fare affidamento le big, Bayern e Werder Brema in testa. È lecito in questi casi scomodare la biblica immagine dello scontro Davide contro Golia. E naturalmente in situazioni simili le simpatie dei tifosi neutrali non vanno certamente verso la parte rappresentabile con il gigante filisteo.
Il calcio, anche il patinato e miliardario calcio, è ancora in grado di regalare belle storie, sogni che purtroppo sono destinati a terminare. Perché il sogno è così: dura la spazio di una notte e la mattina, inevitabilmente, lascia il posto alla realtà.
di Luca Paradiso









