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May , 2012
Friday

Archive for settembre, 2010

Il sindaco di Mosca sollevato dall’incarico

Posted by Vito DiVentura On settembre - 28 - 2010 1 COMMENT

Ieri, il Presidente Russo, Dmitry Medvedev, ha emesso un decreto, con decorrenza immediata, nei confronti del sindaco di Mosca, Yuri Luzhkov, al governo della città da 18 anni, sollevandolo dall’incarico per “mancanza di fiducia”.

Il decreto del Presidente era da tempo nell’aria e Luzhkov, al rientro dalle sue vacanze a Kitzbuehel, in Austria, era stato invitato a dimettersi spontaneamente, come confermato dalla portavoce del Cremlino, Natalia Timakova.

Da settimane, infatti, i media russi pubblicavano rapporti in cui accusavano il 74enne sindaco di Mosca, uomo potentissimo e alleato del Primo Ministro Vladimir Putin, di corruzione e nepotismo.

Il gesto del Presidente Medvedev è un terremoto politico e ha tutta l’aria di essere un messaggio indirizzato a Putin, a quanto pare intenzionato a presentarsi per le presidenziali del 2012.

Luzhkov è diventato sindaco di Mosca nel 1992 sotto la presidenza di Boris Yelstin ed è considerato, dopo Putin, il più potente uomo politico in Russia. Viene accusato dall’opposizione di governare in modo dispotico, secondo il vecchio stile Sovietico, reprimendo ogni forma di dissenso o protesta e usando la forza contro i dimostranti.

Da quando ha assunto il potere ha creato un vero e proprio feudo e un grosso giro di affari specialmente nel settore dell’edilizia dove opera la moglie, Yelena Baturina, ritenuta la donna più ricca della Russia. Costruttrice miliardaria, deve la sua fortuna proprio all’ascesa in politica del marito, che ha trasformato Mosca, una città sonnolenta ed adagiata sulle tradizioni, in un cantiere perenne, ricca di supermercati, lussuosi uffici e grattacieli, la maggior parte costruiti, appunto, dall’impresa della moglie Yelena.

Molti palazzi storici sono stati demoliti per essere sostituiti da nuove costruzioni e, in alcuni casi, come il Maskva Hotel, un’icona della città, per essere ripristinati con opere simili alle precedenti, realizzando pezzi della città repliche di se stessi.    

Mosca è così diventata una delle città più costose, afflitta dall’inquinamento e dalla criminalità. L’opposizione accusa Luzhkov di controllare anche la corte di giustizia e di aver manipolato le elezioni dello scorso ottobre, orchestrando la vittoria del partito di Putin (Partito della Russia Unita).    

Numerose sono le polemiche che il suo modo prepotente e reazionario di governare, in sintonia con lo stile duro, alla maniera della presidenza di Putin, che lo hanno visto protagonista.

Tra questi, il progetto dell’autostrada che da Mosca porta all’aeroporto internazionale di Sheremetyevo, la cui variante ha allungato il tempo di percorrenza a circa sei ore. Il direttore dell’aeroporto ha accusato Luzhkov di aver modificato il progetto al fine di incoraggiare i viaggiatori ad optare per una città, da costruire, nei pressi dell’aeroporto. La Aerloft chiese i danni per circa 4 milioni di dollari a causa degli ingorghi stradali.
 
Anche il progetto di costruire una autostrada nella foresta appena fuori Mosca ha innescato numerose polemiche per la forte opposizione degli ambientalisti. Il Presidente Medvedev in agosto aveva ordinato la sospensione del progetto, una decisione che Luzhkov ha aspramente criticato sui giornali.

Contro Luzhkov si sono scagliati anche gli attivisti dei diritti dei gay, da lui definiti “satanici”, cui era stato vietato anche di riunirsi. Dal 2008 l’Ucraina gli ha negato l’accesso al Paese dopo che aveva dichiarato che la Penisola di Crimea appartiene di diritto alla Russia e non all’Ucraina.

La collera dei moscoviti ha raggiunto l’apice lo scorso agosto, quando il sindaco rimase in vacanza in Austria mentre, a causa degli incendi che devastavano la Russia, loro soffrivano per il fumo soffocante che giungeva dalla foresta e dalle torbiere in fiamme.

In sintesi, il comportamento dell’ormai ex sindaco di Mosca, che voleva affiggere enormi tabelloni in memoria di Stalin, contrasta decisamente con il pensiero di Medvedev e dei cittadini.

Lo sostituirà il Vice sindaco, Vladimir Ressin, secondo la norma, emanata dallo stesso Putin, per cui il sindaco viene nominato e non eletto.

di Vito Di Ventura

NBA. Inizia la stagione dei Miami Heat:”Non si vince in tre”

Posted by Andrea Centenari On settembre - 28 - 2010 1 COMMENT

Ha preso il via ieri con il Media Day la nuova stagione dei favoritissimi Miami Heat.
Una stagione che inizierà con il ritiro precampionato nella base militare di Eglin a più di mille chilometri dalle tentazioni di South Beach. Gli Heat da una parte hanno guadagnato moltissimi fan con gli acquisti nel mercato estivo di Chris Bosh e soprattutto di Lebron James ma dall’altra si sono sobbarcati un livello di pressione da parte dei media e dei critici tra i più pesanti dell’intera lega.

“Quando giochi nella Nba con la pressioni ci devi convivere, non è un problema – spiega Dwyane Wade – a inizio campionato tutte le squadre puntano a vincere il titolo, poi la selezione la fa il parquet. Noi partiamo con grandi ambizioni ma sappiamo che ci sarà da lavorare duramente. Sarà un lungo cammino, ma sono convinto che ci divertiremo”.

Lebron James, dal canto suo, coglie l’occasione per difendersi dalle critiche piovute nei suoi confronti dopo la scelta estiva:“Negli ultimi mesi ne ho sentite di tutti i colori, mi viene da ridere a pensare a quante persone ti vogliono dare dei consigli senza considerare i loro problemi. Comunque sia non voglio pensare al passato. Quello di Cleveland è un capitolo chiuso, ho sentito al telefono diversi miei ex compagni di squadra e a loro auguro tutto il bene possibile. Le decisioni che mi riguardano le prendo io”.

L’ex Toronto Chris Bosh responsabilizza tutto il gruppo: “Ognuno dovrà fare la sua parte. Nella storia della Nba nessuna squadra ha mai vinto grazie a tre soli giocatori, tutti dobbiamo contribuire, dal miglior giocatore al 15° cestista della rosa”.

Le stelle degli Heat iniziano dunque con grande umiltà una stagione che li dovrà vedere protagonisti a tutti i costi. Un bagno di umiltà che si può leggere anche nella scelta del ritiro: la base militare di Eglin a Fort Walton, nel nord della Florida, dove i giocatori si dovranno accontentare delle brandine e della mensa locale.

Intanto a Miami cresce l’attesa per l’inizio di questa stagione con le maglie di James, Bosh e Wade che vanno a ruba, per non parlare degli abbonamenti o anche solo per un biglietto per la partita d’esordio che può arrivare a costare perfino 600 dollari.

Andrea Centenari

foto: cdn1.sbnation.com

Volley: Le grandi avanzano, spettacolo nel terzo turno

Posted by Marco DePalo On settembre - 28 - 2010 1 COMMENT

Con i matches disputati ieri sera si è conclusa la prima parte del Mondiale 2010 di Volley, le 24 squadre giunte ai nastri di partenza, sono diventate 18 in virtù dell’eliminazione delle sei selezioni che hanno finito il primo girone classificandosi quarte.

Il big match di serata ha visto di fronte Brasile e Cuba, impegnati in uno degli incontri più appassionanti della pallavolo moderna, più di due ore di gioco, per contendersi il primo posto nel pool. Al tie break l’hanno spuntata i caraibici, battendo 3-2 (34-32, 18-25, 23-25, 25-21, 15-12) un Brasile mai domo, che certamente risulterà un cliente scomodo per chi arrivando primo pensava di trovare avversari più agevoli.

La Russia vince al tie break contro Porto Rico dopo un match infinito, per Bagnoli tante buone indicazioni dal match che ha regalato ai suoi il primato del girone.

Italia così non ci siamo: Anastasi, certo del passaggio del turno, toglie Parodi e Birarelli ed inserisce Cernic e Sala, due ottimi giocatori che faranno vedere tutte le loro doti in campo, gli altri 4 restano gli stessi dei matches precedenti.
I ragazzi mettono in campo voglia e determinazione, vincendo 25-21 il primo set e stravincendo 25-10 il secondo. Proprio quest’ultimo risultato ha poi mandato in tilt i “nostri”, ormai certi del 3-0 hanno mollato psicologicamente, sbattendo contro il muro iraniano ed attaccando con soluzioni troppo prevedibili. Morale della favola: nel terzo e nel quarto set i ragazzi di Anastasi si svegliano troppo tardi, subiscono break di 4-0 in rapida sequenza, per poi infilando battute e palle murate, ma non basta ed i due set vanno in mano ai persiani. (21-25, 26-28). Al tie break Travica ed un monumentale Lasko hanno finalmente acceso la luce mettendo grinta e determinazione. Finirà 15-13 per gli azzurri.

Clamorose le vittorie del Messico, che dopo 36 anni torna nell’elite del volley, ma anche le qualificazioni di Egitto e Camerun, due africane che passano il turno in un mondiale pieno di emozioni, equilibrato ed avvincente.

Questo il quadro della seconda fase che inizierà il 30 settembre per finire il 2 ottobre:

Pool G (Catania): Italy, Puerto Rico, Germany
Pool I (Catania): Russia, Egypt, Spain
Pool H (Milano): Cuba, Serbia, Mexico
Pool M (Milano): France, Japan, Argentina
Pool L (Ancona): Usa, Czech Republic, Cameroon
Pool N (Ancona): Poland, Brazil, Bulgaria
.
Da brividi il Pool N con un Brasile pronto alla riscossa, la Polonia che finora ha disputato un mondiale perfetto e la Bulgaria formazione tosta ed imprevedibile, allenata dal professor Silvano Prandi.
.
di Marco De Palo

Iran: Sakineh sarà impiccata

Posted by Elisa Cassinelli On settembre - 28 - 2010 2 COMMENTS

La sentenza di lapidazione di Sakineh era stata sospesa da alcune settimane per un riesame del caso, ora però il procuratore generale dell’Iran, Gholam Hussein Mohsen Ejei, ha annunciato che la donna che rischiava la lapidazione perché accusata di adulterio è stata condannata a morte per un altro reato, ovvero la complicità nell’assassinio del marito e per questo motivo verrà impiccata.

Tuttavia, il Ministero degli Esteri fa sapere all’Ansa tramite il portavoce Ramin Mehman-Parast che “le procedure legali non sono concluse, un verdetto sarà deciso quando saranno terminate”. 

Tutto il mondo occidentale, compresa l’Italia, si è mobilitata affinché la pratica della lapidazione fosse eliminata, pratica prevista dalla legge islamica secondo la quale la donna colpevole di adulterio deve essere sepolta fino al torace e la parte che sporge dal terreno venga ripetutamente colpita da lanci di pietre, fino alla morte. Le forti pressioni internazionali avevano smosso effettivamente qualcosa, tanto che l’esecuzione di Sakineh già programmata  era stata rimandata a data da definire.

Secondo quanto riporta il Teheran Times, il giudice religioso ha però ribadito che la donna “in base alla  decisione del tribunale, è stata condannata per omicidio e la pena per questo delitto ha preminenza sul reato di adulterio” e che “la questione non deve essere politicizzata: il potere giudiziario non si può lasciare influenzare dalla campagna di propaganda avviata in Occidente“.

Nei scorsi giorni il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, intervenendo all’assemblea delle Nazioni Unite a New York aveva citato il suo caso sostenendo che in Iran esistono diversi gradi di giudizio, che la donna non fosse mai stata condannata a morte e che anche in altri Paesi del mondo è prevista la pena capitale per le condanne per omicidio. In particolare, il presidente si riferiva al caso di Teresa Lewis, una donna con problemi di disabilità mentale e condannata a morte. In effetti le contraddizioni non sono poche: gli Usa sono stati fra i principali paesi ad aver portato avanti una campagna per salvare Sakineh dalla lapidazione ma nello stesso tempo è uno dei 76 paesi in cui vige ancora la pena capitale.

Ma non è puntando il dito contro gli altri che si diventa innocenti. Sakineh rischia di essere impiccata e il figlio, Sajjad Ghaderzadej, ha intanto rivolto un appello al nostro Paese: “Chiediamo alle autorità italiane di intervenire per aiutarci”.

Elisa Cassinelli

Rivivono gli anni Ottanta al Macro

Posted by Aurora Portesio On settembre - 27 - 2010 Commenti disabilitati

Tra le manifestazioni recentemente proposte dal MACRO, il Museo d’arte contemporanea di Roma, è in calendario (con apertura prolungata sino al 17 ottobre) il progetto MACROwall: eighties are back! curato da Ludovico Pratesi e promosso dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione – Sovraintendenza ai Beni Culturali.

Dopo il primo appuntamento dedicato a Alfreo Pirri, è ora di scena Luigi Carboni, mentre a conclusione del ciclo faranno seguito altri otto artisti contemporanei.

Obiettivo dichiarato del progetto è quello di ripercorrere l’arte italiana degli anni Ottanta attraverso un ciclo di dieci mostre complessive, ognuna dedicata ad un artista rappresentativo di una tipologia di ricerca artistica specifica del decennio in questione.

La particolarità è costituita dal fatto che ogni artista espone due sole opere su di una unica parete, di cui la prima storica e l’altra recente, proprio per consentire allo spettatore di interpretare l’evoluzione del percorso artistico. Ad ogni opera è inoltre abbinata una scheda redatta da due critici d’arte appartenenti anch’essi a due differenti generazioni. Il più giovane commenta l’opera storica e viceversa.

Luigi Carboni (Pesaro 1957), pittore e scultore, ha esposto in svariate gallerie europee ed americane e ha partecipato ad importanti mostre collettive. Più di recente si è svolta lo scorso anno una personale presso il Centro Arti Visive Peschiera di Pesaro.

Le opere di Carboni denunciano la sovrapposizione di immagini di matrice astratta o figurativa che creano segni ambigui o simboli articolati carichi di suggestione. L’inserimento di volta in volta di oggetti particolari all’interno della singola opera allude a diversi concetti quali gioco, rischio e casualità.

Le due opere esposte nell’ambito del progetto confermano l’uso del monocromo quale elemento costante nella ricerca dell’autore. L’opera storica: “Prima Prova” (1989) è una doppia tela color grigio argento animata da immagini di varia provenienza. La più recente: “Nero Ombrato” (2004-2008) presenta un elemento in aggetto costituito da una mensola su cui è appoggiato un dado da gioco a simboleggiare l’importanza dell’aspetto ludico.

Il profilo critico delle due opere è stato redatto rispettivamente dai critici Andrea Bruciati e Roberto Daolio.

di Aurora Portesio

MACROwall: eighties are back! Luigi Carboni
A cura di Ludovico Pratesi
Dal 16 luglio al 17 ottobre 2010
MACRO, Via Reggio Emilia 54, Roma
Orari: martedì – domenica ore 9 – 19.

 

foto di  museiincomuneroma.wordpress.com

Le ruspe tacciono nel West Bank

Posted by Vito DiVentura On settembre - 27 - 2010 Commenti disabilitati

 

Ieri è scaduto il termine per il blocco degli insediamenti nel West Bank. Chi si aspettava una frenetica ripresa delle costruzioni, bloccate da circa un anno, è rimasto deluso perché le ruspe non hanno acceso i motori.

Come è noto la questione degli insediamenti è il nodo principale da sciogliere e rimane al centro dei colloqui tra Israeliani e Palestinesi. E’ stato l’argomento su cui gli Stati Uniti hanno spinto molto durante l’ultimo incontro alla Casa Bianca avuto tra il Primo Ministro Israeliano, Benjamin Netanyahu, ed il Presidente Palestinese, Mahamoud Abbas.

Washington spingeva per un prolungamento del blocco degli insediamenti e l’apertura di un tavolo delle trattative. Quest’ultimo è stato avviato, ma la questione delle nuove case nel West Bank rimane aperta. Motivo della fumata grigia dei colloqui di Washington.     

Tuttavia, nonostante molti abbiano festeggiato la scadenza del blocco, il lato positivo è che i colloqui di pace tra Palestinesi e Israeliani non si siano interrotti, anche grazie a questo silenzio dei bulldozer. Come ha detto ieri Abbas a Parigi, dove è in visita, per Israele c’è solo una scelta “o la pace oppure gli insediamenti”, significando che per i Palestinesi gli insediamenti sono il principale argomento, su cui non intendono discutere o derogare, e per il quale sono pronti ad abbandonare il tavolo delle trattative.

Netanyahu, da parte sua, pur essendo egli stesso un sostenitore degli insediamenti, ha smorzato i toni dell’entusiasmo provocato dalla scadenza dei termini.

Per il sindaco di Efrat, Oded Revivi, le ruspe sono ferme solo perché le ditte sono riluttanti a iniziare i lavori in quanto temono un nuovo fermo, ma va anche detto che incide ugualmente il divieto ai lavoratori Palestinesi di entrare nel West Bank imposto dai militari per motivi di sicurezza per tutto il periodo del “Sukkot” (la Festa delle capanne o dei Tabernacoli).

Il Sukkot è le terza festa ebraica del mese di Tishrei, una delle più importanti ricorrenze dell’ebraismo e dura otto giorni. E’ anche una delle tre festività  legate ad un pellegrinaggio quando, nei tempi antichi, il popolo si recava al Tempio di Gerusalemme per offrire doni sacrificali.

Finita la festa religiosa, avrebbe dovuto iniziare quella laica degli insediamenti, ma le pressioni degli Stati Uniti hanno in qualche modo avuto il loro effetto e sembra che Netanyahu abbia persuaso la linea dura del suo gabinetto di governo a rallentare le spinte fino a novembre nel tentativo di mantenere i Palestinesi al tavolo delle trattative.

Il problema resta comunque aperto e fino a che non verrà risolto a favore dei Palestinesi provocherà tensioni e scontri. Hamas, infatti, continua a lanciare razzi su Israele e gli Israeliani continuano a rispondere con rappresaglie.

di Vito Di Ventura 

foto:AP/Bernat Armangue

Ginnastica Ritmica: Le Farfalle italiane rovinano la festa alle russe

Posted by Augusto Martellini On settembre - 27 - 2010 Commenti disabilitati

L’Italia chiude il 30° Mondiale di Ginnastica Ritmica al secondo posto del medagliere moscovita. La squadra italiana di Ginnastica Ritmica, campione del mondo in carica, si aggiudica la medaglia d’argento nella finale di specialità con i 5 cerchi della 30ª edizione dei Mondiali di Mosca. Malgrado un’ottima esecuzione e un punteggio – 27.875 (D. 9.325 – A. 9.400 – E. 9.150) – di 5 decimi superiore a quello ottenuto nel concorso generale, le ragazze di Emanuela Maccarani hanno chiuso alle spalle della Russia (27.975), proprio come in Giappone lo scorso anno, ma davanti alla Bulgaria (27.100). La Bielorussia sbaglia e finisce nella parte bassa della classifica.
 
Tre podi in tutto Santoni e compagne, il titolo all-around e due argenti di specialità. “Prima di partire ci avremmo messo la firma – dichiara Elisa Blanchi, l’aviere dell’Aeronautica, reduce con Elisa Santoni e Daniela Masseroni dell’argento di Atene 2004 – ma visto come sono andate le cose siamo scese in campo più determinate che mai, riuscendo addirittura a migliorare di qualche decimo le nostre performance. Certo, senza errori la Russia in casa è un avversario quasi insuperabile. Noi ci siamo riuscite nella gara più importante, l’unica che ritroveremo a Londra. I prossimi Giochi? Sono lontani, dobbiamo procedere un passo alla volta. Certo, se nel corso del quadriennio vinci due mondiali, voglio vedere se stavolta ci buttano giù dal podio A proposito, ma la Cina (argento a Pechino 2008, ndr.) come è finita qui a Mosca (11ª, ndr.)? Stamani ci siamo fatte una fotografia, tutte insieme con il pigiama e la medaglia al collo”.

La Russia si aggiudica tutti gli ori, eccetto proprio quello nel Concorso Generale a squadre, conquistato dalle farfalle di Emanuela Maccarani. Uno smacco che sulle rive della Moscowa ricorderanno a lungo. A parte Bielorussia, Azerbaijan e Bulgaria, costrette nelle posizioni di ripiego del podio, gli altri 50 Paesi giunti fin nella capitale russa sono rimasti a guardare. La rassegna 2010 passerà forse alla storia per le individualiste di casa, Eugenia Kanaeva e Daria Kondakova, protagoniste di un derby incerto e avvincente, e per il gruppo azzurro, più forte di qualsiasi fattore esterno: ambientale, politico ed economico che sia.

Grazie alla Santoni e compagne la Ritmica esce così da un angolo pericoloso, nel quale si annidava il rischio dell’appiattimento di un intero movimento su di un unico Paese, con immaginabili campanelli d’allarme nella sede del CIO. La superiorità della Russia, soprattutto per il suo inesauribile bacino di utenza, è fuori discussione, ma un po’ di concorrenza in più di certo non guasta, anzi contribuisce allo spettacolo.

5 CERCHI
1. Russia 27.975 (D. 9.375 – A. 9.500 – E. 9.100)
2. Italia 27.875 (D. 9.325 – A. 9.400 – E. 9.150)
3. Bulgaria 27.100 (D. 9.000 – A. 9.200 – E. 8.900)
4. Israele 25.850 (D. 8.450 – A. 8.750 – E. 8.650)
5. Germania 25.825 (D. 8.375 – A. 8.800 – E. 8.650)
6. Giappone 25.725 (D. 8.375 – A. 8.800 – E. 8.550)
7. Bielorussia 25.400 (D. 8.500 – A. 8.950 – E. 8.350)
                                                    8. Azerbaijan 25.350 (D. 8.050 – A. 8.700 – E. 8.600)

3 NASTRI – 2 FUNI
1. Russia 28.050 (D. 9.500 – A. 9.450 – E. 9.100)
2. Italia 27.900 (D. 9.450 – A. 9.400 – E. 9.050)
3. Bielorussia 26.150 (D. 9.000 – A. 9.200 – E. 8.750)
4. Israele 25.900 (D. 8.550 – A. 8.750 – E. 8.600)
5. Germania 25.900 (D. 8.650 – A. 8.750 – E. 8.500)
6. Giappone 25.575 (D. 8.475 – A. 8.700 – E. 8.400)
7. Azerbaijan 25.375 (D. 8.425 – A. 8.450 – E. 8.500)
8. Spagna 24.700 (D. 8.500 – A. 8.350 – E. 7.850)

IL MEDAGLIERE 2010
Ecco la classifica completa e il medagliere, che vede la Federazione Italiana al secondo posto dietro quella russa. Il Paese organizzatore di questa 30ª edizione si aggiudica infatti tutte le medaglie d’oro, fuorché quella del Concorso Generale a squadre, finita al collo delle farfalle tricolori.

MEDAGLIERE MOSCA 2010

Cl. Paese O. A. B. Tot.
1 RUS 8 5 1 14
2 ITA 1 2 0 3
3 BLR 0 2 2 4
4 AZE 0 0 5 5
5 BUL 0 0 1 1

di Augusto Martellini

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