Il sindaco di Mosca sollevato dall’incarico
Ieri, il Presidente Russo, Dmitry Medvedev, ha emesso un decreto, con decorrenza immediata, nei confronti del sindaco di Mosca, Yuri Luzhkov, al governo della città da 18 anni, sollevandolo dall’incarico per “mancanza di fiducia”.
Il decreto del Presidente era da tempo nell’aria e Luzhkov, al rientro dalle sue vacanze a Kitzbuehel, in Austria, era stato invitato a dimettersi spontaneamente, come confermato dalla portavoce del Cremlino, Natalia Timakova.
Da settimane, infatti, i media russi pubblicavano rapporti in cui accusavano il 74enne sindaco di Mosca, uomo potentissimo e alleato del Primo Ministro Vladimir Putin, di corruzione e nepotismo.
Il gesto del Presidente Medvedev è un terremoto politico e ha tutta l’aria di essere un messaggio indirizzato a Putin, a quanto pare intenzionato a presentarsi per le presidenziali del 2012.
Luzhkov è diventato sindaco di Mosca nel 1992 sotto la presidenza di Boris Yelstin ed è considerato, dopo Putin, il più potente uomo politico in Russia. Viene accusato dall’opposizione di governare in modo dispotico, secondo il vecchio stile Sovietico, reprimendo ogni forma di dissenso o protesta e usando la forza contro i dimostranti.
Da quando ha assunto il potere ha creato un vero e proprio feudo e un grosso giro di affari specialmente nel settore dell’edilizia dove opera la moglie, Yelena Baturina, ritenuta la donna più ricca della Russia. Costruttrice miliardaria, deve la sua fortuna proprio all’ascesa in politica del marito, che ha trasformato Mosca, una città sonnolenta ed adagiata sulle tradizioni, in un cantiere perenne, ricca di supermercati, lussuosi uffici e grattacieli, la maggior parte costruiti, appunto, dall’impresa della moglie Yelena.
Molti palazzi storici sono stati demoliti per essere sostituiti da nuove costruzioni e, in alcuni casi, come il Maskva Hotel, un’icona della città, per essere ripristinati con opere simili alle precedenti, realizzando pezzi della città repliche di se stessi.
Mosca è così diventata una delle città più costose, afflitta dall’inquinamento e dalla criminalità. L’opposizione accusa Luzhkov di controllare anche la corte di giustizia e di aver manipolato le elezioni dello scorso ottobre, orchestrando la vittoria del partito di Putin (Partito della Russia Unita).
Numerose sono le polemiche che il suo modo prepotente e reazionario di governare, in sintonia con lo stile duro, alla maniera della presidenza di Putin, che lo hanno visto protagonista.
Tra questi, il progetto dell’autostrada che da Mosca porta all’aeroporto internazionale di Sheremetyevo, la cui variante ha allungato il tempo di percorrenza a circa sei ore. Il direttore dell’aeroporto ha accusato Luzhkov di aver modificato il progetto al fine di incoraggiare i viaggiatori ad optare per una città, da costruire, nei pressi dell’aeroporto. La Aerloft chiese i danni per circa 4 milioni di dollari a causa degli ingorghi stradali.
Anche il progetto di costruire una autostrada nella foresta appena fuori Mosca ha innescato numerose polemiche per la forte opposizione degli ambientalisti. Il Presidente Medvedev in agosto aveva ordinato la sospensione del progetto, una decisione che Luzhkov ha aspramente criticato sui giornali.
Contro Luzhkov si sono scagliati anche gli attivisti dei diritti dei gay, da lui definiti “satanici”, cui era stato vietato anche di riunirsi. Dal 2008 l’Ucraina gli ha negato l’accesso al Paese dopo che aveva dichiarato che la Penisola di Crimea appartiene di diritto alla Russia e non all’Ucraina.
La collera dei moscoviti ha raggiunto l’apice lo scorso agosto, quando il sindaco rimase in vacanza in Austria mentre, a causa degli incendi che devastavano la Russia, loro soffrivano per il fumo soffocante che giungeva dalla foresta e dalle torbiere in fiamme.
In sintesi, il comportamento dell’ormai ex sindaco di Mosca, che voleva affiggere enormi tabelloni in memoria di Stalin, contrasta decisamente con il pensiero di Medvedev e dei cittadini.
Lo sostituirà il Vice sindaco, Vladimir Ressin, secondo la norma, emanata dallo stesso Putin, per cui il sindaco viene nominato e non eletto.
di Vito Di Ventura












