Esce oggi nelle sale cinematografiche italiane il nuovo attesissimo film di Christopher Nolan, Inception.
Dopo il grande successo al botteghino del suo ultimo film della saga di Batman, ”Il cavaliere oscuro”, il regista prova ad affrontare le dinamiche della psiche nello stato di sonno in questo nuovo action movie.
Nel cast il ruolo del protagonista principale è interpretato da Leonardo DiCaprio ai quali si aggiungono nomi affermati come Joseph Gordon-Levitt, Marion Cotillard e Cillian Murphy, oltre ai veterani Michael Caine e Tom Berenger.
LA TRAMA. Dom Cobb possiede una qualifica speciale: è in grado di inserirsi nei sogni altrui per prelevare i segreti nascosti nel più profondo del subconscio. Viene contattato da Saito, un potentissimo industriale di origine giapponese, il quale gli chiede di tentare l’operazione opposta. Non deve prelevare pensieri celati ma inserire un’idea che si radichi nella mente di una persona. Costui è Robert Fischer Jr. il quale, alla morte dell’anziano e dittatoriale genitore, dovrà convincersi che l’unica cosa che può fare è distruggere l’impero ereditato. Saito avrà allora campo libero. In cambio offrirà a Cobb la possibilità di rientrare negli Stati Uniti dove è ricercato per omicidio. Cobb accetta e si fa affiancare da un team di cui entra a far parte la giovane Ariane, architetto abilissimo nella costruzione di spazi virtuali.
Il tutto inserito nell’ambigua cornice di quella incapacità di distinguere tra apparenza e realtà che è propria di ogni essere umano quando, nel sonno, crea mondi tanto inesistenti quanto assolutamente ‘reali’.
E’ dunque il subconscio, catturato nel suo luogo di elezione preferito (il mondo dei sogni) il tema che la sceneggiatura vuole approfondire, affrontandolo però da un punto di vista inedito. Nolan sceglie infatti di imporre una forma, una vera e propria grammatica, all’universo più fluido che si possa immaginare, rendendolo coerente e filmabile.
Quello che colpisce positivamente, nel lavoro di Nolan, è proprio il rigoroso controllo della narrazione, l’abilità nel gestire al meglio una sceneggiatura complessa, che certo richiede attenzione allo spettatore ma alla fine risulta costruita, nel suo gioco a incastro, in modo impeccabile. Una scelta, quella della narrazione frammentata e non cronologica, che il regista aveva già proposto con successo in Memento e in The Prestige.
Inception rimane comunque un film d’azione con lo scopo di intrattenere, con scene spettacolari che giustificano il budget del film ma senza mai uscire dai perfetti schemi narrativi imposti da Nolan.
Andrea Centenari
foto: movieplayer.it




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