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Jimi Hendrix 40 anni dopo

By   /   18 Settembre 2010  /   Commenti disabilitati su Jimi Hendrix 40 anni dopo

Esattamente 40 anni fa, il 18 settembre 1970, pochi giorni dopo la sua ultima esibizione live all’Isola di Wight, mentre era al lavoro su “First ray of the new rising Sun”, Hendrix fu trovato senza vita a Londra, soffocato dal suo vomito provocato da un’intossicazione da barbiturici segnando la fine di una delle autentiche icone della storia del rock.

La sua breve carriera artistica, iniziata nel 1966, fu costellata di successi e di riconoscimenti in ambito musicale anche da parte di colleghi illustri come Pete Townshend, Eric Clapton e Jeff Beck.
L’iconografia di Jimi Hendrix può essere racchiusa in due gesti che lo resero celebre al mondo: la sua Fender Stratocaster data alle fiamme al termine di ”Wild Thing”, sul palco del Monterey Pop Festival del 1967 e l’inno americano suonato in maniera distorta e acida in conclusione della tre giorni del festival di Woodstock del 1969.

Ora, a 40 anni dalla sua morte, il mito di Jimi Hendrix rivive nell’antologia ”West Coast Seattle Boy – The Anthology Jimi Hendrix” in uscita il 16 novembre.

Il box, che comprende 5 Cd e un DVD per un totale di 4 ore di musica, propone per la prima volta tracce rare e inedite che ripercorrono tutta la carriera di Jimi dal 1964 al 1970. “West Coast Seattle Boy” raccoglie versioni alternative, in studio e dal vivo, di canzoni tratte dai suoi tre album “Are You Experienced”, “Axis: Bold As Love”, e “Electric Ladyland”, ma anche inediti come “Hear my freedom”, “Hound dog blues” e “Lonely avenue”, oltre alla cover di “Tears of rage” di Bob Dylan.
Ad arricchire la tracklist ci sono inoltre le registrazioni pre-Experience, tra cui i singoli con gli Isley Brothers e Little Richard. Nel DVD è invece presente un nuovo documentario diretto da Bob Smeaton, un viaggio autobiografico raccontato dallo stesso Hendrix con il commento di Bootsty Collins.

Una grande occasione per rivivere il mito che ha cambiato la storia del rock contemporaneo.

Andrea Centenari

foto: altamontapparel.com

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