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I calciatori si vergognino!

By   /   10 settembre 2010  /   Commenti disabilitati

Il calcio sciopera, la quinta giornata non verrà disputata perchè tutti i calciatori non scenderanno in campo, una forma di protesta già vista, ma piuttosto insolita. Già nel ’96 i professionisti del pallone incrociarono le braccia per manifestare il dissenso verso la legge Bosman e problematiche legate alla ex serie C2.

Stavolta la causa scatenante è legata al contratto collettivo dei calciatori proposto dalla serie A, le modifiche prevedono sostanzialmente l’introduzione di una sorta di protezione per le società che non riescono a rinnovare il contratto dei calciatori in scadenza. Una clausola opinabile senza dubbio.

Il fronte del Sì ovviamente capeggiato dai presidenti e dalla lega, vede in questa normativa un modo per proteggersi dai capricci dei calciatori, un’arma in più per quelle società che troppo spesso si vedono sbattere la porta in faccia dai calciatori che rifiutano il passaggio ad un’altra compagine per poter liberamente accordarsi dopo 12 mesi con un’altra, spuntando migliori condizioni.

Il fronte del No, manifesta diritti simili ad una “Carta universale dei diritti dell’uomo!”, il centro del pensiero è legato alla dignità dei professionisti che si sentono trattati come oggetti e non come persone.

Francamente non sono qui per proporre moralismi inutili e banali ai lettori, ma basterebbe porsi un breve interrogativo.
Se i calciatori parlano di dignità, di onestà e di rispetto, forse non sarebbe meglio evitare di prendere in giro migliaia di operai in cassa integrazione? Quanti sono gli italiani che pur di non esser trattati come oggetti (dicono loro!), rinuncerebbero ad un milione di euro l’anno?

Ma del resto gli uomini e le donne che per 800 euro al mese si spaccano la schiena per 40 ore a settimana non hanno televisioni, giornali ed hotel lussuosi per invitare tutti ad una mega conferenza stampa, nessuno di loro può permetterselo, quindi è giusto che 230 calciatori, tutti stipendiati con centinaia di migliaia di euro, scioperino per rendere la loro gabbia d’oro placcata di diamanti? Francamente credo che in ogni provincia italiana ci siano almeno 500 lavoratori che per pagare le bollette ed il cibo rischiano di indebitarsi ogni mese, ma il palazzo tutela i “divi”, le comparse non servono se le prime donne occupano tutto il palco! VERGOGNA!

di Marco De Palo

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