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Il dilemma di Allegri: equilibrio o spettacolo?

By   /   7 Settembre 2010  /   Commenti disabilitati su Il dilemma di Allegri: equilibrio o spettacolo?

Per un’allenatore abbondanza significa possibilità di scegliere, ogni domenica, il miglior undici da schierare. Con la consapevolezza di poter comunque ricorrere a una panchina affollata da calciatori in grado di cambiare la partita nell’arco dei 90 minuti. Chi non vorrebbe una situazione del genere?

Nel vocabolario del calcio moderno uno dei termini maggiormente utilizzati è equilibrio. La giusta alchimia tra fase offensiva e difensiva è alla base di ogni successo calcistico. Una squadra troppo sbilanciata in avanti può rischiare di subire le ripartenze degli avversari. Una formazione invece troppo coperta farà fatica a concludere verso la porta avversaria e dovrà affidarsi alle giocate dei singoli campioni.

Allegri, neo mister del Milan, si trova in una situazione alquanto delicata. I colpi di fine mercato (Ibra e Robinho) gli hanno garantito un parco attaccanti di assoluto valore. Quattro giocatori straordinari (con Inzaghi sempre pronto) che garantiscono la tanto agognata abbondanza.

Il rebus adesso è: come farli coesistere? Difficile vederli tutti insieme in campo. Allegri è un’affezionato del modulo con tre calciatori offensivi, canovaccio tattico sul quale sta lavorando dal primo giorno di ritiro estivo. Da buon toscano sa che senza equilibrio difficilmente il suo Milan potrà essere vincente, oltre che spettacolare. La scelta di assicurare un minimo di rotazione tra i suoi quattro campioni potrebbe sottoporlo alle critiche del datore di lavoro. È ormai assodata la predilizione del presidente Berlusconi per i giocatori in grado di infiammare le platee. E alla faccia dell’annunciata austerity ha fatto di tutto per garantirne il numero maggiore al suo Milan. Adesso però vuole vederli in campo.

E l’equilibrio? Allegri avrà il difficile compito di ricercarlo, senza sacrificare lo spettacolo. Potrebbe optare per un modulo con Ibrahimovic unica punta e il trio brasileiro (Ronaldinho, Robinho e Pato) alle spalle. Una batteria di attaccanti da far impallidire qualsiasi difesa ma che difficilmente potrà garantire copertura in situazioni di non possesso palla. Oppure potrebbe scegliere, di volta in volta, i tre più in forma e adatti alla partita da affrontare.

Un rebus insomma, alla ricerca dell’equilibrio, potendo contare sull’abbondanza.

di Luca Paradiso

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