“Presto attaccheremo l’America e l’Europa, ci vendicheremo dei raid con i droni”, questo quanto ha dichiarato al telefono all’agenzia Afp Qari Hussain, un comandante del gruppo Tehreek-e-Taliban.
La minaccia di un possibile attacco al di fuori del territorio pakistano e afghano dove i talebani hanno concentrato i loro numerosi attentati, arriva in conseguenza a due raid compiuti da due droni americani che hanno bombardato una zona tribale del North Waziristan, nel nord-ovest del Pakistan, uccidendo dieci militanti del gruppo.
Solo due giorni fa gli Stati Uniti avevano inserito l’organizzazione Tehreek-e-Taliban (Ttp) nella lista nera dei gruppi terroristici: gli attuali leader del gruppo, Wali-ur-Rehman e Hakimullah Mehsud figurano dunque nella lista dei terroristi più ricercati al mondo, sulle loro teste è stata posta una taglia pari a cinque milioni di dollari. Decisione arrivata dopo l’incriminazione da parte del Dipartimento americano della Giustizia nei confronti di Mehsud, accusato di essere coinvolto nell’attentato a Khowst in Afghanistan del dicembre 2009.
Tuttavia nulla sembra spaventare il gruppo terroristico: “Indicare il Ttp come un’organizzazione terrorista è da parte loro (Usa) un segnale di paura. Mostra che gli Usa ed i suoi alleati hanno paura di noi” ha detto Qari Hussain Mehsud.
Oltre il problema delle alluvioni che ha letteralmente devastato il Pakistan, arriva l’allarme terroristico dei talebani che si fa sempre più largo e che ora minaccia di arrivare anche in Occidente. Sul piano interno la situazione peggiore anche in virtù della presenza degli estremisti che colpiscono giornalmente. Proprio ieri un kamikaze si è fatto esplodere a Quetta, nel sud del Paese, durante una manifestazione per la Giornata di solidarietà del popolo palestinese uccidendo almeno 57 manifestanti sciiti e ferendone quasi 200. Stesse modalità dell’attentato compiuto il giorno precedente a Lahore, dove una triplice esplosione in tre punti diversi di un corteo di sciiti ha ucciso più di 30 persone e ne ha ferite un centinaio. Gli sciiti sono infatti uno degli obiettivi più colpiti dai talebani e fondamentalisti sunniti, maggioritari in Pakistan.
I bilanci parlano chiaro: più di 3.600 persone sono state uccise in tre anni in quasi 400 attentati, per la maggior parte commessi dai talebani alleati con al Qaida. Gli attacchi che si susseguono, gli ultimi due nel corso di questa settimana mettono a dura prova il governo già sotto pressione dall’emergenza alluvioni. “Sfortunatamente, con tutta probabilità le alluvioni in Pakistan ritarderanno le operazioni dell’esercito pakistano nel Waziristan settentrionale per qualche tempo” ha detto il Segretario Usa alla Difesa, Robert Gates, in Afghanistan per una visita alle truppe.
La situazione sta peggiorando ed il Governo centrale non riesce a mobilitare l’esercito a causa delle difficili condizioni in cui versa quest’area a seguito delle alluvioni. Le condizioni della popolazione sono precarie, cibo e acqua scarseggiano e diventa sempre più alto il rischio di epidemie.
Elisa Cassinelli



