Il campionato è iniziato, una prima giornata frizzante ha allietato i “pallonari” italiani e non durante tutto il weekend; all’appello mancano soltanto l’Inter vogliosa di un rapido riscatto dopo la figuraccia di Montecarlo, ed il Bologna nel caos dopo l’esonero di Franco Colomba.
Le gare del sabato hanno riservato tanto spettacolo, la prima sfida ha visto prevalere 1-0 il Genoa sull’Udinese di Guidolin, da segnalare il doppio infortunio in attacco per i “grifoni” prima Luca Toni (problema muscolare), poi il subentrato Raffaele Palladino (problema alla spalla). Tatticamente il Genoa ha espresso un bel gioco, con i nuovi arrivi in evidenza, Eduardo ha messo in mostra parate spettacolari, Ranocchia ha “giganteggiato” in difesa, Veloso e Zuculini hanno saputo gestire bene il centrocampo, ottima prova anche per Rafinha. Le azioni più pericolose sono partite dai piedi di Palacio, il quale ha messo in seria difficoltà la difesa friulana in più occasioni. Per l’Udinese un passo indietro rispetto alle amichevoli disputate. Poco gioco, con Di Natale che ci mette cuore e tecnica; il “niño” meraviglia Sanchez che prova a mettere in difficoltà Dainelli e compagni, ma difficilmente riesce a concludere, peccando spesso di eccessiva leziosità!
Il secondo anticipo ha visto sul terreno dell’olimpico di Roma, i giallorossi padroni di casa ed il neopromosso Cesena. Per i bookmakers una sfida senza storia, sul campo invece la grinta della matricola ha messo in ginocchio i capitolini. Il gioco cesenate fatto da tanto sacrificio e fulminee ripartenze ha praticamente annullato la premiata ditta Totti&Co..
Ceccarelli e Giaccherini promossi a pieni voti, mettono la freccia e seminano il panico. Nagatomo potrebbe farsi valere sulla fascia ma Cassetti quando è in forma è un cliente scomodo, quindi il giapponese deve limitare le incursioni avversarie più che attaccare. Schelotto ci mette il cuore, ma non basta serve anche la vista, in 5 occasioni non vede Bogdani ed Appiah liberissimi.
Domenica pomeriggio il Bari ha battuto in casa la Juventus, per i bianconeri ancora molte, troppe, amnesie a centrocampo ed in difesa, una squadra che non girava e con i nuovi innesti non gira. Il gioco di Del Neri fatto di tanta corsa sulle fasce non premia i ragazzi in maglia bianconera. Krasic è a Torino da troppo poco tempo per poter imporsi sulla sua corsia, l’ex Udinese Pepe fa il suo lavoro con timidezza, subentrano Martinez e Lanzafame, per loro poche palle sfruttate e pochissimi cross. Quagliarella rimandato, Del Piero anche!
Nei ranghi baresi la difesa non delude, ottimo l’innesto di Marco Rossi; Salvatore Masiello spinge con superbia sulla corsia di appartenenza, viene premiato con 3 ottime conclusioni ed altrettanti cross solo nel secondo tempo.
Alla sera gli appassionati hanno potuto guardare sei matches:
Milan – Lecce: il gioco di Allegri decolla, anche senza Ibra, sembra il Cagliari delle meraviglie visto un anno fa, Dinho e Pato fanno i “Cossu e Lazzari”, la vittoria è servita, un secco 4-0 che non premia a pieno l’immensa prestazione della “foca monaca” in stato di grazia, Pato segna due reti ma sembra inarrestabile. Il gioco del Lecce non è da serie A, l’organico tanto meno, una difesa inspiegabilmente altissima e distratta, un centrocampo dalle maglie larghissime e poco propositivo rendono ancora più amara una sconfitta che solo grazie alla “decenza” rossonera non diventa un’”imbarcata” per i salentini.
Fiorentina – Napoli: è il big match della giornata, pronti via e subito arriva il gol inesistente fischiato a Cavani, la palla dopo aver scheggiato la traversa, sbatte sulla linea ma non entra, l’assistente Galloni convalida. Il primo tempo è di marca partenopea, un Napoli incredibile impone il suo gioco, Lavezzi ed Hamsik tornano a riprender palla, Maggio e Dossena si infilano nelle praterie lasciate dagli uomini in viola. Il secondo tempo, invece, è tutto firmato “Mihajlovic” Cristiano Zanetti recupera palloni come se piovesse, Montolivo inventa, Gilardino in forma confeziona assist per D’Agostino.
Chievo – Catania: il match non andrà sicuramente nella lista degli incontri più emozionanti, il primo tempo vede i clivensi vicini al gol in diverse occasioni, il centrocampo è tutto gialloblù, i catanesi spendono poche energie nelle ripartenze, ancor meno nel contenimento degli attacchi veneti, il secondo tempo è noioso e solo un rigore regala la vittoria ai padroni di casa.
Palermo e Cagliari si annullano e non si fanno male, il centrocampo è di proprietà prima sarda, poi sicula, Biondini è il solito fenomeno, per i rosanero troppi i leziosismi di Maccarone.
Il Parma batte 2-0 il Brescia, ma il risultato finale con un gioco del genere perde d’importanza, i “Mariniani” sembrano una squadra a fine stagione, l’intesa è quella dei tempi migliori, i meccanismi del centrocampo sono oleati e talvolta il trio di attaccanti gioca a memoria. Le ripartenze mettono in imbarazzo i bresciani, Marques è una saetta, Giovinco inventa numeri su numeri e Bojinov corre dando una mano al centrocampo. Il Brescia può recriminare poco, Cordova e Possanzini si rendono pericolosi, ma le vie centrali sono ben controllate da Paci e Lucarelli.
Sampdoria – Lazio: le due squadre partono in sordina, poi la Samp impone il gioco e la Lazio si innervosisce. Guberti in versione trequartista sforna magie, Cassano guadagna la sufficienza. Il 6 non lo guadagnano i centrocampisti biancocelesti, la parte centrale è sempre in mano ai blucerchiati e gli attacchi giungono nei pressi di Biava&Co. senza ostacoli. Muslera non impeccabile.
I Top:
Cesena: è la fotografia della grinta di una neopromossa e della voglia di riscatto di tutta la Romagna fuori dal calcio che conta da ben 19 anni.
Milan: Allegri mette in campo 11 leoni, nonostante l’avversario sia di livello inferiore i palloni girano alla perfezione, in attesa di Ibra un bel segnale all’Inter.
Parma: Leonardi ha plasmato la squadra ad immagine e somiglianza di Pasquale Marino, ed anche se Bojinov non segnerà quanto Di Natale che importa, con un calcio champagne così anche un palato fine come quello parmense può tralasciare talvolta il risultato in favore del bel gioco.
I Flop:
Totti e la Roma: I giallorossi non trovano il bandolo della matassa? Niente paura ci pensa il capitano ad innervosire il match ed a rendere quel filo introvabile. Un bagno di umiltà e più corsa i suggerimenti per il numero 10.
Juventus: I bianconeri somigliano molto all’Inter anni ‘90, quando si compravano 20 giocatori all’anno e ne “girava” bene solo uno, pochissimi spunti a centrocampo e tanto caos tra i reparti.
Gervasoni di Mantova e l’assistente Galloni: Il regolamento è chiaro è gol quando la palla supera interamente la linea di porta, sicuramente Galloni lo saprà ma una visita dall’oculista sembra necessaria vista la posizione eccellente sulla linea laterale.
di Marco De Palo