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Una casa per il dialogo musicale

By   /   24 agosto 2010  /   Commenti disabilitati

La colonia artistica di Sidi Bou Said è diventata la meta preferita dei turisti stranieri in Tunisia. Sarà per le sue viuzze fra le bianche case andaluse, le cascate di buganvillee sui muri o le viste sul mare turchino o per tutti questi  elementi messi insieme, ma la piccola cittadina del nord richiama ogni anno migliaia di visitatori. Alcuni di questi ne hanno fatto la sede di uno dei più interessanti progetti culturali dell’intera regione mediterranea a cui il Ministro della Cultura ha provveduto a dare una casa. E’ il Centro di Musica Araba e Mediterranea, che ha sede nello splendido Palazzo Ennejma Ezzahra (Stella di Venere), uno spazioso e bellissimo edificio restaurato, residenza del pittore e musicologo francese Rodolphe d’Erlanger, morto nel 1932.

Il Centro organizza vari programmi, inclusa la promozione di eventi musicali e la conservazione di importanti documenti della tradizione musicale araba tunisina, messi a disposizione dei vari ricercatori o degli studenti di musica. Allo stesso tempo, conserva il patrimonio artistico e musicologico del Barone d’Erlanger. Come se non bastasse, il Centro è diventato uno dei più importanti e dinamici promotori di scambi culturali e musicali fra Europa e mondo arabo. “Per i giovani musicisti occidentali che partecipano ai nostri workshop, il primo incontro con la musica araba è visto come una rivelazione”, spiega Mounir Hentati, responsabile della comunicazione e Direttore del Centro “mentre i partecipanti tunisini hanno l’opportunità di studiare jazz o musica classica”.

Se il costruttore del palazzo lo avesse saputo, ne sarebbe rimasto deliziato. D’Erlanger, che visse a Sidi Bou Said dal 1910 fino alla sua morte, diede un grosso aiuto al cammino di comprensione tra l’est e l’ovest ed è stata una figura chiave nella organizzazione della prima Conferenza della Musica Araba del Cairo nel 1932. La grande motivazione di d’Erlanger in Tunisia era quella di far rivivere la civiltà arabo-andalusa. Il Palazzo Ennejma Ezzahra era la base di questo progetto.

Il pittore studiava i grandi edifici della tradizione andalusa e, nella vecchia città di Tunisi, realizzò dei disegni dettagliati di interi edifici. Da questi, creò la sua propria versione dell’Al-Andalous: un palazzo arabo con interni dalle influenze italiane ed inglesi che metteva insieme le culture orientali ed occidentali.

Nel 1989 il governo tunisino dichiarò il palazzo monumento nazionale. Gli artisti tunisini sanno bene che il centro non è solo un museo ma un progetto multidisciplinare e dinamico che nel corso degli anni è cambiato:  nei primi anni la sua attenzione era concentrata soprattutto sulle produzioni musicali tradizionali proprie della Tunisia; ora essa è posta agli scambi internazionali con pubblici concerti e master class. Ogni anno, solisti jazz dal Belgio e dalla Tunisia, come anche da altri paesi,  si mettono insieme in uno spettacolo denominato “Colori” e grazie all’aiuto francese, un altro evento, “Giovani Virtuosi”,  mette insieme nel Centro giovani musicisti classici.

Spero che questo Centro incoraggi non solo scambi tra mondo arabo ed Europa” dice ancora Mounir Hentati “ma con tutto il mondo” .

di Giuseppe Favilla

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