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L’Iran prosegue e persegue i suoi programmi

By   /   22 agosto 2010  /   Commenti disabilitati

Ieri l’Iran ha inaugurato la sua prima centrale elettrica a propulsione nucleare, presso il sito di Bushehr, nel sud dell’Iran, oggi, in occasione dell’anniversario dell’industria della Difesa, alla presenza del Presidente Mahamoud Ahmadinejad, invece è toccato al primo “Unmanneh Aerial Vehicle” (UAV), comunemente conosciuto come “drone”, da combattimento, ovvero in grado di trasportare armamento.

Mentre la centrale elettrica di Bushehr è stata costruita con l’aiuto della Russia che, oltre ad aver fornito il carburante nucleare, farà funzionare con le sue maestranze la centrale e ne smaltirà i rifiuti, il drone, denominato Karrar, ma etichettato “ambasciatore di morte” da parte del Presidente, è invece un prodotto della tecnologia e dell’ingegneria Iraniana.

L’Iran ha avviato i programmi di sviluppo degli armamenti attraverso una propria industria della Difesa già durante la guerra contro l’Iraq, del 1980-88, per compensare l’embargo delle armi Americane. Attualmente è in grado di produrre in proprio carri armati, veicoli meccanizzati per il trasporto truppa, missili e anche aerei da combattimento.

In particolare, il Karrar è lungo 4 metri, ha un raggio d’azione di 1.000 chilometri, raggiunge la velocità di 900 km/h ed è armato con 4 missili cruise o in alternativa 2 bombe da 125 chilogrammi.

Il Presidente, nel suo discorso, oltre a elogiare le capacità raggiunte dall’industria nazionale, ha colto l’occasione per dare una frecciata ai suoi nemici di sempre dicendo che “i programmi continueranno fino a che i nemici dell’umanità perdano le speranze di attaccare la Nazione Iraniana”, aggiungendo che il Karrar “è uno strumento di deterrenza e per scopi difensivi”.

In merito alla possibilità che Israele possa bombardare la centrale di Bushehr, Ahmadinejad ha detto che “l’attacco è impensabile, ma, se Israele lo facesse, la reazione sarebbe schiacciante e coinvolgerebbe il mondo intero…perciò diciamo all’Occidente che tutte le opzioni sono sul tavolo”.

Al riguardo alla possibilità di un intervento Americano in Iraq, attraverso il suo Ambasciatore all’ONU, Eshagh Alehabib, l’Iran ha presentato una lettera al Segretario Generale, al Presidente del Consiglio di Sicurezza e all’Assemblea Generale, in cui accusava l’Ammiraglio Mike Mullen, Capo dello Stato Maggiore Interforze e altri alti Ufficiali e parlamentari Americani di aver usato frasi minacciose nei confronti dell’Iran.

L’episodio si riferisce alle frasi pronunciate dall’Ammiraglio Mullen all’inizio del mese in merito all’opzione militare di attaccare l’Iran. L’Ammiraglio Mullern aveva detto che ”l’opzione rimane aperta, anche se personalmente ritengo che sia una cattiva idea, tuttavia, il rischio che l’Iran sviluppi armi nucleari è inaccettabile e per questo l’opzione militare resta tra quelle possibili”.

Secondo l’Ambasciatore Alehabib, linguaggio usato dagli Stati Uniti è “…minaccioso, viola le leggi internazionali, la Carta delle Nazioni Unite e va contro gli sforzi globali di rafforzare la pace e la sicurezza della regione e Internazionale…l’Iran non esiterà a difendersi rispondendo a qualsiasi attacco”.

Anche l’Ayatollah Ali Khamenei, la suprema guida spirituale Iraniana, ha ripreso ieri l’argomento e ha sposto dicendo che “l’Iran risponderà attaccando tutti gli interessi americani anche fuori della Regione del Golfo”.

Ma alle parole di fuoco sono seguite quelle concilianti “Se gli Stati Uniti metteranno da parte le loro minacce, le sanzioni, le dimostrazioni della sua superpotenza militare e rifiuta di imporre gli obiettivi, allora ci sarà la possibilità di riaprire i colloqui”.

Per completezza d’informazione, Venerdì scorso, l’Iran ha anche effettuato un lancio di prova del nuovo missile superficie-superficie Qiam-1, che utilizza carburante liquido e avanzate tecnologie del sistema di guida.

di Vito Di Ventura

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