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Manovre militari congiunte USA-Sud Corea e prove di riunificazione

By   /   17 Agosto 2010  /   2 Comments

Domani si concluderà l’ultima di una serie di esercitazioni militari che gli Stati Uniti e la Corea del Sud hanno condotto allo scopo, a detta degli organizzatori, di migliorare le capacità di difesa congiunta e di deterrenza contro potenziali provocazioni.

Quella in corso è l’annuale esercitazione denominata “Ulchi Freedom Guardian”, che si svolge ormai da 35 anni, e che quest’anno è stata effettuata in un periodo particolarmente caldo tra le due Coree. All’esercitazione parteciperanno 56.000 soldati della Corea del Sud e 30.000 americani e tra le varie operazioni è prevista anche una di contro terrorismo, in preparazione del G-20, di due giorni, che si terrà in Novembre a Seoul.

Gli USA e la Corea del Sud hanno svolto manovre militari congiunte, della durata complessiva di 11 giorni e condotte su larga scala, che hanno provocato le veementi condanne della Repubblica Popolare Democratica della Corea (DPRK), o semplicemente Corea del Nord, e la forte contrarietà della Cina.

Si è trattato di una complessa esercitazione altamente tecnologica e computerizzata, diretta dal Comando Congiunto Coreano-Statunitense, in cui sono stati simulati diversi attacchi nucleari, missilistici e sottomarini ed una escalation delle tensioni lungo il confine tra le due Coree.
 
Il Presidente Sud Coreano, Lee Myung-Bak, ha definito l’esercitazione “per la pace e la deterrenza” e ha ordinato alle Forze Armate del suo Paese di condurla con il massimo impegno e realismo. Di contro, il Capo dell’Esercito della Corea del Nord si è detto pronto ad “sferrare un contraccolpo senza scuse alla sprezzante provocazione di guerra da parte di forze bellicose”.

Un mese fa è stata svolta un’altra grossa operazione navale ed aerea congiunta, in risposta all’affondamento della corvetta Cheonan, che secondo Seoul fu provocata da un siluro lanciato dalle navi nord coreane presenti in zona, in cui trovarono la morte 46 marinai Sud Coreani. L’incidente ha fatto crescere la tensione tra le due Coree, anche se la Corea del Nord ha sempre negato ogni responsabilità e aveva chiesto di partecipare con i suoi esperti all’ inchiesta internazionale.
 
Il Presidente Lee, domenica scorsa, durante i festeggiamenti del 65esimo anniversario della liberazione dalla colonizzazione Giapponese (nel 1945), durata 35 anni, ha comunque gettato acqua sul fuoco dicendo che “occorre superare le attuali divisioni e procedere per una pacifica riunificazione”. Secondo il Presidente Sud Coreano, Seoul e Pyongyang dovrebbero procedere per stadi:  prima costruire una “pace comunitaria”, per garantire la sicurezza e l’armonia della Penisola Coreana; poi lavorare per una “economia comunitaria”, per una mutua prosperità; ed infine giungere ad una “nazione comune”. Per rendere tutto questo finanziariamente possibile, il Presidente Lee ha proposto una “tassa di riunificazione” per sostenere gli ingenti costi che essa richiederà. Tuttavia, al momento, “la cosa più importante è la “denuclearizzazione” della Penisola”.

Perché ciò avvenga, la Corea del Nord deve fare un “cambio coraggioso” e prendere “decisioni drastiche” per porre fine ai decenni di confronto, perché il suo Paese non tollererà ulteriori provocazioni.

Unica considerazione. In un conflitto “asimmetrico”, caratterizzato cioè da una forte disuguaglianza tra le forze in campo, tipo Vietnam, Iraq e ultimamente Afghanistan, solo per citarne alcune, la forza e la più sofisticata tecnologia sono servite a poco. Anche se gli Stati Uniti sono l’unica “super potenza” al mondo, in guerra non vale l’equivalenza “vince il più forte”, poiché essa è un’equazione con moltissime incognite, in cui la tecnologia gioca sì un ruolo importante, ma non decisivo. Perciò, un’esercitazione condotta pure con forze e mezzi sofisticati può veramente mettere paura alla Corea del Nord, che peraltro dispone di armi nucleari e di un esercito di un milione di uomini? Forse, da un punto di vista militare, occorrerebbe rivedere il concetto stesso di deterrenza e, dal fronte diplomatico, esplorare fino in fondo le possibilità di riunificazione lanciate dal Presidente Lee.
 
di Vito Di Ventura

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2 Comments

  1. helo don bil la gec fekete budha g emir gore global nato militari had emir vagyok a zonábol.gps hungari dabas segesvári ut 1.a kunyho .azért nem jelentkeztem edig mert nem volt rá lehetőség elszigelnek a teroristák.hungaria álam felrugja a béke feltételeit és szővetkezik a teroristákal.a nemzetkőzi jog értelmébe ijen negativ hozá álásal 38 honapja semibe vet atomsorompok melet .hadat űzenűnk.és semijen továbi egyűtműkődésűkre nem tartok igényt a nemzetkőzi diplomáciaként.a légi erőm hozon ide ma néhány ezer katonám a biztositásra és postázák ki a megsemisitő csapást .la sas dan

  2. angeldemon ha detto:

    Forse proprio perche’ conosce i rischi di una guerra “asimmetrica” che il Presidente Lee propone la pace….

    Ma questi due pezzi di terra sembrano essere uniti geograficamante per puro caso. Ammetto la mia ignoranza in materia, percio’ magari qualcuno conosce la risposta alla mia domanda: cosa ne pensa la gente laggiu’ della unificazione? Al di la’ dei capi di Stato, i Coreani cosa vorrebbero? L’idea della “tassa di riunificazione” e’ perseguibile, ma alla base in primo luogo, a mio parere, dovrebbe esserci la volonta’ e il desiderio dei Coreani di abbattere le barriere che dividono Nord e Sud. Altrimenti l’iniziativa e’ destinata a fallire.
    Se i Coreani del Nord e quelli del Sud si perceciscono come “due popoli distinti”, potrebbe essere dura….
    L’Italia e’ un “unico” Paese eppure assiste a quotidiani inneggiamenti divisionisti, in nome di una “superiorita’” del Nord costretta a trascinarsi il carrozzone lento e inproduttivo del Sud. Se non fossimo un unico Paese ed i Governi di Nord e Sud tendessero alla unificazione, ce ne sarebbero oggi i presupposti?? Al Nord oggi si lamentano di pagare le tasse anche per i servizi dei cittadini del Sud, quali il Servizio Sanitario Nazionale o i trasporti pubblici: accetterebbero mai una “tassa di riunificazione”??

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