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Budapest: Europei di Nuoto 2010

By   /   16 Agosto 2010  /   Commenti disabilitati su Budapest: Europei di Nuoto 2010

Si è conclusa la trentesima Edizione dei Campionati Europei delle discipline acquatiche, per la quarta svolta a Budapest. Volendo fare un bilancio dei Campionati appena terminati, possiamo dare un giudizio complessivo soddisfacente, perché da questi campionati europei cercavamo risposte sul lavoro svolto e indicazioni in vista dei Mondiali di Shangai e soprattutto delle Olimpiadi di Londra 2012, gli obiettivi delle prossime due stagioni.

Il nuoto in acque libere, com’è noto, non è una passeggiata, dopo il titolo mondiale conquistato a Montreal, con i risultati ottenuti dagli azzurri e quelli della classifica per Nazioni anche a Budapest, possiamo affermare che gli atleti italiani sono in crescita. Volendo poi valutare le condizioni ambientali totalmente differenti da Montreal, gli atleti hanno dimostrando poliedricità e capacità di finalizzazione del lavoro di preparazione svolto al fine di ottenere buoni risultati ai Campionati.

Con le medaglie di Valerio Cleri, Martina Grimaldi e Giorgia Consiglio e da tutto il resto del gruppo nel quale stanno crescendo anche le seconde linee possiamo affermare di aver avuto ottimi riscontri nei dieci chilometri olimpici. Stessa grande soddisfazione nella specialità dei tuffi, che nel loro complesso restano una garanzia in termini di medaglie con Tania Cagnotto, Francesca Dallapè e la maturazione di Noemi Batki, dietro la quale resiste il trio Marconi con l’innesto ad alti livelli di Michele Benedetti e continuano a emergere giovani interessanti, anche se non presenti in Ungheria.

Nella specialità del nuoto sincronizzato, sulla quale la Federazione ha investito molto con l’ampliamento dello staff tecnico e l’inserimento della giaponese Yumiko Tomomatsu, certo non è riuscita ad arginare la crescita dell’Ucraina, ma parliamo di una Nazionale molto giovane e al suo primo Campionato Europeo che di certo evolverà nel corso del prossimo biennio, quindi non ci resta che essere ottimisti e sperare nella crescita dell’atleta.

Il nuoto rimane una specialità molto più articolata e merita un approfondimento più dettagliato. I nostri azzurri sono in una fase assimilabile a quella attraversata durante il Mondiale di Barcellona 2003, che chiudemmo solo con il bronzo di Massimiliano Rosolino nei 200 misti. Ricordiamoci delle critiche espresse da più fronti, ma già da allora la Federazione era impegnata a formare giovani talenti tra cui Federica Pellegrini, Filippo Magnini, Alessia Filippi, Luca Marin, Federico Colbertaldo, alla costruzione delle staffette maschili e femminili sempre protagoniste e al mantenimento del ruolo di leadership in Europa con Massimiliano Rosolino, Alessio Boggiatto, Alessandro Terrin, Paolo Bossini, Loris Facci, Francesca Segat.

Campioni che a oggi sono parte integrante della Nazionale, cui si sta lavorando per il futuro con un cambio generazionale. Resta sottointeso che, nonostante i buoni risultati di questo Europeo, è un periodo di transizione e non bisogna analizzarlo solo dal punto di vista dei risultati.

Alle conferme di Federica Pellegrini, lanciata verso un progetto ambizioso con Stefano Morini, si sono aggiunte la capacità di rinnovarsi di Filippo Magnini e le medaglie di Samuel Pizzetti, che sarà un nuovo stimolo per Federico Colbertaldo, e di Fabio Scozzoli, che ha sorpreso per la velocità con cui è maturato. I risultati ci sono stati dai velocisti, certo resta un pizzico di rammarico per gli 11 centesimi che ci hanno diviso dal bronzo nella 4×100, soprattutto dopo aver verificato le prestazioni individuali nei 100.

Nel contempo sta cambiando anche il panorama europeo e la consapevolezza che bisogna intensificare il lavoro che aveva consentito alla nostra 4×200 maschile di conquistare l’oro europeo dal 2000 al 2008. Gli inserimenti di Maglia, Sciocchetti e Lestingi sono garanzia di crescita e sono pronti ad intensificare il lavoro specifico.

Marco Bonifazi, capo delegazione della missione e coordinatore tecnico della Nazionale di nuoto alla trentesima edizione dei campionati europei delle discipline acquatiche, per la quarta volta a Budapest, nel pensare alla prossima stagione, ha così dichiarato: “Rispetto alla rosa allargata dei campionati europei, in vista del Mondiale di Shangai renderemo più severi i tempi limite, definendoli in previsione del raggiungimento di una buona semifinale, pertanto intorno al dodicesimo posto, forse meno. Preferiremo la qualità alla quantità, proseguendo sul nostro modello di lavoro che implica il supporto tecnico logistico alle Società: riunioni programmatiche per promuovere la condivisione dei programmi federali e lo stesso linguaggio tecnico, verifiche del lavoro svolto in mini raduni, collegiali di preparazione finalizzati ai progetti sulla velocità, mezzofondo, dorso, delfino, rana, misti e staffette. Alla vigilia dei Mondiali di Shangai svolgeremo un lungo periodo di ambientamento, presumibilmente di tre settimane in una località vicina. Tra gli obiettivi vi è anche favorire il confronto costruttivo tra atleti e tecnici e alimentare l’esperienza internazionale dei giovani, in un momento di ricambio generazione bisogna avere pazienza, lavorare con entusiasmo nell’ombra, essere coscienti che i risultati immediati non sono proporzionali all’impegno profuso: così si costruiscono i campioni che auspichiamo diventino i Rosolino e Brembilla del futuro”.

L’erede del compianto Alberto Castagnetti ha così proseguito: “Sono al quattordicesimo Europeo. Prima da medico federale, poi da capo delegazione, ora anche da coordinatore tecnico della Nazionale di nuoto. A dieci mesi dalla scomparsa di Alberto credo che i nostri ricordi, le nostre emozioni meritino riservatezza. Ci ha lasciato un’immensa eredità tecnico-organizzativa. Stiamo cercando di codificarla, tramandarla, svilupparla per il bene del nuoto nazionale. Il mio incarico è ad interim proprio perché era importante non sconvolgere gli equilibri della struttura tecnica precedente. Abbiamo solo potenziato le responsabilità dei tecnici federali che guidano i progetti olimpici che coordino con la collaborazione del direttore sportivo Gianfranco Saini. C’è chi pensa che per me sia stato un peso accettare questo incarico, che l’abbia fatto perché sono un uomo di Federazione, ma non è così. Le attività della Federazione Italiana Nuoto rappresentano una gran parte della mia vita. Mi danno emozioni, mi rendono felice e mi divertono. Siamo un gruppo molto unito, proteso al sacrificio personale per il bene comune e abbiamo tutti lo stesso obiettivo: vincere insieme e formare classi natatorie che diffondano la passione per questo sport. La rinuncia di Federica Pellegrini ai 400 stile libero, dispiace a lei, dispiace a noi. Ma ci vuole rispetto. Accettare le difficoltà. Può accadere di ammalarsi, anche durante un Europeo. Anche alla vigilia di una gara importante e non c’è bisogno di fare gli eroi. Federica non deve dimostrare nulla. Purtroppo è stata colpita da influenza, dolori articolari e mal di gola. Nonostante i trattata menti  con farmaci sintomatici, non hanno dato indicazioni positive, così abbiamo deciso di cancellarla dalle batterie per preservarne l’integrità”.

Isomma, per chiudere, potremo dire che la Federazione di Nuoto è una delle poche che sta investendo e lavorando per le nuove leve, puntando agli appuntamenti futuri.

di Armida Tondo

foto di Szaka Jòzsef – Zsombor Vàsàrhelyi

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