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Donna afghana giustiziata in pubblico dai talebani

By   /   9 agosto 2010  /   3 Comments

Donne lapidate, uccise ferocemente, senza pietà né dignità. Una storia che accomuna molte donne provenienti da molti paesi del mondo, una storia che però ancora non conosce la parola fine. Un’altra drammatica vicenda porta la firma dei talebani: una vedova afgana di 48 anni è stata infatti punita con duecento frustrate e successivamente uccisa con colpi d’arma da fuoco, il tutto in un luogo pubblico, alla luce del sole nella provincia occidentale di Badghis. Uccisa per aver avuto una “relazione illecita” ed essere rimasta incinta dopo la morte del marito da cui ha avuto due figli emigrati in Iran per motivi di lavoro. Fonti talebane hanno confermato l’accaduto e hanno riferito che la punizione inflitta alla donna è stata presa durante una riunione di un consiglio di giustizia tribale.

Per quanto riguarda l’uomo con la quale la vedova ha avuto la relazione, è stato catturato dai talebani come precisa il responsabile per la sicurezza della provincia, Abdul Jabar, salvo poi essere rilasciato e rimesso in libertà dopo aver pagato un’ingente somma ai comandanti locali.

Ma come questa donna ce ne sono tante altre. Vere e proprie esecuzioni nei luoghi pubblici, violenze di ogni tipo, schiavitù e condizioni a dir poco insopportabili. Sono in media 2.300 donne che ogni anno si suicidano in Afghanistan: matrimoni forzati, violenze tra le mura domestiche, restrizioni di ogni tipo. Non reggono più a questa condizione che ogni giorno le sottopone a questo “regime di violenza”. Nulla sembra essere cambiato dalla caduta dei taleban perché la condizione delle donne afghane rimane una questione aperta, che non può limitarsi alla sola “questione del burqa”. C’è molto di più, oltre i decreti che il governo emana minando i diritti e le libertà delle donne.

Se non vengono uccise le donne, varie sono le torture che vengono fatte: visi sfigurati dall’acido, nasi e orecchie mozzati proprio come Aisha, la ragazza che ha fatto clamore perché finita nella copertina del times dopo che i talebani le avevano mozzato orecchie e naso perché era scappata dai parenti che abusavano di lei. Lei avrà un naso nuovo grazie ad un intervento chirurgico che subirà negli Stati Uniti. Ciò però non cancellerà quello che le è stato fatto e sicuramente Aisha rimarrà uno dei simboli delle violenza sulle donne afgane.

Quando erano al potere tra 1996 e 2001, gli estremisti talebani lapidavano e frustavano coloro che compivano atti sessuali fuori dal matrimonio. Una realtà che noi tutti conosciamo e con la quale dobbiamo fare conto. Ancora oggi alle donne è vietato tutto:  studiare, lavorare, uscire da sole, questo nonostante la nuova Costituzione afghana del 2004 sancisca la parità dei diritti fra uomini e donne. E viene ancora da chiederci perché non si possa mettere fine a questa ingiustizia e vedere finalmente queste donne poter vivere la propria vita liberamente.

Elisa Cassinelli

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  • http://www.facebook.com/claudia.pianoperciballi1 Claudia Piano Perciballi

    IN NOME DI QUALE DIO SI COMMETTONO QUESTE CONDANNE? POPOLO DELLA RELIGIONE ISLAMICA COME POTETE PERMETTERE AI TALEBANI DI FAR PARTE DELL’ISLAM? PERCHE’ STATE ZITTI? CHI TACE ACCONSENTE ED E’ COLPEVOLE QUANTO LORO

  • Pingback: Marketingkonzept

  • Mariano

    Dire che è uno schifo, è fire poco!
    Ma la libertà dov’è finita?
    Dove sono le donne, e le femministe? E i governi occidentali??

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