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Doping: arrivano i primi deferimenti

By   /   8 Agosto 2010  /   1 Comment

Il ciclismo nostrano in questo periodo è scosso da diverse inchieste antidoping. La più famosa sicuramente riguarda Alessandro Petacchi. Convocato in procura al termine del Tour de France, il corridore spezzino si è avvalso della facoltà di non rispondere dichiarando, tramite il suo avvocato Virgilio Angelini, che le accuse erano troppo generiche.
L’inchiesta che riguarda Ale-jet però, si estende anche a diversi uomini molto conosciuti nell’ambiente ciclistico. Quest’oggi, infatti, la Procura di Padova ha disposto diversi provvedimenti:
RUGGIERO TORRACO Come riportato nel sito del Coni, Ruggiero Torraco, trentacinquenne ex professionista pugliese, è stato deferito al Tribunale Nazionale Antidoping del CONI per il riconoscimento della responsabilità in ordine alla violazione dell’art. 2.7. del Codice WADA. La richiesta è di 15 anni di inibizione a tesserarsi e/o a rivestire in futuro cariche o incarichi in seno al CONI, alle FSN o DSA, ovvero a frequentare in Italia gli impianti sportivi, gli spazi destinati agli Atleti ed al personale addetto ovvero a prendere parte alle manifestazioni od eventi sportivi che si tengono sul territorio nazionale o sono organizzati dai predetti enti sportivi. Il caso sarà discusso al TNA il 4 ottobre alle 10.45. Torraco non è nuovo ad inchieste riguardanti il doping. Nel 2004 infatti, ha patteggiato una pena di un anno e qualche mese di reclusione per spaccio di sostanze dopanti.
MARCO MOSÈ BACCIN Stessa accusa e stessa richiesta di inibizione anche per un altro ex professionista. Marco Mosè Baccin, infatti, è stato deferito al Tribunale Nazionale Antidoping del CONI e l’udienza è stata fissata per il 4 ottobre alle 10.30.
SANTE DI NIZIO Due deferimenti ed un’archiviazione. Il procedimento cautelare dei confronti di Sante di Nizio, infatti, è stato archiviato non risultando riscontri oggettivi di responsabilità.

PROCURE L’estate avanza ma le procure continuano a fare il loro lavoro. Dopo la Procura di Padova, anche quella di Bergamo e Trento hanno diramato diversi provvedimenti.
Il più noto riguarda sicuramente Elisa Basso, deferita al Tribunale Nazionale Antidopingd el CONI per il riconoscimento della responsabilità in ordine alla violazione dell’art. 2.7. del Codice WADA con la richiesta di 4 anni di inibizione.
Medesima accusa anche un altro volto noto delle inchieste sul doping. Vittorio Facchinetti, ex culturista ed incarcerato nel 2006 con l’accusa di trafficare con Epo e altre sostanze dopanti, è stato raggiunto dal deferimento della Procura di Bergamo con l’accusa di violazione dell’art. 2.7. del Codice WADA. La richiesta di inibizione è di 15 anni.
E’ andata peggio ad Alessandro Del Fatti. L’ex ciclista infatti, è stato deferito al Tribunale Nazionale Antidoping del CONI per il riconoscimento della responsabilità in ordine alla violazione degli artt. 2.2. e 2.7. del Codice WADA. La richiesta per lui è quella dell‘inibizione a vita. L’udienza è fissata il 1° Ottobre.

BERNUCCI Convocato per il 24 Agosto, infine, il colloquio della Procura Antidoping con il ciclista Lorenzo Bernucci, in merito all’inchiesta penale della Procura della Repubblica di Padova. A casa del gregario di Petacchi, infatti, erano state rinvenute diverse fiale di Perfluorocarburo, una sorta di emoglobina sintetica, e di albumina umana, utilizzata come sostanza “coprente”, cioè in grado di aumentare la parte liquida del sangue e quindi di abbassare il livello di ematocrito. La posizione del ciclista sembra critica, non resta che aspettare il giudizio del Tribunale.

di Antonio Massariolo

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