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Quando si ruba a casa del ladro

By   /   4 agosto 2010  /   Commenti disabilitati

Ebbene si. Questa volta voglio parlare di una vittoria  che è davvero al di sopra di ogni sospetto, quasi incredibile.

Lo scenario è quello della Baia di Honk Kong , il Victoria Harbor, dove ogni anno si svolge l’attesissimo International Dragon Boat Carnival, una manifestazione che vede scendere in acqua più di 130 equipaggi provenienti da tutto il mondo, oltre che, naturalmente, i campioni di casa.
Quest’anno è accaduto l’inimmaginabile:  l’equipaggio italiano della Federazione Italiana Dragon Boat, formato da atleti toscani e laziali, nella categoria Bowl ha portato a casa la medaglia d’oro, seminando alle proprie spalle niente meno che l’equipaggio della nazionale cinese.
Un successo traboccante, storico,  per una disciplina sportiva relativamente giovane in Italia ma non certo in Cina dove le origini del Dragon Boat affondano in un inestricabile mix di storia e leggenda.
Si dice infatti che il poeta e statista cinese Qu Yuan si fosse gettato nel fiume Mi-Lo con un atto disperato per protestare contro le vessazioni cui veniva sottoposto il suo popolo dal governo di allora. I pescatori,  saputa la notizia , si lanciarono con grandi barche alla ricerca del corpo di Qu Yuan sbattendo con forza le acque con i remi per allontanare i pesci.
Da allora e’ nata una tradizione che ricorda quel giorno e si celebra in tutto l’oriente il quinto giorno della quinta luna con Festival di Dragon Boat. 
Il Dragon Boat è una disciplina sportiva di origine orientale, che prevede gare su imbarcazioni lunghe 12,40 metri e larghe al massimo 1,12 metri, con la prua e la poppa aventi la forma rispettivamente di testa e coda di un drago. Le imbarcazioni sono sospinte da 20 atleti, i cui colpi di pagaia vengono scanditi dal ritmo di un “tamburino”, mentre un timoniere a poppa dirige la barca con un remo lungo circa 3 metri.
In Italia la FIDB  -Federazione Italiana Dragon Boat- si è formalmente costituita il 10 maggio 1997 come unico organismo riconosciuto dalla Federazione Europea ed Internazionale ed è presieduta da Claudio Schermi, il primo ad aver gioito per lo straordinario piazzamento italiano ad Honk Kong. 
Come semplicemente entusiasta è il tecnico federale Vincenzo Iuliano che, dalla bella cittadina di Sabaudia nel Lazio, dove ha scelto di vivere e di fare l’allenatore con l’incarico di seguire le squadre di categoria juniores sia maschile che femminile, commenta la notizia da poco appresa “Mi sento di dire che questa vittoria è uno straordinario biglietto da visita per la nazionale italiana in campo internazionale. Ora la prossima meta sono gli europei di Amsterdam. In questi anni con i ragazzi junior abbiamo vinto ben tre mondiali e tre europei”. E’ il caso di dire che quella di Iuliano è una “premiata ditta” del Dragon boat, un caso più unico che raro di fedeltà “genetica” ad una disciplina sportiva. E’ lo stesso tecnico federale a spiegare una continuità da vanto: “Dal 1998, mio figlio Stefano ha preso parte agli europei di Roma,  successivamente  io stesso, in qualità di tecnico e atleta,  mia moglie Elvira  come atleta e mio figlio Marco, in qualità di tamburino junior. A tutto oggi siamo tutti tesserati con la FIDB e siamo sempre stati presenti a tutte le manifestazioni, così come lo saremo ad Amsterdam”  Dunque  più che uno sport, una disciplina sportiva che fa della coesione e del senso di squadra la sua arma vincente. Non ci resta che dire in bocca al lupo ai nostri italiani per i traguardi olandesi.

Donata Carelli

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