L’esigenza di progettare e realizzare abitazioni a basso consumo energetico trae origine da una duplice problematica:
- ecologica, volta a limitare le emissioni di gas serra: negli ultimi decenni infatti, l’espansione urbanistica e produttiva a livello mondiale hanno determinato incrementi di CO2 nell’atmosfera che stanno già determinando il “global warming”, l’aumento della temperatura dell’atmosfera terrestre e degli oceani. Le previsioni degli scienziati (fino a poco tempo or sono più controverse di quanto lo siano allo stato attuale) appaiono, al riguardo, allarmanti: esse delineano scenari per i prossimi decenni che paventano fenomeni, quali la scomparsa anche del 30% delle specie viventi, siccità permanente in vaste aree del pianeta, aumento del livello degli oceani che porteranno, entro la fine del secolo, alla sommersione di molte zone costiere e alla necessità di spostamento di circa un miliardo di persone;
- energetica, non disgiunta dalla prima, causata dall’assottigliamento delle fonti tradizionali di energia rappresentate da combustibile fossile (petrolio e derivati). Anche a causa delle complicate situazioni geopolitiche nelle regioni più ricche di petrolio, i costi per riscaldamento tradizionale sono aumentati negli ultimi anni, incidendo in maniera sostanziale sui bilanci economici delle nazioni, e dei singoli cittadini.
Un apporto determinante nella possibile soluzione di questo complesso problema è costituito dalla utilizzazione di nuovi materiali per costruzioni che, integrati con tecniche innovative a livello impiantistico, ottengano un sistema in grado di minimizzare e virtualmente eliminare il fabbisogno di combustibile fossile per il riscaldamento invernale, oltre a rendere minimi i fabbisogni di energia elettrica per il raffrescamento estivo dei locali.
Un tale sistema, oltre a incidere direttamente in modo positivo sui risparmi economici degli utilizzatori, consegue anche il beneficio di una aumentata sensibilità verso le tematiche ambientali, contribuendo a formare una cultura collettiva che sola, in ultima analisi, può determinare una inversione di rotta nei cambiamenti climatici connessi agli enormi consumi energetici delle società industrializzate.
La “Casa passiva” è un modello, uno standard di casa che ha la capacità di sfruttare i cicli solari e gli apporti di calore dati dalle sorgenti interne (persone, apparecchiature e macchinari, dispositivi elettronici e illuminazione artificiale) sì da garantire un’opportuna regolazione della temperatura degli ambienti senza bisogno di ricorrere a specifici impianti di riscaldamento (e nel migliore dei casi anche di raffreddamento). Ovviamente l’energia necessaria per alimentare ogni elettrodomestico o dispositivo dovrà essere comunque generata in qualche modo (possibilmente in loco), ma l’eliminazione della fonte di dispendio data dal condizionamento della temperatura rappresenta un grossissimo risparmio.
Edifici di tal tipo presentano pareti altamente coibentate, sono del tutto privi di ponti termici che provochino la dispersione del calore dall’interno verso l’esterno, dispongono di ampie vetrate rivolte a sud e sono dotati di sistemi di ventilazione controllata, che consente il recupero del calore e il ricircolo dell’aria allo stesso tempo. In alcuni casi ci può essere il supporto di un impianto di riscaldamento, il quale però dovrà far fronte ad un carico termico mai superiore ai 10 W per mq.
I costi di una casa passiva sono elevati se confrontati a quelli di una costruzione convenzionale. Se si prendono in considerazione, però, le spese da sostenere per realizzare un edificio secondo le più moderne norme di isolamento ed efficienza energetica e vi si sottraggono quelle richieste da un impianto di riscaldamento, ci si rende conto che l’edificazione di abitazioni di tal tipo è estremamente conveniente sul lungo periodo.
Gli esperti del settore ritengono che in Italia, in virtù del clima generalmente mite, la realizzazione di case passive sarebbe alquanto conveniente e in parte anche più semplice di quanto non sia in centro o nord Europa.
In Italia pultroppo, abbiamo un primato, oltre a svariati altri di cui fregiarci: il patrimonio edilizio più obsoleto d’Europa. I risultati di questa realtà sono, lasciando in secondo piano gli aspetti estetici, enorme dispendio/spreco di energia, in un particolare momento, in cui tutte le Nazioni del mondo si stanno muovendo con la consapevolezza che la base, per poter continuare a vivere in maniera confortevole e nel contempo risparmiare, consiste nella maniera di costruire.
Tale affermazione significa: tipologia di materiali, sistemi oggi consentiti dalle tecniche costruttive, sensibilizzazione alla “posizione” dell’edificio da erigere e tutta una serie di aspetti che qui, per motivi ovvi, non possiamo elencare. Relativamente a ciò sopra esplicato, “parlano” le cifre, che pochi conoscono ed infine un importante protocollo, cui hanno aderito, a livello Mondiale quasi tutte le Nazioni: Kyoto, firmato il 16 febbraio 2005.
In quella Sede, è stato siglato un accordo in cui tutti i partecipanti si sono impegnati nel ridurre i consumi energetici, sapendo che, diversamente, si rischia fortemente di rimanere senza materie prime, ovvero……………la fine della vita sulla Terra. Questa diminuzione ha, naturalmente una precisa data di scadenza. Tale preambolo per comprendere il significato dell’attenzione che ad oggi è doveroso possedere, quando ci si appresta a progettare e quindi edificare un nuovo edificio o a ristrutturarne uno esistente. Obiettivo: ridurre le emissioni di CO2 degli edifici (consumo energetico in kWh per mq/anno). Esistono case in categoria A-B-C-D-E-F-G. Solitamente è nella tradizione, in Italia, edificare (nuovo) in “D”/”E”, se non addirittura in classi inferiori.
Le Case Passive sono edifici nei quali il bisogno di calore da riscaldamento è cosi ridotto da poter fare a meno dei tradizionali metodi di riscaldamento.
Chi sceglie di vivere in una casa passiva, non avrà solo un chiaro vantaggio economico in termini di costi di mantenimento (estremamente ridotti) ma dimostrerà di essere una persona responsabile e consapevole delle gravi problematiche ambientali causate da anni ed anni di incontrollate e dissennate emissioni velenose.
L’eccellente protezione del calore ed il conseguente isolamento dell’involucro dell’edificio, abbinati ad uno sfruttamento altamente efficiente dell’energia, oltre ad una sistematica aerazione, rendono possibile la realizzazione di una casa per l’appunto “PASSIVA“. Questo comporta un fabbisogno di riscaldamento intorno ai 15 kWh/mq anno o 1,5 litri di combustibile/mq, contro 80 kWh/mq anno per una casa normale.
I costi della Casa passiva sono più alti se paragonati ai normali edifici progettati e costruiti con metodologie convenzionali (circa il 15% in più di una casa normale recuperabile grazie alla quasi totale assenza di spese per riscaldamento) ma sono assolutamente più concorrenziali rispetto a quegli edifici che devono rispondere alle nuove normative sul risparmio energetico, infatti l’eliminazione dell’impianto termico convenzionale compensa in parte l’aumento dei prezzi causato dal massiccio isolamento da applicare all’edificio soggetto alle nuove normative vigenti.
Per il raggiungimento di questi valori è fondamentale la creazione di un isolamento appropriato e il soddisfacimento di due condizioni fondamentali: l’orientamento e la forma; facciate principali orientate a Nord e a Sud e forma il più possibile compatta, per evitare inutili dispersioni di calore in inverno, ed eccessivo assorbimento di calore in estate.
Per fare un esempio pratico, a Bolzano l’edificio appartenente alle Poste Centrali è stato venduto alla Regione, la quale l’ha ristrutturato con i suddetti principi: la sola spesa per il riscaldamento è passato da circa 95.000 a 4.500 €/anno, con un esubero di spesa (fra modalità “tradizionale” e quella di “Edificio Passivo”), ormai ammortizzato in 5 anni!
Lo standard di casa passiva, non ha specifiche richieste formali o materiche. Lo standard si raggiunge solo attraverso il soddisfacimento dei suoi requisiti prestazionali. Tutte le possibilità distributive, costruttive e progettuali sono ammesse.
Ogni proprietario può trovare la sua particolare soluzione per la difesa del clima e per la sostenibilità, ma sempre ottenendo altissimo comfort e senza rinunce.
Speriamo che gli italiani ne sappiano approfittare!
di Marco Porcelli



