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May , 2012
Friday

Archive for luglio, 2010

GB: Milton bandisce il termine “obeso”. Le persone sovrappeso vanno chiamate “grasse”

Posted by Samr Al Aflak On luglio - 30 - 2010 Commenti disabilitati

Le persone sovrappeso vanno chiamate “grasse” e non “obese”, questo e’ il messaggio lanciato dal ministro della Sanita’ inglese, Anne Milton.

I dottori dovrebbero evitare di misurare le loro parole e cominciare a comunicare piu’ chiramente con i propri pazienti. Milton, ex infermiera presso il sistema di sanita’ pubblica inglese NHS, ha consigliato di bandire il termine obeso in quanto non avrebbe il “giusto impatto emotivo”. Sostenendo che la maggior parte delle persone con problemi di peso sarebbe meno propensa a dimagrire se non definita grassa.

Il Dipartimento della Salute mette pero’ in guardia su un eccessiva “onesta’”, che potrebbe stigmatizzare le persone sovrappeso.

In Gran Bretagna, oltre un quarto degli adulti e’ obeso, con conseguenti seri problemi per la salute, dal rischio d’infarto al diabete. Gli esperti avvisano che se la situazione non venisse affrontata adeguatamente in tempi brevi, entro il 2050 oltre la meta’ della popolazione sarebbe in serio sovrappeso.

La Milton, in un’intervista rilasciata alla BBC ha insistito sull’importanza della correttezza delle informazioni fornite dai medici e dagli specialisti ai propri pazienti, che devono assumersi la responsabilita’ per il proprio stile di vita. “Personalmente”, aggiunge, “se dovessi guradarmi allo specchio pensando di essere obesa, sarei meno preoccupata che se pensassi di essere grassa”.

Di parere contrario il Prof Lindsay Davies, della facolta’ di salute pubblica, che non trova la sostituzione dei termini “una buona idea”. Davies precisa che i dottori avevano iniziato ad usare la parola obeso per sottolineare una condizione piuttosto che un modo di essere di una persona e ribadisce che il linguaggio piu’ opportuno deve necessariamente cambiare a seconda dei casi e dal rapporto che si instaura tra medico e paziente.

Harry MacMillan, presidente della charity Mend sostiene che nella sua esperienza di supporto alle famiglie con problemi di peso, ha notato come un linguaggio positivo sia di maggiore incentivo per iniziare una dieta.

Il Regno Unito detiene il primato del piu’ alto tasso di obesita’ a livello europeo, con circa il 14 per cento dei bambini classificato “ben oltre il peso ideale”.

L’obesita’ infantile e’ diventato recentemente una “questione politica”, con il nuovo segretario alla Salute, Andrew Lanslay. Questo ritiene molto piu’ efficace, per affrontare il problema, fornire alle famiglie un’adeguata educazione alimentare e migliorare il sistema di mense scolastiche, invece che promuovere semplicemente una maggiore attivita’ fisica.

Samr Al Aflak

“Cornuti e mazziati”!

Posted by Vito DiVentura On luglio - 30 - 2010 Commenti disabilitati

Negli Stati Uniti, i familiari dei soldati morti in operazioni fuori area, alla morte del congiunto ricevono una busta dalla “Prudencial Financial Inc.”, una società assicuratrice che gestisce per conto del Dipartimento degli Affari per i Veterani le assicurazioni sulla vita, contenete informazioni circa la somma relativa alla polizza stipulata dal militare.

La lettera garantisce che il denaro è depositato in un posto sicuro, dando ai familiari il tempo necessario per decidere cosa farne, specifica gli interessi maturati e allega un assegno che sembrerebbe avallato dal JP Morgan, mentre, in realtà, si tratta di una specie di IOU (I owe You – letteralmente “io ti debbo”), una sorta di pagherò.

Le compagnie assicuratrici fanno credere che sia stato tutto organizzato per il bene del beneficiario, minimizzando il fatto che il denaro è depositato in un conto non assicurato dalla FDIC (Federal Deposit Insurance Corp.), mentre non menziona affatto che l’assicuratore guadagna sugli interessi maturati dalla somma in deposito.    

In sintesi, il sistema garantisce all’assicuratore il libero accesso alla somma di denaro e agli interessi maturati, mentre ai familiari vengono corrisposti interessi molto inferiori a quelli che guadagnerebbero se la somma fosse depositata in qualsiasi altra banca.

Secondo il giornale on line “Bloomberg”, che ha rivelato la notizia, la faccenda va oltre le famiglie dei militari e colpisce milioni di congiunti di defunti e fa notare che queste cosiddette attività di “ritenuta sul conti” siano diventate operazioni standard e fanno parte di una vera e propria industria che virtualmente colpisce ogni cittadino americano.

Come ha sintetizzato un professore specializzato nel ramo delle assicurazioni, la strategia equivale a “istituzionalizzare la cattiva sorte” e a convertire “i risarcimenti sulla morte in un centro di profitto”.

La vasta legislazione finanziaria approvata lo scorso 21 luglio dal Presidente Barack Obama non parla delle ritenute sui conti. Ha creato un nuovo ufficio federale per le assicurazioni che, però, non ha il compito di regolamentarle, ma si limiterà a raccogliere informazioni, monitorizzare le industrie per i rischi di sistema e si consulterà con le assicurazioni. In questo modo, l’intero giro di affari, che si aggira intorno ai 19,1 trilioni di dollari di potenziali “passività” bancarie, non sarà regolato dal governo federale.

Il governo federale non regola nemmeno le assicurazioni sulla vita dei propri dipendenti, stipulate con la MetLife Inc., attraverso il programma chiamato Federal Employee’s Group Life Insurance. Come l’Associazione dei Veterani fa per i soldati, l’ufficio gestione del Personale pubblica una guida relativa ai lavoratori non militari, circa 4 milioni di impiegati tra quelli in servizio attivo e in pensione. La guida riporta che la l’assicurazione pagherà i benefici della polizza sotto forma di contante o blocchetto di assegni. Le 217 pagine della guida, tuttavia, omettono di dire che il denaro non è coperto dalla FDIC e sarà a disposizione della MetLife fino a che qualcuno non lo ritira o magari firma un assegno. In questo modo, la compagnia assicuratrice può liberamente gestire il denaro, investendolo, e guadagnare sugli interessi.

L’articolo sul sito di “Bloomberg”, riferendosi alle due principali compagnie assicuratrici, la MetLife Inc., per i civili, e la Prudencial Financial Inc., per il personale militare, elenca una serie di episodi e fa una disamina attenta e puntuale della situazione finanziaria, della regolamentazione vigente in materia di assicurazioni e dei relativi interessi bancari.

Questo episodio richiama alla mente il film “L’uomo della pioggia”, un romanzo scritto nel 1995 da John Grisham, da cui è stato tratto l’omonimo film. In questo caso la frode veniva attuata rifiutando sistematicamente le richieste di rimborso della polizza per almeno un anno, per scoraggiare i clienti a procedere. E la cosa funzionava visti i profitti della compagnia.

Anche nel caso in questione, il sistema dei brogli si basava principalmente sulla ritardata comunicazione dell’evento e sul sentimento dei familiari, restii a prendere i soldi per rispetto del congiunto. Il risultato però è lo stesso: alla fine oltre a perdere il proprio congiunto, i familiari venivano defraudati dei soldi di cui avevano pieno diritto. Insomma, come si dice “cornuti e mazziati”!

di Vito Di Ventura

Bombe a grappolo: la Convenzione che le bandisce entrerà in vigore il 1° agosto

Posted by Elisa Cassinelli On luglio - 30 - 2010 Commenti disabilitati

Il prossimo primo agosto entrerà in vigore, dopo la ratificazione da parte di 30 stati firmatari, la Convenzione che vieta l’uso, la produzione, lo stocaggio e il trasferimento delle cosidette “cluster bombs”, ovvero bombe a frammentazione o “a grappolo”.

A novembre gli Stati coinvolti si incontreranno a Vientiane (Laos) per concordare il piano di applicazione della Convenzione e le procedure per monitarare i progressi che si saranno verificati.

Il presidente del Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr) Jacob Kellenberger, ha  voluto sottolineare l’importanza di questo passo: “Questo nuovo strumento di diritto internazionale umanitario vieta e condanna l’uso di munizioni a grappolo. E’ un momento storico nella lotta contro l’uso di munizioni a grappolo e dovrebbe porre fine a decenni di sofferenze di uomini, donne e bambini“.

La speranza di Kellenberger è che l’entrata in vigore della Convenzione sia un segno per gli stati che ancora non hanno aderito e sia un modo per influenzarli e spingerli quindi ad aderire.

Secondo alcunii dati della “Cluster Munition Coalition“, sarebbero 107 i stati  che hanno firmato la Convenzione di cui 37 l’hanno già ratificata. La Svizzera è uno dei primi paesi ad aver firmato il testo ma non figura ancora nella lista degli Stati che hanno proceduto alla ratifica: entrata che dovrebbe arrivare nel 2011, quando sarà adottata una modifica della legge sul materiale da guerra.

Alla messa al bando non aderiscono però alcune delle nazioni che sono le massime produttrici e utilizzatrici di queste armi che mietono migliaia di vittime tra i civili: Usa, Israele, Russia, Cina, India e Pakistan.

I Paesi aderenti hanno l’obbligo di distruggere l’arsenale di bombe a grappolo in loro possesso entro otto anni al massismo dalla ratifica. Inoltre il Paese aderente che ha utilizzato questi ordigni dovrà bonificare la zona dove sono stati lanciati mettendo in atto tutte le misure necessarie alla protezione e informazione dei civili a rischio.

Molti sono i paesi che utilizzano questi ordigni: Arabia Saudita, Bosnia Erzegovina, Eritrea, Etiopia, Finlandia, Francia, Israele, Nigeria, Olanda, Pakistan, Regno Unito, Serbia, Stati Uniti, Sudan, Turchia.

Stando a un rapporto dell’associazione Handicap International sono circa 100milioni le bombe a grappolo rimaste inesplose nel mondo delle 440 milioni che sono state lanciate dal 1965: nessuna  di queste è  provvista di congegno di autodistruzione che le elimini in caso di mancata esplosione.

Per questo motivo sono particolarmente pericolose, in quanto il 20% degli ordigni non esplode e rimane sul terreno come una vera e propria mina antipersona.

Inoltre è possibile conoscere solo l’area nella quale è stato effettuato il lancio ma non la loro precisa ubicazione sul suolo: ogni intervento di bonifica risulta difficile e molto pericoloso e diventa impossibile l’impiego dei mezzi meccanici di sminamento e anche dei cani appositamente addestrati per la ricerca delle mine seminate.

Molte di queste bombe cluster hanno forme e colori che suscitano la curiosità di qualsiasi persona che, fuorviati dall’apparenza, si avvicinano ignari a questo ordigno: non solo adulti ma anche bambini vengono ingannati e diventano vittime di questo orribile sistema che ogni anno provocano la morte di civili e non.

Elisa Cassinelli

Preacher: edizione integrale

Posted by Umberto Ruffino On luglio - 29 - 2010 Commenti disabilitati

Un predicatore, una killer ed un vampiro irlandese, sembra un trio assurdo, quasi da barzelletta, sono invece i protagonisti di questa serie ormai di culto. Gli autori di questi fumetti, pubblicati negli USA per la Vertigo (che è la divisione per lettori maturi della Dc comics), sono lo scrittore Garth Ennis e il disegnatore Steve Dillon e come realizzatore delle copertine il bravissimo Glenn Fabry.

Il protagonista della storia è Jesse Custer, giovane predicatore di un piccolo paesino nel sud degli Stati Uniti, che sta vivendo un momento di profonda crisi spirituale. Proprio durante un’infuocata predica durante la celebrazione della messa, un’entità soprannaturale entra dal tetto della chiesa e “si impossessa ” del reverendo.

Al suo risveglio il reverendo si ritrova da solo nel mezzo della devastazione più totale, la chiesa e tutti i fedeli presenti al rito erano stati bruciati dall’arrivo dell’entità sconosciuta. Custer in seguito scoprirà di essere stato scelto come ospite dall’entità che si chiama Genesis,ovvero dal frutto dell’unione di un angelo ed un demone.

Il protagonista comprende che solo Dio può risolvere questo guaio di proporzioni universali e, pertanto, inizia una forsennata ricerca intraprendendo un viaggio da costa a costa. Come abbiamo già anticipato il viaggio di Jesse non sarà solitario, infatti, incontrerà la sua ex ragazza Tulip (la killer) e uno strano irlandese sempre ubriaco di nome Cassady (il vampiro).

Durante la loro odissea avranno a che fare con personaggi a dir poco assurdi, tra cui un giovane emulo di Kurt Cobain  chiamato “facciadiculo”. Ovviamente questa è una serie che fa dell’eccesso, della volgarità e della voglia di scioccare il lettore  i suoi punti di forza.

L’autore G. Ennis è ormai considerato il capostipite degli autori “scatenati”, basti pensare che alla Marvel comics gli sia stato permesso di ridicolizzare personaggi del calibro di Spiderman, Wolverine e Devil sulle pagine del Punitore. Anche in casa Dc comics, in una delle prime avventure di un altro suo personaggio, Hitman, è riuscito a inserire una vignetta che ridicolizza il mito di Batman.

In Preacher G.Ennis riesce a raggiungere vette di “follia fumettistica” mai viste prima. Da non sottovalutare l’impatto visivo che l’altro autore S. Dillon riesce a suscitare nel lettore tramite i suoi disegni  realistici fino all’estremo. In questo modo il lettore è calato in una nuova realtà e riesce a percepire tutte le sfumature della storia che, in questo modo è  ancora più coinvolgente.

Ricordo chiaramente quando sfogliai per la prima volta un volume della vecchia edizione e rimasi colpito dai disegni, che per il loro realismo erano quasi “disturbanti”. Altro elemento che contribuì al successo della serie furono le copertine di G. Fabbry, che sono tutte presenti nel terzo tomo di questo cofanetto con tanto di commento alle tavole degli autori.

Il cofanetto contiene i tre tomi  in edizione integrale (quindi i 75 gli albi della serie regolare più gli speciali e le copertine), i tre volumi sono molto voluminosi e sono stati realizzati come se fossero le bibbie di un predicatore (addirittura i primi due libri sono intitolati vecchio testamento, mentre il terzo, che contiene gli speciali e tutte le copertine realizzate per la serie, nuovo testamento). I tre volumi sono contenuti in un robusto involucro con tanto di chiusura magnetica, che a sua volta è inserito in una scatola di cartone con manico che serve a non rovinarlo e trasportarlo più agevolmente.

Duole far notare come dei volumi di tale valore (anche economico!) siano parzialmente rovinati da refusi, e in un caso da un balloon lasciato vuoto. Cosa dire quindi, di questa coraggiosa proposta editoriale? Sicuramente se si amano le storie con personaggi originali, e non ci si scandalizza per le volgarità e la blasfemia che sono presenti nella storia (e che la rendono unica nel suo genere) non ve lo potete perdere.

Se invece non amate gli eccessi, le battute da bar, la violenza, e l’alcol, lasciate stare non è il fumetto adatto a voi. Un’ultima avvertenza: tenere rigorosamente lontano dalla portata dei bambini!

Cofanetto 3 volumi cartonati
pag. 2200 a colori .
Planeta DeAgostini Euro 100

 

di Ruffino Renato Umberto

Handbike: Vittorio Podestà si prepara per i Mondiali

Posted by Luca Paradiso On luglio - 29 - 2010 Commenti disabilitati

Si va perfezionando la preparazione di Vittorio Podestà in vista dei Campionati del Mondo di handbike in programma dal 19 al 22 agosto in Quebec. Per avvicinarsi al meglio all’appuntamento l’atleta azzurro ha trascorso due settimane di luglio in montagna, per la prima parte delle preparazione atletica. È poi ripartito per Roccaraso dove ha svolto uno stage di allenamento prima della partenza per Montreal in programma il 15 agosto. Il calendario della rassegna iridata prevede la cronometro individuale per il giorno 19 agosto, la gara di gruppo il 21 e la prova a squadre il 22.

L’handbike è una particolare bicicletta nella quale la spinta proviene dalle braccia e non dalle gambe. Nella maggior parte dei casi è formata da tre ruote (triciclo) e permette allo sportivo diversamente abile su sedia a rotelle o con difficoltà di deambulazione di pedalare con le mani. É inoltre dotata di un cambio a più rapporti grazie al quale può superare pendenze e raggiungere elevate velocità. Con la handbike si svolgono gare a livello nazionale ed internazionale, suddivise in categorie a seconda della gravità dell’handicap fisico di ogni atleta.

Vittorio Podestà ha vissuto, fino a questo momento, una stagione quasi perfetta. Spicca la vittoria a giugno nella prima edizione della Coppa del Mondo svoltasi a Segovia (Spagna). In quella gara l’atleta azzurro ha messo in fila tutti gli avversari, gli stessi che sfiderà in Quebec, conquistando anche punti pesanti in vista dell’obbiettivo principale del triennio: la qualificazione alle Paralimpiadi di Londra del 2012. Importante anche il successo di maggio nel G.P. Internazionale di Schenkon. Una gara che si svolge ogni due anni e che nel 2008 sfuggì a Podestà per soli 8 secondi. Un primo posto quasi inaspettato visto l’inizio ritardato degli allenamenti di quasi un mese rispetto agli anni precedenti. Da allora Podestà ha inanellato una serie di affermazioni: a fine maggio in occasione delle gara di Coppa Europa di Piacenza ha superato, primo atleta al mondo della sua categoria, il muro dei 40 Km orari di velocità media in una gara individuale. Pochi giorni dopo ha conquistato, nella tappa di Bregnano, la prima maglia rosa nel Giro d’Italia di handbike. In occasione dei campionati italiani ha conquistato la sua quinta maglia tricolore a cronometro. Sei anni dopo la prima affermazione che segnò l’inizio della carriera dell’atleta ligure.

In vista dei mondiali la redazione di Italnews rivolge il proprio in bocca al lupo a Vittorio. Atleta che, come tanti altri, non ha voluto piegarsi all’handicap che purtroppo lo ha colpito.

di Luca Paradiso

Calciomercato, tutto tace…eppur si muove!

Posted by Marco DePalo On luglio - 29 - 2010 Commenti disabilitati

Un calciomercato sottotono, con pochi “liquidi” e con calciatori troppo spesso prigionieri volontari nella “gabbia d’oro” di un ingaggio stratosferico!

Vendere per comprare, la nuova filosofia dei clubs italiani, lo fa l’Inter ancora in stand-by per quanto riguarda Balotelli e Maicon in uscita, Mascherano in entrata, lo fa il Milan che se non “piazzerà” Huntelaar, non acquisterà nessuno; lo fa la Roma per i motivi finanziari già noti, lo fanno le altre compagini.

L’unica squadra ad aver scelto una strada differente è stata la Juventus, che prima ha comprato, ma ora ha problemi a cedere Salihamidzic, Grosso, Camoranesi e Zebina, se per i primi due  la situazione è difficile ma non tragica, per l’italo-argentino e per il francese, quest’ultimo più volte contestato dalla tifoseria, la situazione è davvero complicata, pochi giorni fa lo striscione dei tifosi bianconeri recitava: “Chi non vuole andare un anno d’inferno dovrà passare!”.

Il vero emblema di queste trattative “messe in attesa” è Cristiano Lucarelli; la punta del Parma non gode della stima della tifoseria, più volte è stato vicino all’addio ai crociati, ma andrà a Napoli solo se German Denis andrà all’Udinese.

Discorso diverso quello che vede Burdisso lontano dalla capitale, il calciatore vorrebbe tornare alla corte di Claudio Ranieri, ma l’Inter non reputa all’altezza l’offerta formulata dalla Roma, intanto la Juventus prova a strappare l’argentino ai giallorossi, ma il calciatore usa parole d’amore per la società capitolina: “Voglio solo la Roma, non voglio restare all’Inter, rifiuterò qualsiasi offerta!”.

Barzagli sembra ad un passo dal ritorno in Italia, il Napoli lo visionerà e proverà a trattarlo con i dirigenti del Wolfsburg già martedì sera in occasione dell’amichevole che vedrà di fronte i partenopei ed i tedeschi.

di Marco De Palo

Ancora altri due soldati Italiani morti in Afghanistan

Posted by Vito DiVentura On luglio - 29 - 2010 Commenti disabilitati

Il 1° Maresciallo Mauro Gigli e il Caporal Maggiore Capo Pierdavide De Cillis sono rimasti uccisi mentre disinnescavano un ordigno inesploso ai bordi della strada, i ben noti IED (Improvised Explosive Device), meglio conosciuti come “roadside bomb”.

I due militari Italiani infatti facevano parte del team per il disinnesco di tali bombe, denominato appunto IEDD (Improvised Explosive Device Disposal) del XXXII Reggimento Genio. Nell’esplosione sono rimasti coinvolti anche il Capitano Feredica Luciani, che ha riportato lievi ferite, e due militari dell’Esercito Afghano.

L’incidente è avvenuto a pochi chilometri da Herat ieri sera intorno alle 20.00 locali. Il team era stato chiamato ad intervenire dalla polizia locale che aveva segnalato la presenza della bomba.

I due militari morti erano “esperti”, sia per essere stati in missione fuori area diverse volte e sia perché erano intervenuti a disinnescare tali ordigni già numerose volte. Proprio per questo motivo, le circostanze sono ancora tutte da chiarire, poiché potrebbe trattarsi di un’esplosione non casuale, ma pilotata, da terroristi, con telecomando a distanza. 

Nonostante le manifestazioni di cordoglio unanimemente espresse da tutte le parti politiche e dalle Istituzioni, tuttavia, come spesso succede, tra le parole, si percepisce il distinguo e l’occasione sarà buona per riproporre, ancora una volta, l’interrogativo sulla validità della nostra presenza in quella terra martoriata e per utilizzare queste morti ai fini politici.

La situazione in Afghanistan non si scopre oggi. Ogni giorno militari delle forze della coalizione muoiono e si è superato il triste numero dei 2.000 morti. Ma anche la popolazione civile piange i suoi guai e muore per mano dei Talebani e per errori o fuoco amico.

Nessuno ha la soluzione immediata. Certamente la strada da seguire è l’apertura al dialogo, suggerita già dal Presidente Hamid Karzai e ora, ancorché ufficiosamente, accettata anche dagli Stati Uniti.

Anche noi di Italnews, ci uniamo al cordoglio dei familiari e siamo profondamente addolorati per la loro prematura scomparsa. Ma siamo altrettanto vicini al dolore che attraversa i cuori dei commilitoni in Afghanistan.

Il 1° Maresciallo Mauro Gigli e il Caporal Maggiore Capo Pierdavide De Cillis hanno aggiunto il loro nomi a quelli dei numerosi “eroi” che li hanno preceduti e che hanno fortemente creduto che la loro opera, la loro professionalità e I loro sacrifici fossero utile a migliorare questo mondo.

di Vito Di Ventura          
 

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