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	<title>ItalNews &#187; 2010 &#187; luglio</title>
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		<title>The Sandman</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 22:43:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Umberto Ruffino</dc:creator>
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Negli anni 90 il mercato fumettistico Americano, subì un calo di vendite clamoroso, molti addetti ai lavori puntarono il dito sul ciclone editoriale Image, casa editrice mainstream che lasciava agli autori la proprietà dei propri personaggi. Onestamente il problema del fumetto made in Usa in quel periodo era la totale mancanza d’idee nuove e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/isandman01_01g1.jpg"></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/sandman_1024.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1500" title="sandman_1024" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/sandman_1024.jpg" alt="" width="165" height="128" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Negli anni 90 il <strong>mercato fumettistico Americano</strong>, subì un calo di vendite clamoroso, molti addetti ai lavori puntarono il dito sul ciclone editoriale Image, casa editrice mainstream che lasciava agli autori la proprietà dei propri personaggi. Onestamente il problema del fumetto made in <strong>Usa</strong> in quel periodo era la totale mancanza d’idee nuove e di originalità. Il mercato dei fumetti andava avanti da anni rinnovando solo l&#8217;aspetto grafico dei personaggi, ma dal punto di vista delle storie mancavano idee e non c&#8217;era nessuna evoluzione espressiva.</p>
<p style="text-align: justify;">La svolta si realizzò con quella che fu definita la <strong>British invasion</strong> del fumetto Americano. Uno dei primi autori a sbarcare negli Usa fu <strong>Neil Gaiman</strong> con la serie edita dalla <strong>Dc\Vertigo</strong> intitolata: <strong>The Sandman</strong>. Il protagonista di questa serie è <strong>Sogno</strong>, uno degli <strong>Eterni</strong> (oltre a lui ci sono: <strong>Destino, Morte, Distruzione, Desiderio, Disperazione e Delirio</strong>).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel primo volume il lettore ha modo di conoscere <strong><em>Sogno e alcuni dei suoi fratelli</em></strong>, mentre gli altri appariranno nei successivi volumi, sette in totale. La serie si apre con “Sogno” che è intrappolato da un occultista, che in verità avrebbe voluto catturare la “Morte” per farsi donare l&#8217;immortalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo anni di paziente attesa (<strong><em>per un Eterno il tempo è relativo</em></strong>), Sogno riesce a fuggire, e ritorna finalmente nel suo regno, che nel frattempo è caduto in rovina a causa della sua assenza forzata. Nel corso del volume vedremo il protagonista alle prese con la ricostruzione del suo regno, e alla cattura di alcuni incubi, che durante la sua assenza dal mondo dei sogni erano riusciti a fuggire.</p>
<p style="text-align: justify;">Gaiman con questa serie riesce nella difficile impresa di proporre al pubblico Americano una serie mensile “colta” ricca di citazioni di <strong>Shakespeare</strong>. La cosa che sorprende piacevolmente è che si trattava di un periodo dove a decretare il successo di un mensile, era la grandezza del mitra del protagonista o il costume molto succinto della bella di turno.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista grafico non possiamo non parlare delle copertine. Opera dell&#8217;artista <strong>Dave McKeane</strong>, che unendo foto, disegni, collage e pittura riesce a creare immagini surreali e dal grande impatto visivo, da notare l&#8217;innovativa decisione di non inserire sempre il protagonista nelle copertine, cosa mai vista prima in un fumetto seriale USA.</p>
<p style="text-align: justify;">I disegni della serie non sono opera di un solo disegnatore, ma mantengono sempre uno stile originale che si lega bene con la trama del fumetto. <strong><em>Questa edizione di lusso presenta una bella copertina nera con il simbolo di Sogno incisa in oro</em></strong>. Altra caratteristica del volume, sono i colori interni delle tavole, che, per l&#8217;occasione, sono state ri-colorate con tecniche moderne. Da porre l’accento sul segnalibro in stoffa, che rende ancora più pregiato il volume.</p>
<p style="text-align: justify;">Terminando un bel libro, ottimo sia dal punto di vista editoriale, che dei contenuti che tra le altre cose è impreziosito da molti contenuti extra come il “making of “ del fumetto e interviste agli autori. Insomma un fumetto che consiglio a tutti, ma soprattutto a chi si è stancato dei supereroi e vuole sperimentare una lettura di spessore maggiore.</p>
<p style="text-align: justify;">Planeta DeAgostini<br />
Cartonato. 496 pag. Colori. Euro 30,00</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Ruffino Renato Umberto</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Barcellona: Medaglia d’argento per Simona La Mantia</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 22:18:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armida Tondo</dc:creator>
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Campionati Europei di Barcellona è un’altra sicula a regalare la medaglia d’argento all’Italia, Simona La Mantia. L’azzurra nella specialità del salto triplo si aggiudica il secondo gradino del podio con 14,56. Un brevissimo riepilogo della gara del triplo donne. Per la siciliana Simona La Mantia il sogno diventa realtà, dopo un lungo periodo di delusioni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/La-Mantia1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1493" title="La Mantia" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/La-Mantia1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Campionati Europei di Barcellona</strong> è un’altra sicula a regalare la <strong>medaglia d’argento</strong> all’Italia, <strong>Simona La Mantia</strong>. L’azzurra nella specialità del <strong>salto triplo</strong> si aggiudica il secondo gradino del podio con 14,56. Un brevissimo riepilogo della gara del triplo donne. Per la siciliana Simona La Mantia il sogno diventa realtà, dopo un lungo periodo di delusioni, oggi l’azzurra è riuscita a mettersi al collo la medaglia d’argento, la quinta per la squadra italiana, una gara disputata in maniera perfetta con il tempo di 14,56. Per l’atleta delle <strong>Fiamme Gialle</strong>, allenata da <strong>Michele Basile</strong>, <em>campionessa europea Under 23 a Erfurt 2005</em> e straordinaria promessa del nostro movimento giovanile solo qualche anno fa, è un ritorno dirompente, fragoroso, che riporta sulla scena un’atleta che a 27 anni ha già vissuto almeno un paio di vite in atletica.</p>
<p style="text-align: justify;">Sfiorata la medaglia di bronzo da <strong>Giuseppe Gibilisco</strong> nell’asta. Lo sconforto si legge chiaramente negli occhi di Giuseppe Gibilisco. La sua delusione quella del campione, dell’uomo che sa di poter contare sulla sua preparazione fisica, oggi per pochi centimetri non riesce a salire sul podio, un quarto posto che brucia. Nella finale del salto con l’asta, dopo un pomeriggio di straordinaria intensità, coronato da un salto a 5,75 e compromesso, nella lotta per le medaglie, da tre errori a 5,85, la gara diventa subito emozionante quando Giuseppe Gibilisco salta i 5,60 alla prima, e va in testa con il francese <strong>Mesnil</strong> e il polacco <strong>Czerwinski</strong>. Poi si passa alla misura di 5,65, e quando l’ucraino Mazuryk, che lo precede nel turno dei salti, lo raggiunge al primo tentativo, l’azzurro riprova e riesce a saltare sino a 5,70. Una mossa coraggiosa, che potrebbe aprire la porta verso il podio, o un tonfo nel vuoto. In tre superano i 5,70, e Gibilisco scivola indietro in classifica, fino al sesto posto. Gibilisco sfida se stesso e con un’azione elegantissima, il siracusano e questo punto, infatti, è terzo in classifica, dietro Czerwinski e Mazuryk, e davanti all’unico che non ha rivali in questa specialità <strong>Lavillenie</strong>. Passano, dopo il primo errore, Dossevi, Schulze e Michalski, e dopo due Mesnil.</p>
<p style="text-align: justify;">Com’era prevedibile Lavillenie con un salto perfetto sopra l’asticella vola oltre 5,80. Mesnil è fuori, ma Gibilisco ci prova ad alzare la posta, rischiando molto, ma il suo coraggio è premiato, passa, infatti, i 5,80, anzi riservandosi i tre tentativi a 5,85. Mazuryk supera i 5,80 alla seconda. Dopo l’eliminazione di Schulze e Michalski, restano in 4: <strong>Lavillenie 5,80, Mazuryk 5,80, Czerwinski 5,75 e Gibilisco 5,75</strong>. Lavillenie, conferma di essere il migliore e senza difficoltà vola di là dei 5,85, mentre Czerwinski, avendo commesso due errori a 5,80, fallisce e chiude. E’ la volta del nostro atleta, che sbaglia tutti e tre i suoi tentativi e per questo si qualifica al quarto posto. Lavillenie è Campione d’Europa con 5,85, l’ucraino Mazuryk è secondo con 5,80, il polacco Czerwinski è terzo con 5,75.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre <strong>Daniele Meucci</strong>, dopo il bronzo di ieri, oggi non riesce a andare oltre il sesto posto nei 5000, <strong>Stefano la Rosa</strong> si è piazzato al decimo posto, non è stato particolarmente brillante in questa gara, ma sono cose che possono capitare nello sport.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora l’attesa è per oggi, domenica 1 giugno, quando sarà il turno del ritorno in azzurro per <strong>Stefano Baldini</strong>  che ritrova la maglia della Nazionale dopo l’ultima esperienza ai<strong> Giochi Olimpici di Pechino nel 2008</strong>: “<em>Di fatto non ho mai smesso &#8211; esordisce il Campione Europeo di Goteborg 2006 nell’odierna conferenza stampa a Casa Italia Atletica &#8211; nel 2009 ho fatto molte gare ed anche se sono due anni che non corro una maratona, alla luce di questi mesi di preparazione, sono ottimista. E’ vero, il tempo passa ed io non posso essere quello di dieci anni fa, ma nella testa ho sempre la voglia di correre e vincere</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Armida Tondo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
foto di <strong>Giancarlo Colombo/FIDAL</strong></p>
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		<title>Cina: condannati 3  gestori di siti in lingua Uighur</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 21:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vito DiVentura</dc:creator>
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L’onda lunga dei giorni delle violenze in Xinjiang non si ferma. Tre uomini, accusati di “attentare alla sicurezza dello stato” per aver continuato a mantenere il loro sito in lingua Uighur, sono stati condannati dai 3 ai 10 anni di prigione. In particolare, Nureli è stato condannato a 3 anni, Dilshat Perhat a 5 anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/protesta-in-Cina1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1489" title="protesta in Cina" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/protesta-in-Cina1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’onda lunga dei giorni delle violenze in Xinjiang non si ferma</strong>. Tre uomini, accusati di “attentare alla sicurezza dello stato” per aver continuato a mantenere il loro sito in <strong>lingua Uighur</strong>, sono stati condannati dai 3 ai 10 anni di prigione. In particolare, <strong>Nureli è stato condannato a 3 anni, Dilshat Perhat a 5 anni e Nijat Azat a 10 anni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La sentenza, dopo il processo durato un giorno, è la dimostrazione della politica del pugno di ferro che <strong>Pechino</strong> intende applicare nei confronti di ogni forma di dissenso che possa mettere in discussione le regole cinesi in <strong>Xinjiang</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Quest’ultima è la regione, conosciuta come <strong>Turkestan orientale</strong>, situata nella parte occidentale della <strong>Cina</strong> dove la scorsa estate, nella capitale<strong> Urumqi</strong>, c’è stata una rivolta etnica che ha provocato la morte di oltre 200 persone, molte delle quali di <strong>etnia Han</strong>. Sono proprio i difficili rapporti con l’etnia maggioritaria<strong> Han</strong> che hanno riacceso i risentimenti nazionalisti degli <strong>Uighur</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli Uighur sono Musulmani di lingua Turca</strong> che contano circa<strong> 9 milioni di persone in Xinjiang</strong>, una vasta e irrequieta regione desertica, ma ricca di petrolio, della Cina occidentale. Molti <strong>Uighur soffrono le regole degli Han</strong> e le forze di sicurezza Cinesi hanno provato, sin dagli anni ’90, a mantenere sotto controllo la regione. Da quando è scoppiata la rivolta, poi, la polizia ha intensificato ancora di più la sorveglianza.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle mire della polizia sono caduti i <strong>social network</strong> poiché svolgono un ruolo fondamentale tra i giovani che si incontrano in rete per discutere di tutto, della realtà sociale che vivono e delle loro difficoltà. E’ alla rete che i giovani affidano i loro messaggi di protesta. In occasione della citata rivolta, la rete è ha infatti svolto il ruolo fondamentale di passaparola.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei giorni e nelle settimane che seguirono le violenze di <strong>Xinjiang</strong>, migliaia di persone furono imprigionate ed almeno 25 condannate a morte, tra cui anche alcuni che non avevano svolto alcun ruolo attivo. I siti Internet di <strong>Facebook e Twitter furono oscurati</strong> e, dopo un blackout durato 10 mesi, la rete è ritornata disponibile solo in marzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il capo di accusa si basa sul fatto che i tre imputati, in quanto responsabili del sito, avrebbero dovuto immediatamente oscurare la discussione che si era aperta sul sito, relativa alle difficoltà della vita in Xinjiang, e per aver pubblicato i messaggi di posta elettronica che annunciavano la protesta che la scorsa estate sfociò nelle violenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se il governo ha creato un ufficio apposta di censori, per controllare e filtrare quello che viene pubblicato sui siti internet, alla fine, la responsabilità di rimuovere i contenuti politicamente sensibili è dei gestori del sito.</p>
<p style="text-align: justify;">Venerdì scorso, inoltre, il governo ha condannato a 15 anni il giornalista di etnia Uighur,<strong> Gheyret Niyaz</strong>, anche lui accusato anche di mettere in pericolo la sicurezza dello stato, per aver pubblicato sul suo sito web un’intervista rilasciata da una rivista di <strong>Hong Kong</strong>. </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dilxat Raxit</strong>, un portavoce dell’<strong>Uighur World Congress</strong>, con sede in <strong>Svezia</strong>, riferisce che la sua organizzazione è a conoscenza di almeno 76 persone detenute per attività collegate a Internet e tenute in isolamento. Secondo loro, la campagna contro l’uso di Internet ha lo scopo di prevenire che notizie negative o critiche nei confronti del governo possano essere divulgate sia all’estero e sia tra gli Uighur, alcuni dei quali, peraltro, non sono in grado di leggere e scrivere in cinese. Di conseguenza, la chiusura dei siti in lingua Uighur non consente alla minoranza etnica di conoscere quello che succede intorno a loro, come ha confermato <strong>Ilham Tohti</strong>, un accademico Uighur in Pechino, il cui sito web è stato chiuso per circa un anno.</p>
<p>di <strong>Vito Di Ventura</strong></p>
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		<title>La linea dura di Sarkozy contro gli immigrati criminali</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 11:31:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Cassinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Presidente della Francia Nicolas Sarkozy porta avanti la sua linea dura in termini di sicurezza e ha annunciato alcune delle misure che a partire da settembre il Parlamento si troverà a discutere: si tratta della possibilità di togliere la cittadinanza ai criminali francesi di origine straniera nel momento in cui “attentino violentemente alla vita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/sarkozy1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1480" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/sarkozy1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il Presidente della Francia <strong>Nicolas Sarkozy</strong> porta avanti la sua linea dura in termini di sicurezza e ha annunciato alcune delle misure che a partire da settembre il Parlamento si troverà a discutere: si tratta della possibilità di togliere la <strong>cittadinanza</strong> ai <strong>criminali francesi di origine straniera</strong> nel momento in cui “attentino violentemente alla vita di un poliziotto o di chiunque rappresenti l&#8217;autorità pubblica”. L&#8217;annuncio è arrivato durante la presentazione del nuovo prefetto dell&#8217;Isère, a <strong>Grenoble</strong>, luogo nella quale recentemente si erano verificati alcuni scontri tra la polizia e i giovani di una banlieue, dovuti all&#8217;uccisione di un rapinatore di origine straniera da parte di alcuni agenti.</p>
<p>E proprio in riferimento alle tre notti di violenza che si sono susseguite due settimane fa, <strong>Sarkozy</strong> sostiene che “<em>la nazionalità va meritata. Quando si spara a un agente, non si è più degni di essere francesi</em>”.</p>
<p>Ma oltre a voler introdurre la revoca della nazionalità ai criminali, si vuole dare un taglio al meccanismo  attraverso la quale i figli di due genitori stranieri ottengono in  automatico la nazionalità francese, una volta compiuti i diciotto anni, e poi,  introdurre una pena minima di trenta anni di prigione per gli assassini di poliziotti o gendarmi.</p>
<p>La linea dura di<strong> Sarkozy</strong> colpisce anche gli <strong>immigrati irregolari</strong> che avrebbero troppi diritti: “<em>Mi auguro che si valutino i diritti e le prestazioni cui oggi hanno accesso gli stranieri clandestini. Una situazione irregolare non può conferire più diritti di una situazione regolare e legale</em>”. E poi per completare l&#8217;opera non dimentica il riferimento ai <strong>Rom</strong>: “<em>Dobbiamo porre fine allo sviluppo selvaggio dei campi Rom. Sono delle zone al di fuori della legalità che non possono essere tollerate</em>” sottolineando che entro la fine di settembre saranno smantellati i campi che sono già stati oggetto di un’ordinanza del tribunale. &#8220;<em>Per i campi su cui non c&#8217;è stata ancora una decisione dei giudici, faremo in modo che si intervenga al più presto. Entro tre mesi, voglio che almeno la metà di questi accampamenti sparisca dal territorio francese</em>&#8220;.</p>
<p>Il leader del governo francese, nonostante abbia adottato una linea di politica più severa in seguito alle rivolte che si sono diffuse nel paese nel 2005, non è riuscito a ridurre gli episodi di violenza e molte sono le aree malfamate dove sono in aumento le rapine a mano armate.</p>
<p>Intanto fa clamore un <strong>video</strong> mandato in onda dalla <strong>CNN</strong> nella quale si vede la polizia francese che sfratta delle donne immigrate africane con neonati e bambini in un sobborgo di Parigi. Il gruppo di immigrati, provenienti dalla Costa d&#8217;Avorio, viveva in strada nel quartiere di La Courneuve, da quando erano stati sfrattati dalle loro case per la costruzione di nuove abitazioni. Tuttavia le autorità&#8217; sostengono che avevano offerto degli alloggi temporanei che gli immigrati avrebbero rifiutato in quanto richiedevano delle case in cui vivere per più&#8217; tempo. Il video choc dura una trentina di minuti e contiene immagini molto forti: una donna con un bambino avvolto sulla schiena viene trascinata lungo il marciapiede mentre in un&#8217;altra scena si vede una donna incinta sdraiata per terra. Filmato che sarebbe riuscito a fare un attivista della <strong>Dal</strong>, un gruppo francese  che si occupa della tutela dei diritti umani.</p>
<p><strong>Elisa Cassinelli</strong></p>
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		<title>A Umago Seppi e Starace puntano la finale</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 10:52:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Paradiso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due italiani in semifinale in un torneo di tennis. Già questa sarebbe una notizia, soprattuto se si parla di uomini. Le nostre ragazze infatti, Schiavone e Pennetta su tutte, ci hanno abituato negli ultimi tempi a risultati importanti. Quello che sta accadendo in Croazia, nell&#8217;ATP World Tour di Umago (450 mila euro di montepremi), è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/andreas-seppi-1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1474" title="andreas-seppi-1" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/andreas-seppi-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Due italiani in semifinale</strong> in un torneo di tennis. Già questa sarebbe una notizia, soprattuto se si parla di uomini. Le nostre ragazze infatti, <strong>Schiavone</strong> e <strong>Pennetta</strong> su tutte, ci hanno abituato negli ultimi tempi a risultati importanti. Quello che sta accadendo in <strong>Croazia</strong>, nell&#8217;<strong>ATP World Tour di Umago</strong> (450 mila euro di montepremi), è invece una lieta nuova. <strong>Andreas Seppi</strong> e <strong>Potito Starace</strong> hanno raggiunto la semifinale e si giocheranno oggi pomeriggio la possibilità di un ultimo atto tutto azzurro. L&#8217;ultima volta che due tennisti italiani raggiunsero la semifinale nello stesso torneo <strong>ATP</strong> fu a <strong>Palermo nel 2005</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla terra battuta di Umago i due atleti italiani hanno superato i rispettivi avversari e, in match giocati sotto una costante pioggia hanno guadagnato l&#8217;accesso al penultimo atto del torneo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Seppi</strong>, numero 55 del ranking mondiale, ha confermato l&#8217;ottimo stato di forma che sta attraversando bissando la semifinale raggiunta appena sette giorni fa nel prestigioso torneo di <strong>Amburgo</strong> (Masters 500). Il tennista alto-atesino si è preso la rivincita proprio su <strong>Melzer</strong> che sabato scorso gli aveva sbarrato la strada verso la finale. In due set, con il punteggio di 6-1 6-4, ha guadagnato la possibilità di giocarsi, contro l&#8217;ex numero 1 del mondo <strong>Ferrero</strong>, l&#8217;accesso alla finale.</p>
<p style="text-align: justify;">Meno agevole la vittoria di <strong>Potito Starace</strong> nell&#8217;altro quarto di finale. L&#8217;azzurro, contro il beniamino di casa <strong>Ljubicic</strong> testa di serie numero 3 del torneo, ha vinto 6-4 7-6. In semifinale troverà l&#8217;argentino <strong>Chela</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo le due finali giocate (2003 e 2004), e perse da <strong>Volandri</strong> nel torneo di Umago, la speranza di vedere un altro azzurro in campo nell&#8217;ultimo atto del torneo è più che una realtà. E se fosse un derby&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">di <strong>Luca Paradiso</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Maroni sulla &#8220;tessera del tifoso&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 19:13:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco DePalo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La &#8220;Tessera del tifoso&#8221; una questione che sta dividendo l&#8217;Italia &#8220;pallonara&#8221;, come direbbe Carlo Petrini, favorevoli vs contrari, chi la accetta e chi la critica, chi protesta e chi si adegua, una situazione che ha fatto discutere e che tanto farà discutere nelle prossime settimane.
Uno strumento di &#8220;fidelizzazione&#8221; per i sostenitori, un modo per schedare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/tessera-del-tifoso.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1469" title="tessera-del-tifoso" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/tessera-del-tifoso-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" /></a>La &#8220;<strong>Tessera del tifoso</strong>&#8221; una questione che sta dividendo l&#8217;Italia &#8220;pallonara&#8221;, come direbbe Carlo Petrini, favorevoli vs contrari, chi la accetta e chi la critica, chi protesta e chi si adegua, una situazione che ha fatto discutere e che tanto farà discutere nelle prossime settimane.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno strumento di &#8220;<strong>fidelizzazione</strong>&#8221; per i sostenitori, un modo per schedare i tifosi il parere dei contrari all&#8217;iniziativa. Ma cos&#8217;è realmente? E&#8217; uno strumento che permette alle questure di identificare i tifosi presenti ad una certa manifestazione calcistica, della propria squadra del cuore o della nazionale.</p>
<p>Dall&#8217;inizio della prossima stagione, i tifosi che vorranno sostenere i propri beniamini in trasferta dovranno essere muniti di tale strumento che oltre ad essere un documento, sarà anche una <strong>carta prepagata </strong>utilizzabile per tutti i pagamenti come una tradizionale carta di credito.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre ai vantaggi già citati, le singole società potranno aggiungere altre <strong>agevolazioni</strong>, alcune permetteranno ai tifosi di viaggiare con tariffe più vantaggiose sugli autobus urbani, altre hanno stretto accordi di partnership con librerie e negozi d&#8217;abbigliamento, ma proprio oggi il <strong>Ministro dell&#8217;Interno</strong> <strong>Maroni </strong>ha fatto chiarezza sulla tanto discussa &#8220;Tessera&#8221; ed ha presentato due accordi particolarmente vantaggiosi per i possessori.</p>
<p style="text-align: justify;">In primis il ministro ha dichiarato: &#8220;La tessera del tifoso è stata dipinta come una schedatura, ma questo non è vero perchè è uno strumento che favorirà il tifoso buono e non chi va alle partite con le spalle al campo e con altri scopi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi comunicando gli accordi siglati con <strong>Autogrill </strong>e <strong>Trenitalia </strong>ha aggiunto:&#8221; Il mio sogno è che nei prossimi tre anni, entro la fine della legislatura, vengano tolte tutte le barriere dagli stadi. Come accade in molti luoghi del mondo, sono convinto che anche qui si possa arrivare a questo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mauro Moretti</strong>, amministratore delegato delle &#8220;<strong>Ferrovie dello Stato</strong>&#8221; ha commentato: &#8220;Con questa sorta di <strong>fidelity card</strong> i clienti tifosi avranno a disposizione qualche cosa in piu&#8217; del semplice spettacolo, come la possibilita&#8217; di visitare, grazie al lungo periodo di validita&#8217;  del titolo di viaggio (4 giorni, ndr), le citta&#8217; italiane in cui si svolgono le partite di calcio. Pensiamo ad esempio cosa potra&#8217; significare per chi verra&#8217; a Roma, o nelle altre citta&#8217; gioielli dell&#8217;arte&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Aldo Papa</strong>, direttore generale di <strong>Autogrill SpA</strong>, ha dichiarato: &#8220;Autogrill si impegna per questo, ci sentiamo coinvolti perche&#8217; la sicurezza e&#8217; una priorita&#8217; del cittadino ma anche dell&#8217;operatore commerciale. Ci mettiamo a disposizione dei tifosi che presenteranno la tessera&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Marco De Palo</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Barcellona: Giornata grigia per gli azzurri</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 17:43:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armida Tondo</dc:creator>
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Nella conferenza stampa di presentazione dei due gruppi di azzurri in gara domani a Barcellona, tenutasi oggi in Casa Italia Atletica, le prime a prendere la parola sono state le maratonete che saranno schierate sulla linea di partenza domani alle 10:05. Deborah Toniolo ha voluto esprimere la propria soddisfazione per essere tornata a rappresentare l’Italia: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/Giulia-Arcioni1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1466" title="Giulia Arcioni" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/Giulia-Arcioni1.jpg" alt="" width="194" height="259" /></a><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/Giulia-Arcioni.jpg"></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nella conferenza stampa di presentazione dei due gruppi di azzurri in gara domani a <strong>Barcellona</strong>, tenutasi oggi in <strong>Casa Italia Atletica</strong>, le prime a prendere la parola sono state le maratonete che saranno schierate sulla linea di partenza domani alle 10:05. <strong>Deborah Toniolo</strong> ha voluto esprimere la propria soddisfazione per essere tornata a rappresentare l’Italia: “<em>Sono molto contenta di essere tornata a vestire di nuovo la maglia della Nazionale, vengo da un paio di stagione segnate da problemi fisici che mi hanno notevolmente condizionato la preparazione. Ora sono superati e spero di far bene. L&#8217;importante sarà arrivare anche per la squadra. La Coppa Europa è un obiettivo per tutte e penso che nessuna di noi tre si tirerà indietro</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Alle sue spalle,<strong> Anna Incerti</strong>: “<em>Anch’io ho alle spalle un periodo di stop da settembre a gennaio. All’inizio è stata un po’ dura, ma poi mi sono ripresa abbastanza bene e, prima di Barcellona, ho trascorso un bel periodo di allenamento a St. Moritz. Che gara sarà domani è difficile dirlo, non mi aspetto senz’altro una maratona all’insegna del fresco con russe e portoghesi che saranno le principali avversarie. Vedremo cosa fanno loro davanti e, poi, noi le staremo dietro</em>”. <strong>Anche Rosaria Console</strong>, vuole dire la sua: “<em>Rispetto alle mie due compagne la mia preparazione non ha avuto intoppi. Sono due anni che sto dando continuità al mio lavoro. Spero di portarmi a casa da qui un bel ricordo, migliore di quello di Goteborg nel 2006 dove mi ero dovuta ritirare dopo una brutta caduta. La Coppa Europa è per noi un traguardo che vale molto, da difendere contro le insidie di russe e portoghesi</em>”. Insomma le nostre azzurre domani affronteranno la maratona con la grinta giusta. </p>
<p style="text-align: justify;">Mattinata poco fortunata per gli atleti impegnati nelle gare in programma. <strong>Alex Schwazer</strong> si e ritirato al 38esimo chilometro per problemi muscolari alla coscia destra, quando era in piena zona medaglie. L’altoatesino è un atleta senza mezze misure, è fatto così, e purtroppo è già accaduto altre volte nel corso della sua luminosa carriera ed oggi ha dato conferma del suo carattere: “<em>Il problema muscolare non c’entra, il fatto è che io da almeno due anni mi sento vuoto, sono moscio, ecco questa è la parola giusta. Ho provato in questi mesi a cambiare qualcosa, proprio per trovare nuovi stimoli, e anche la scelta di fare due gare, significa questo. Purtroppo non sono riuscito a modificare quello che ho dentro di me. Non metto in dubbio la preparazione, come non è in discussione la partecipazione alla gara sui 20 km, che non c’entra nulla con il mio ritiro: in realtà, la 50 avrei potuto farla anche ieri, avevo già recuperato le energie. E’ arrivato il momento di fermarmi per capire</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il romano <strong>Marco De Luca</strong> è felice per il suo sesto posto, il terzo piazzamento nei primi otto colto in carriera nel corso di grandi manifestazioni estive. “<em>Ho rischiato qualcosa e sono contento di averlo fatto, ho avuto un momento di crisi solo intorno al 38esimo chilometro quando sono stato costretto a fermarmi per i crampi. Però non mi sono arreso e ho continuato la gara e nel finale ho anche chiuso forte. Garcia Bragado era a pochi secondi, mentre all’irlandese bisogna fare i complimenti per la rimonta. Sì, ripeto, sono molto soddisfatto, questo risultato premia il grande lavoro che ho fatto in questi mesi con il mio tecnico, <strong>Patrizio Parcesepe</strong>, e allunga la mia serie di risultati positivi</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">La vittoria è andata al francese Yohan Diniz che si conferma sul trono europeo dopo l’oro di <strong>Goteborg</strong>, chiudendo in 3h40:37. Colori azzurri difesi egregiamente da Marco De Luca, sesto in 3h48:36. </p>
<p style="text-align: justify;">Delusione anche nel settore femminile, nello <strong>Stadio Olimpico del Montjuïc</strong>. La quarta giornata degli Europei di Barcellona si apre, infatti, a sorpresa con la mancata qualificazione della primatista nazionale dell’alto, Antonietta Di Martino. Stessa sorte è toccata alle altre atlete, <strong>Raffaella Lamera e a Marzia Caravelli</strong>, sulle barriere dei 100hs.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/Giulia-Arcioni.jpg"></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’unica che è riuscita a regalare un piccolo sorriso all’Italia stamattina è stata l’azzurra <strong>Giulia Arcioni</strong>. La forestale, velocista, ha lottato con avversarie date per favorite, prima tra tutte la russa <strong>Fedoriva</strong> che vince la batteria in 23’,47”. La nostra atleta però non si tira indietro e dopo una partenza non proprio brillantissima è riuscita a risalire in curva per tenersi agganciata alla quinta posizione fino al traguardo. Tempo finale 23’,63”, questo le è bastato per essere ripescata e correre stasera in semifinale alle 19.00. L’Arcioni ha così commentato: “Dovevo fare la mia gara e ho sofferto molto il vento. Nel mio curriculum, dopo tante esperienze internazionali, mancavano solo gli Europei e per questo che stasera in semifinale voglio mettere in pista tutta l’energia che ho”.  </p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Armida Tondo</strong></p>
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		<title>GB: Milton bandisce il termine “obeso”. Le persone sovrappeso vanno chiamate “grasse”</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 14:15:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samr Al Aflak</dc:creator>
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Le persone sovrappeso vanno chiamate “grasse” e non “obese”, questo e’ il messaggio lanciato dal ministro della Sanita’ inglese, Anne Milton.
I dottori dovrebbero evitare di misurare le loro parole e cominciare a comunicare piu’ chiramente con i propri pazienti. Milton, ex infermiera presso il sistema di sanita’ pubblica inglese NHS, ha consigliato di bandire il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/obeso-42.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1460" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/obeso-42.jpg" alt="" width="158" height="142" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Le persone sovrappeso vanno chiamate “grasse” e non “obese”</strong>, questo e’ il messaggio lanciato dal ministro della Sanita’ inglese, <strong>Anne Milton</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">I dottori dovrebbero evitare di misurare le loro parole e cominciare a comunicare piu’ chiramente con i propri pazienti. Milton, ex infermiera presso il sistema di sanita’ pubblica inglese NHS, ha consigliato di bandire il termine obeso in quanto non avrebbe il “giusto impatto emotivo”. Sostenendo che la maggior parte delle persone con problemi di peso sarebbe meno propensa a dimagrire se non definita grassa.</p>
<p style="text-align: justify">Il Dipartimento della Salute mette pero’ in guardia su un eccessiva “onesta’”, che potrebbe stigmatizzare le persone sovrappeso.</p>
<p style="text-align: justify">In <strong>Gran Bretagna</strong>, <strong>oltre un quarto degli adulti e’ obeso</strong>, con conseguenti seri problemi per la salute, dal rischio d’infarto al diabete. Gli esperti avvisano che se la situazione non venisse affrontata adeguatamente in tempi brevi, entro il 2050 oltre la meta’ della popolazione sarebbe in serio sovrappeso.</p>
<p style="text-align: justify">La<strong> Milton</strong>, in un’intervista rilasciata alla<strong> BBC</strong> ha insistito sull’importanza della correttezza delle informazioni fornite dai medici e dagli specialisti ai propri pazienti, che devono assumersi la responsabilita’ per il proprio stile di vita. “Personalmente”, aggiunge, “se dovessi guradarmi allo specchio pensando di essere obesa, sarei meno preoccupata che se pensassi di essere grassa”.</p>
<p style="text-align: justify">Di parere contrario il Prof <strong>Lindsay Davies</strong>, della facolta’ di salute pubblica, che non trova la sostituzione dei termini “una buona idea”. Davies precisa che i dottori avevano iniziato ad usare la parola obeso per sottolineare una condizione piuttosto che un modo di essere di una persona e ribadisce che il linguaggio piu’ opportuno deve necessariamente cambiare a seconda dei casi e dal rapporto che si instaura tra medico e paziente.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Harry MacMillan</strong>, presidente della <strong>charity Mend</strong> sostiene che nella sua esperienza di supporto alle famiglie con problemi di peso, ha notato come un linguaggio positivo sia di maggiore incentivo per iniziare una dieta.</p>
<p style="text-align: justify">Il <strong>Regno Unito</strong> detiene il <strong>primato del piu’ alto tasso di obesita’ </strong>a livello europeo, con circa il 14 per cento dei bambini classificato “ben oltre il peso ideale”.</p>
<p style="text-align: justify">L’obesita’ infantile e’ diventato recentemente una “questione politica”, con il nuovo segretario alla Salute, <strong>Andrew Lanslay</strong>. Questo ritiene molto piu’ efficace, per affrontare il problema, fornire alle famiglie un’adeguata educazione alimentare e migliorare il sistema di mense scolastiche, invece che promuovere semplicemente una maggiore attivita’ fisica.</p>
<p><strong>Samr Al Aflak</strong></p>
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		<title>“Cornuti e mazziati”!</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 11:51:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vito DiVentura</dc:creator>
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		<category><![CDATA[L'uomo della pioggia]]></category>
		<category><![CDATA[MetLife Inc.]]></category>
		<category><![CDATA[Prudencial Financial Inc]]></category>
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		<description><![CDATA[
Negli Stati Uniti, i familiari dei soldati morti in operazioni fuori area, alla morte del congiunto ricevono una busta dalla “Prudencial Financial Inc.”, una società assicuratrice che gestisce per conto del Dipartimento degli Affari per i Veterani le assicurazioni sulla vita, contenete informazioni circa la somma relativa alla polizza stipulata dal militare.
La lettera garantisce che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/soldati-americani-in-afghanistan-24.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1446" title="soldati americani in afghanistan 24" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/soldati-americani-in-afghanistan-24-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Negli<strong> Stati Uniti</strong>, i familiari dei soldati morti in operazioni fuori area, alla morte del congiunto ricevono una busta dalla “<strong>Prudencial Financial Inc</strong>.”, una società assicuratrice che gestisce per conto del <strong>Dipartimento degli Affari per i Veterani</strong> le assicurazioni sulla vita, contenete informazioni circa la somma relativa alla polizza stipulata dal militare.</p>
<p style="text-align: justify;">La lettera garantisce che il denaro è depositato in un posto sicuro, dando ai familiari il tempo necessario per decidere cosa farne, specifica gli interessi maturati e allega un assegno che sembrerebbe avallato dal <strong>JP Morgan</strong>, mentre, in realtà, si tratta di una specie di <strong>IOU</strong> (<strong>I owe You</strong> – letteralmente “io ti debbo”),<strong> una sorta di pagherò</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le compagnie assicuratrici fanno credere che sia stato tutto organizzato per il bene del beneficiario, minimizzando il fatto che il denaro è depositato in un conto non assicurato dalla <strong>FDIC (Federal Deposit Insurance Corp.)</strong>, mentre non menziona affatto che l’assicuratore guadagna sugli interessi maturati dalla somma in deposito.    </p>
<p style="text-align: justify;">In sintesi, il sistema garantisce all’assicuratore il libero accesso alla somma di denaro e agli interessi maturati, mentre ai familiari vengono corrisposti interessi molto inferiori a quelli che guadagnerebbero se la somma fosse depositata in qualsiasi altra banca.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il giornale on line “<strong>Bloomberg</strong>”, che ha rivelato la notizia, la faccenda va oltre le famiglie dei militari e colpisce milioni di congiunti di defunti e fa notare che queste cosiddette attività di “ritenuta sul conti” siano diventate operazioni standard e fanno parte di una vera e propria industria che virtualmente colpisce ogni cittadino americano.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ha sintetizzato un professore specializzato nel ramo delle assicurazioni, la strategia equivale a “istituzionalizzare la cattiva sorte” e a convertire “i risarcimenti sulla morte in un centro di profitto”.</p>
<p style="text-align: justify;">La vasta legislazione finanziaria approvata lo scorso 21 luglio dal <strong>Presidente Barack Obama</strong> non parla delle ritenute sui conti. Ha creato un nuovo ufficio federale per le assicurazioni che, però, non ha il compito di regolamentarle, ma si limiterà a raccogliere informazioni, monitorizzare le industrie per i rischi di sistema e si consulterà con le assicurazioni. In questo modo, l’intero giro di affari, che si aggira intorno ai 19,1 trilioni di dollari di potenziali “passività” bancarie, non sarà regolato dal governo federale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il governo federale non regola nemmeno le assicurazioni sulla vita dei propri dipendenti, stipulate con la MetLife Inc., attraverso il programma chiamato <strong>Federal Employee’s Group Life Insurance</strong>. Come l’Associazione dei Veterani fa per i soldati, l’ufficio gestione del Personale pubblica una guida relativa ai lavoratori non militari, circa 4 milioni di impiegati tra quelli in servizio attivo e in pensione. La guida riporta che la l’assicurazione pagherà i benefici della polizza sotto forma di contante o blocchetto di assegni. Le 217 pagine della guida, tuttavia, omettono di dire che il denaro non è coperto dalla FDIC e sarà a disposizione della MetLife fino a che qualcuno non lo ritira o magari firma un assegno. In questo modo, la compagnia assicuratrice può liberamente gestire il denaro, investendolo, e guadagnare sugli interessi.</p>
<p style="text-align: justify;">L’articolo sul sito di “Bloomberg”, riferendosi alle due principali compagnie assicuratrici, la <strong>MetLife Inc</strong>., per i civili, e la <strong>Prudencial Financial Inc.</strong>, per il personale militare, elenca una serie di episodi e fa una disamina attenta e puntuale della situazione finanziaria, della regolamentazione vigente in materia di assicurazioni e dei relativi interessi bancari.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo episodio richiama alla mente il film “<strong>L&#8217;uomo della pioggia</strong>”, un romanzo scritto nel 1995 da <strong>John Grisham</strong>, da cui è stato tratto l’omonimo film. In questo caso la frode veniva attuata rifiutando sistematicamente le richieste di rimborso della polizza per almeno un anno, per scoraggiare i clienti a procedere. E la cosa funzionava visti i profitti della compagnia.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche nel caso in questione, il sistema dei brogli si basava principalmente sulla ritardata comunicazione dell’evento e sul sentimento dei familiari, restii a prendere i soldi per rispetto del congiunto. Il risultato però è lo stesso: alla fine oltre a perdere il proprio congiunto, i familiari venivano defraudati dei soldi di cui avevano pieno diritto. Insomma, come si dice “<em>cornuti e mazziati</em>”!</p>
<p>di <strong>Vito Di Ventura<br />
</strong></p>
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		<title>Bombe a grappolo: la Convenzione che le bandisce entrerà in vigore il 1° agosto</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 11:17:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Cassinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il prossimo primo agosto entrerà in vigore, dopo la ratificazione da parte di 30 stati firmatari, la Convenzione che vieta l&#8217;uso, la produzione, lo stocaggio e il trasferimento delle cosidette “cluster bombs”, ovvero bombe a frammentazione o “a grappolo”.
A novembre gli Stati coinvolti si incontreranno a Vientiane (Laos) per concordare il piano di applicazione della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/cluster1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1438" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/cluster1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il prossimo <strong>primo agosto</strong> entrerà in vigore, dopo la ratificazione da parte di 30 stati firmatari, la<strong> Convenzione</strong> che vieta l&#8217;uso, la produzione, lo stocaggio e il trasferimento delle cosidette “<strong>cluster bombs</strong>”, ovvero bombe a frammentazione o “a grappolo”.</p>
<p style="text-align: justify;">A novembre gli Stati coinvolti si incontreranno a <strong>Vientiane</strong> (Laos) per concordare il piano di applicazione della Convenzione e le procedure per monitarare i progressi che si saranno verificati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il presidente del <strong>Comitato internazionale della Croce rossa</strong> (Cicr) <strong>Jacob Kellenberger</strong>, ha  voluto sottolineare l&#8217;importanza di questo passo: &#8220;<em>Questo nuovo strumento di diritto internazionale umanitario vieta e condanna l&#8217;uso di munizioni a grappolo. E&#8217; un momento storico nella lotta contro l&#8217;uso di munizioni a grappolo e dovrebbe porre fine a decenni di sofferenze di uomini, donne e bambini</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">La speranza di <strong>Kellenberger</strong> è che l&#8217;entrata in vigore della Convenzione sia un segno per gli stati che ancora non hanno aderito e sia un modo per influenzarli e spingerli quindi ad aderire.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo alcunii dati della &#8220;<strong>Cluster Munition Coalition</strong>&#8220;, sarebbero <strong>107</strong> i stati  che hanno firmato la Convenzione di cui <strong>37 </strong>l&#8217;hanno già ratificata. La<strong> Svizzera</strong> è uno dei primi paesi ad aver firmato il testo ma non figura ancora nella lista degli Stati che hanno proceduto alla ratifica: entrata che dovrebbe arrivare nel 2011, quando sarà adottata una modifica della legge sul materiale da guerra.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla messa al bando non aderiscono però alcune delle nazioni che sono le massime produttrici e utilizzatrici di queste armi che mietono migliaia di vittime tra i civili: <strong>Usa, Israele, Russia, Cina, India e Pakistan</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">I Paesi aderenti hanno l&#8217;<strong>obbligo</strong> di distruggere l&#8217;arsenale di bombe a grappolo in loro possesso entro otto anni al massismo dalla ratifica. Inoltre il Paese aderente che ha utilizzato questi ordigni dovrà bonificare la zona dove sono stati lanciati mettendo in atto tutte le misure necessarie alla protezione e informazione dei civili a rischio.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti sono i paesi che utilizzano questi ordigni: <strong>Arabia Saudita, Bosnia Erzegovina, Eritrea, Etiopia, Finlandia, Francia, Israele, Nigeria, Olanda, Pakistan, Regno Unito, Serbia, Stati Uniti, Sudan, Turchia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Stando a un rapporto dell&#8217;associazione <strong>Handicap International</strong> sono circa 100milioni le bombe a grappolo rimaste inesplose nel mondo delle 440 milioni che sono state lanciate dal 1965: nessuna  di queste è  provvista di congegno di autodistruzione che le elimini in caso di mancata esplosione.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo motivo sono particolarmente pericolose, in quanto il 20% degli ordigni non esplode e rimane sul terreno come una vera e propria mina antipersona.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre è possibile conoscere solo l&#8217;area nella quale è stato effettuato il lancio ma non la loro precisa ubicazione sul suolo: ogni intervento di bonifica risulta difficile e molto pericoloso e diventa impossibile l’impiego dei mezzi meccanici di sminamento e anche dei cani appositamente addestrati per la ricerca delle mine seminate.</p>
<p style="text-align: justify;">Molte di queste <strong>bombe cluster</strong> hanno forme e colori che suscitano la curiosità di qualsiasi persona che, fuorviati dall&#8217;apparenza, si avvicinano ignari a questo ordigno: non solo adulti ma anche bambini vengono ingannati e diventano vittime di questo orribile sistema che ogni anno provocano la morte di civili e non.</p>
<p><strong>Elisa Cassinelli</strong></p>
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		<title>Preacher: edizione integrale</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 21:41:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Umberto Ruffino</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/23672_388682135937_150511785937_4518917_5887147_n.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1411" title="23672_388682135937_150511785937_4518917_5887147_n" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/23672_388682135937_150511785937_4518917_5887147_n-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Un predicatore, una killer ed un vampiro irlandese, sembra un trio assurdo, quasi da barzelletta, sono invece i protagonisti di questa serie ormai di culto. Gli autori di questi fumetti, pubblicati negli USA per la Vertigo (che è la divisione per lettori maturi della Dc comics), sono lo scrittore <strong>Garth Ennis</strong> e il disegnatore <strong>Steve Dillon</strong> e come realizzatore delle copertine il bravissimo <strong>Glenn Fabry</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il protagonista della storia è <strong>Jesse Custer</strong>, giovane predicatore di un piccolo paesino nel sud degli Stati Uniti, che sta vivendo un momento di profonda crisi spirituale. Proprio durante un’infuocata predica durante la celebrazione della messa, un&#8217;entità soprannaturale entra dal tetto della chiesa e “<strong>si impossessa</strong> ” del reverendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Al suo risveglio il reverendo si ritrova da solo nel mezzo della devastazione più totale, la chiesa e tutti i fedeli presenti al rito erano stati bruciati dall&#8217;arrivo dell&#8217;entità sconosciuta. Custer in seguito scoprirà di essere stato scelto come ospite dall&#8217;entità che si chiama Genesis,ovvero dal frutto dell&#8217;unione di un angelo ed un demone.</p>
<p style="text-align: justify;">Il protagonista comprende che solo Dio può risolvere questo guaio di proporzioni universali e, pertanto, inizia una forsennata ricerca intraprendendo un viaggio da costa a costa. Come abbiamo già anticipato il viaggio di Jesse non sarà solitario, infatti, incontrerà la sua ex ragazza <strong>Tulip</strong> (la killer) e uno strano irlandese sempre ubriaco di nome <strong>Cassady (il vampiro)</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante la loro odissea avranno a che fare con personaggi a dir poco assurdi, tra cui un giovane emulo di <strong>Kurt Cobain</strong>  chiamato “facciadiculo”. Ovviamente questa è una serie che fa dell&#8217;eccesso, della volgarità e della voglia di scioccare il lettore  i suoi punti di forza.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;autore G. Ennis è ormai considerato il capostipite degli autori “scatenati”, basti pensare che alla Marvel comics gli sia stato permesso di ridicolizzare personaggi del calibro di <strong>Spiderman, Wolverine e Devil</strong> sulle pagine del Punitore. Anche in casa <strong>Dc comics</strong>, in una delle prime avventure di un altro suo personaggio, Hitman, è riuscito a inserire una vignetta che ridicolizza il mito di <strong>Batman</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In <strong>Preacher G.Ennis</strong> riesce a raggiungere vette di “follia fumettistica” mai viste prima. Da non sottovalutare l&#8217;impatto visivo che l&#8217;altro autore <strong>S. Dillon</strong> riesce a suscitare nel lettore tramite i suoi disegni  realistici fino all&#8217;estremo. In questo modo il lettore è calato in una nuova realtà e riesce a percepire tutte le sfumature della storia che, in questo modo è  ancora più coinvolgente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordo chiaramente quando sfogliai per la prima volta un volume della vecchia edizione e rimasi colpito dai disegni, che per il loro realismo erano quasi “disturbanti”. Altro elemento che contribuì al successo della serie furono le copertine di G. Fabbry, che sono tutte presenti nel terzo tomo di questo cofanetto con tanto di commento alle tavole degli autori.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cofanetto contiene i tre tomi  in edizione integrale (quindi i 75 gli albi della serie regolare più gli speciali e le copertine), i tre volumi sono molto voluminosi e sono stati realizzati come se fossero le bibbie di un predicatore (addirittura i primi due libri sono intitolati vecchio testamento, mentre il terzo, che contiene gli speciali e tutte le copertine realizzate per la serie, nuovo testamento). I tre volumi sono contenuti in un robusto involucro con tanto di chiusura magnetica, che a sua volta è inserito in una scatola di cartone con manico che serve a non rovinarlo e trasportarlo più agevolmente.</p>
<p style="text-align: justify;">Duole far notare come dei volumi di tale valore (anche economico!) siano parzialmente rovinati da refusi, e in un caso da un balloon lasciato vuoto. Cosa dire quindi, di questa coraggiosa proposta editoriale? Sicuramente se si amano le storie con personaggi originali, e non ci si scandalizza per le <strong>volgarità e la blasfemia</strong> che sono presenti nella storia (e che la rendono unica nel suo genere) non ve lo potete perdere.</p>
<p style="text-align: justify;">Se invece non amate gli eccessi, le battute da bar, la violenza, e l&#8217;alcol, lasciate stare non è il fumetto adatto a voi. Un&#8217;ultima avvertenza: tenere rigorosamente lontano dalla portata dei bambini!</p>
<p style="text-align: justify;">Cofanetto <strong>3 volumi cartonati</strong><br />
pag. 2200 a colori .<br />
Planeta DeAgostini Euro 100</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Ruffino Renato Umberto</strong></p>
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		<title>Handbike: Vittorio Podestà si prepara per i Mondiali</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 20:18:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Paradiso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si va perfezionando la preparazione di Vittorio Podestà in vista dei Campionati del Mondo di handbike in programma dal 19 al 22 agosto in Quebec. Per avvicinarsi al meglio all&#8217;appuntamento l&#8217;atleta azzurro ha trascorso due settimane di luglio in montagna, per la prima parte delle preparazione atletica. È poi ripartito per Roccaraso dove ha svolto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/Unknown.jpeg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1407" title="Unknown" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/Unknown-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Si va perfezionando la preparazione di <strong>Vittorio Podestà</strong> in vista dei <strong>Campionati del Mondo di handbike</strong> in programma dal 19 al 22 agosto in <strong>Quebec</strong>. Per avvicinarsi al meglio all&#8217;appuntamento l&#8217;atleta azzurro ha trascorso due settimane di luglio in montagna, per la prima parte delle preparazione atletica. È poi ripartito per Roccaraso dove ha svolto uno stage di allenamento prima della partenza per Montreal in programma il 15 agosto. Il calendario della rassegna iridata prevede la cronometro individuale per il giorno 19 agosto, la gara di gruppo il 21 e la prova a squadre il 22.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<strong>handbike</strong> è una particolare bicicletta nella quale la spinta proviene dalle braccia e non dalle gambe. Nella maggior parte dei casi è formata da tre ruote (triciclo) e permette allo sportivo diversamente abile su sedia a rotelle o con difficoltà di deambulazione di pedalare con le mani. É inoltre dotata di un cambio a più rapporti grazie al quale può superare pendenze e raggiungere elevate velocità. Con la handbike si svolgono gare a livello nazionale ed internazionale, suddivise in categorie a seconda della gravità dell&#8217;handicap fisico di ogni atleta.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Vittorio Podestà</strong> ha vissuto, fino a questo momento, una stagione quasi perfetta. Spicca la vittoria a giugno nella <strong>prima edizione della Coppa del Mondo</strong> svoltasi a <strong>Segovia</strong> (Spagna). In quella gara l&#8217;atleta azzurro ha messo in fila tutti gli avversari, gli stessi che sfiderà in Quebec, conquistando anche punti pesanti in vista dell&#8217;obbiettivo principale del triennio: la qualificazione alle <strong>Paralimpiadi di Londra del 2012</strong>. Importante anche il successo di maggio nel <strong>G.P. Internazionale di Schenkon</strong>. Una gara che si svolge ogni due anni e che nel 2008 sfuggì a Podestà per soli 8 secondi. Un primo posto quasi inaspettato visto l&#8217;inizio ritardato degli allenamenti di quasi un mese rispetto agli anni precedenti. Da allora Podestà ha inanellato una serie di affermazioni: a fine maggio in occasione delle gara di <strong>Coppa Europa di Piacenza</strong> ha superato, primo atleta al mondo della sua categoria, <strong>il muro dei 40 Km orari di velocità media in una gara individuale</strong>. Pochi giorni dopo ha conquistato, nella <strong>tappa di Bregnano</strong>, la prima <strong>maglia rosa</strong> nel Giro d&#8217;Italia di handbike. In occasione dei campionati italiani ha conquistato la sua quinta maglia tricolore a cronometro. Sei anni dopo la prima affermazione che segnò l&#8217;inizio della carriera dell’atleta ligure.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">In vista dei mondiali la <strong>redazione di Italnews</strong> rivolge il proprio in <strong>bocca al lupo</strong> a <strong>Vittorio</strong>. Atleta che, come tanti altri, non ha voluto piegarsi all&#8217;handicap che purtroppo lo ha colpito.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">di <strong>Luca Paradiso</strong></p>
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		<title>Calciomercato, tutto tace&#8230;eppur si muove!</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 19:25:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco DePalo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un calciomercato sottotono, con pochi &#8220;liquidi&#8221; e con calciatori troppo spesso prigionieri volontari nella &#8220;gabbia d&#8217;oro&#8221; di un ingaggio stratosferico!
Vendere per comprare, la nuova filosofia dei clubs italiani, lo fa l&#8217;Inter ancora in stand-by per quanto riguarda Balotelli e Maicon in uscita, Mascherano in entrata, lo fa il Milan che se non &#8220;piazzerà&#8221; Huntelaar, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/barzagli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1403" title="barzagli" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/barzagli-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Un calciomercato sottotono, con pochi &#8220;liquidi&#8221; e con calciatori troppo spesso prigionieri volontari nella &#8220;gabbia d&#8217;oro&#8221; di un ingaggio stratosferico!</p>
<p style="text-align: justify;">Vendere per comprare, la nuova filosofia dei clubs italiani, lo fa l&#8217;Inter ancora in stand-by per quanto riguarda <strong>Balotelli </strong>e <strong>Maicon</strong> in uscita, <strong>Mascherano </strong>in entrata, lo fa il <strong>Milan </strong>che se non &#8220;piazzerà&#8221; <strong>Huntelaar</strong>, non acquisterà nessuno; lo fa la <strong>Roma </strong>per i motivi finanziari già noti, lo fanno le altre compagini.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;unica squadra ad aver scelto una strada differente è stata la <strong>Juventus</strong>, che prima ha comprato, ma ora ha problemi a cedere <strong>Salihamidzic</strong>, <strong>Grosso</strong>, <strong>Camoranesi </strong>e <strong>Zebina</strong>, se per i primi due  la situazione è difficile ma non tragica, per l&#8217;italo-argentino e per il francese, quest&#8217;ultimo più volte contestato dalla tifoseria, la situazione è davvero complicata, pochi giorni fa lo striscione dei tifosi bianconeri recitava: &#8220;Chi non vuole andare un anno d&#8217;inferno dovrà passare!&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il vero emblema di queste trattative &#8220;messe in attesa&#8221; è <strong>Cristiano Lucarelli</strong>; la punta del <strong>Parma </strong>non gode della stima della tifoseria, più volte è stato vicino all&#8217;addio ai crociati, ma andrà a <strong>Napoli</strong> solo se German <strong>Denis</strong> andrà <strong>all&#8217;Udinese</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Discorso diverso quello che vede <strong>Burdisso</strong> lontano dalla capitale, il calciatore vorrebbe tornare alla corte di Claudio Ranieri, ma <strong>l&#8217;Inter </strong>non reputa all&#8217;altezza l&#8217;offerta formulata dalla <strong>Roma</strong>, intanto la <strong>Juventus </strong>prova a strappare l&#8217;argentino ai giallorossi, ma il calciatore usa parole d&#8217;amore per la società capitolina: &#8220;Voglio solo la Roma, non voglio restare all&#8217;Inter, rifiuterò qualsiasi offerta!&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Barzagli </strong>sembra ad un passo dal ritorno in Italia, il <strong>Napoli </strong>lo visionerà e proverà a trattarlo con i dirigenti del <strong>Wolfsburg </strong>già martedì sera in occasione dell&#8217;amichevole che vedrà di fronte i partenopei ed i tedeschi.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Marco De Palo</strong></p>
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		<title>Ancora altri due soldati Italiani morti in Afghanistan</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 14:44:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vito DiVentura</dc:creator>
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		<category><![CDATA[1° Maresciallo Mauro Gigli]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
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Il 1° Maresciallo Mauro Gigli e il Caporal Maggiore Capo Pierdavide De Cillis sono rimasti uccisi mentre disinnescavano un ordigno inesploso ai bordi della strada, i ben noti IED (Improvised Explosive Device), meglio conosciuti come “roadside bomb”.
I due militari Italiani infatti facevano parte del team per il disinnesco di tali bombe, denominato appunto IEDD (Improvised [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/in-afghanistan-5.png"></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/in-afghanistan-4.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1400" title="in afghanistan 4" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/in-afghanistan-4-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>1° Maresciallo Mauro Gigli e il Caporal Maggiore Capo Pierdavide De Cillis</strong> <strong>sono rimasti uccisi mentre disinnescavano un ordigno inesploso ai bordi della strada</strong>, i ben noti <strong>IED (Improvised Explosive Device),</strong> meglio conosciuti come “<strong>roadside bomb</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;">I due militari Italiani infatti facevano parte del team per il disinnesco di tali bombe, denominato appunto <strong>IEDD (Improvised Explosive Device Disposal)</strong> del <strong>XXXII Reggimento Genio</strong>. Nell’esplosione sono rimasti coinvolti anche il<strong> Capitano Feredica Luciani</strong>, che ha riportato lievi ferite, e <strong>due militari dell’Esercito Afghano</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’incidente è avvenuto a pochi chilometri da <strong>Herat</strong> ieri sera intorno alle 20.00 locali. Il team era stato chiamato ad intervenire dalla polizia locale che aveva segnalato la presenza della bomba.</p>
<p style="text-align: justify;">I due militari morti erano “esperti”, sia per essere stati in missione fuori area diverse volte e sia perché erano intervenuti a disinnescare tali ordigni già numerose volte. Proprio per questo motivo, le circostanze sono ancora tutte da chiarire, poiché potrebbe trattarsi di un’esplosione non casuale, ma pilotata, da terroristi, con telecomando a distanza. </p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante le manifestazioni di cordoglio unanimemente espresse da tutte le parti politiche e dalle Istituzioni, tuttavia, come spesso succede, tra le parole, si percepisce il distinguo e l’occasione sarà buona per riproporre, ancora una volta, l’interrogativo sulla validità della nostra presenza in quella terra martoriata e per utilizzare queste morti ai fini politici.</p>
<p style="text-align: justify;">La situazione in <strong>Afghanistan</strong> non si scopre oggi. Ogni giorno militari delle forze della coalizione muoiono e si è superato il triste numero dei 2.000 morti. Ma anche la popolazione civile piange i suoi guai e muore per mano dei Talebani e per errori o fuoco amico.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuno ha la soluzione immediata. Certamente la strada da seguire è l’apertura al dialogo, suggerita già dal <strong>Presidente Hamid Karzai</strong> e ora, ancorché ufficiosamente, accettata anche dagli<strong> Stati Uniti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anche noi di</strong> <strong>Italnews</strong>, <strong>ci uniamo al cordoglio dei</strong> <strong>familiari e siamo profondamente addolorati per la loro prematura scomparsa. Ma siamo altrettanto vicini al dolore che attraversa i cuori dei commilitoni in Afghanistan</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>1° Maresciallo Mauro Gigli e il Caporal Maggiore Capo Pierdavide De Cillis</strong> hanno aggiunto il loro nomi a quelli dei numerosi “eroi” che li hanno preceduti e che hanno fortemente creduto che la loro opera, la loro professionalità e I loro sacrifici fossero utile a migliorare questo mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Vito Di Ventura</strong>          <br />
 </p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Donna lattuga” anche in Giordania</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 12:46:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vito DiVentura</dc:creator>
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In Amman, capitale della Giordania, una donna, aderente al PETA (People for the Ethical Treatment of Animals), si è vestita di “foglie di lattuga” in segno di protesta a favore dei diritti degli animali.
 
Amina Tarek, questo il nome della donna, ha subito catturato l’attenzione dei passanti e intorno a sé si è formata una piccola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/donna-lattuga.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1389" title="donna lattuga" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/donna-lattuga-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In Amman</strong>, capitale della <strong>Giordania,</strong> una donna, aderente al<strong> PETA (People for the Ethical Treatment of Animals)</strong>, si è vestita di “<strong>foglie di lattuga</strong>” in segno di <strong>protesta a favore dei diritti degli animali</strong>.<br />
 <br />
<strong>Amina Tarek</strong>, questo il nome della donna, ha subito catturato l’attenzione dei passanti e intorno a sé si è formata una piccola folla di curiosi che ha paralizzato il traffico. La polizia è immediatamente intervenuta e ha condotto Amina in un vicino ristorante, l’ha costretta a cambiarsi d’abito, dopodiché, insieme ad una collega, è stata accompagnata presso la stazione di polizia dove è stata trattenuta per alcune ore prima di essere rilasciata.</p>
<p style="text-align: justify;">La polizia ha dichiarato che il gruppo non aveva ottenuto il permesso, anche se <strong>Ashley Fumo</strong>, il responsabile del gruppo PETA presente alla stazione di polizia, si è detto sconcertato da questo comportamento poiché mesi addietro avevano contattato le autorità giordane che, considerato il coinvolgimento di una sola persona, avevano risposto che non era necessario alcun permesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Probabilmente, le autorità Giordane non avevano idea delle manifestazioni del PETA che ha già promosso simili dimostrazioni in vari Paesi come la <strong>Nigeria, le Filippine e la Gran Bretagna</strong>. In questi ultimi Paesi le donne coprivano a mala pena le loro nudità, ma in Giordania come in Nigeria, Paesi Musulmani, molto sensibili ai costumi femminili, le manifestanti erano completamente coperte di foglie.   </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/donna-lattuga-22.jpg"></a>La protesta di Amman, fa infatti seguito alla stessa manifestazione attuata <strong>lo scorso 14 luglio a Nairobi, Kenia, da Michelle Odhiambo</strong>, che in quella occasione si vestì di<strong> foglie di “spinaci”</strong> e le valse l’appellativo di “<strong>Lady Lattuga</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;">La protesta della<strong> Odhiambo</strong> aveva due scopi: primo, il PETA sostiene che lo stile di vita è più salutare per l’uomo se veste vegetariano, perché rispetta gli animali e migliora l’ambiente; secondo, convincere le autorità Keniane a smettere di mangiare il piatto tipico di carne arrostita, noto come “nyama choma”. Per gli organizzatori, infatti, il consumo di carne contribuisce a rendere più povera e affamata l’Africa.<br />
 <br />
La Odhiambo, diventata vegetariana all’età di otto anni, disse che l’aveva fatto perché la quantità di cibo usata per alimentare gli animali potrebbe essere usata per nutrire più persone e, al grido ”diventa anche tu vegetariano”, si è rivolta ai curiosi parlando del trattamento che ricevono gli animali da allevamento, che vivono in spazi ristrettissimi, vengono castrati e scuoiati vivi, senza nemmeno una puntura sedativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente, molte sono state le perplessità sollevate dalla sua protesta, poiché per molta gente la carne è il principale sostentamento.</p>
<p style="text-align: justify;">La protesta della Amina invece ha avuto breve durata per l’intervento immediato della polizia, ma è un segno che rimarrà nella storia.</p>
<p>di <strong>Vito Di Ventura</strong></p>
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		<title>L&#8217;accesso all&#8217;acqua potabile un &#8220;diritto umano&#8221;: l&#8217;Onu approva la risoluzione</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 10:59:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Cassinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo anni e anni di dibattito finalmente nella notte di mercoledì l&#8217;Assemblea Generale dell&#8217;Onu ha approvato la risoluzione che proponeva di inserire all&#8217;interno della Dichiarazione dei diritti umani l&#8217; accesso all&#8217;acqua. Mozione che era stata presentata dalla Bolivia e sostenuta da altri 33 paesi come la Francia, Spagna, Germania e Brasile. Sui 192 paesi che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/acqua1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1382" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/acqua1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Dopo anni e anni di dibattito finalmente nella notte di mercoledì l&#8217;<strong>Assemblea Generale dell&#8217;Onu </strong>ha approvato la risoluzione che proponeva di inserire all&#8217;interno della <strong>Dichiarazione dei diritti umani</strong> l&#8217;<strong> accesso all&#8217;acqua</strong>. Mozione che era stata presentata dalla<strong> Bolivia</strong> e sostenuta da altri 33 paesi come la <strong>Francia</strong>, <strong>Spagna</strong>, <strong>Germania</strong> e <strong>Brasile</strong>. Sui 192 paesi che fanno parte dell’assemblea generale, 122 hanno votato a favore e 41 si sono astenuti, mentre nessuno ha votato contro.</p>
<p>Ad essere significative però sono i<strong> paesi</strong> che si sono <strong>astenuti</strong>: Gran Bretagna, Australia, Austria, Canada, Grecia, Svezia, Giappone, Israele, Corea del sud, Lussemburgo, Olanda, Danimarca e Irlanda, oltre agli Stati uniti. Anche alcuni <strong>paesi africani</strong> hanno deciso di astenersi: Botswana, Etiopia, Kenya, Lesotho e Zambia, scelta abbastanza sorprendente visto che il problema dell&#8217;acqua riguarda in primis proprio i paesi africani.</p>
<p>L&#8217;Onu attraverso questo documento vuole infatti sancire i fatto che“<em>bere acqua sicura e pulita e l’igiene sono un diritto umano essenziale per godere a pieno del diritto alla vita</em>” e il “<em>il desiderio di unire le forze affinché anche a tutti i poveri del mondo vengano riconosciuti i più essenziali diritti umani, senza altri ritardi o equivoci</em>”.</p>
<p>L&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha poi confermato il suo impegno per ridurre della metà la porzione di popolazione nel mondo che non ha accesso alle risorse potabili di acqua entro il<strong> 2015</strong>. Un invito anche agli stati e alle organizzazioni internazionali affinché cooperino e mettano a disposizione dei paesi sottosviluppati fondi e tecnologie per risolvere la questione.</p>
<p>Dunque anche se il testo della mozione, che ha trovato un grande riscontro positivo da parte dei movimenti per la difesa del diritto all&#8217;acqua, non è giuridicamente vincolante potrebbe essere una svolta decisiva in questo senso.</p>
<p>I numeri parlano chiaro. Fino ad oggi sono <strong>884 milioni di persone</strong> che non hanno accesso alle risorse idriche potabili, <strong>2,6 miliardi</strong> che non hanno i servizi igienici di base mentre sono ben<strong> due milioni</strong>, tra cui molti bambini e neonati, che muoiono ogni anno a causa di malattie provocate dall&#8217;acqua contaminata.</p>
<p>Secondo le stime dell&#8217;Onu infatti, se non si argina il problema, nel<strong> 2030</strong> ben <strong>3 miliardi di persone</strong> potrebbero rimanere senza acqua e a rendere più complicata la situazione ci sono anche inquinamento, cambiamenti climatici, sprechi che fanno diventare il reperimento di acqua potabile ancora più difficile. Se si fa una stima del consumo medio di una famiglia occidentale vedremo che è di oltre 300 litri al giorno mentre scende sotto i 20 litri per una famiglia africana. La zona più esposta è proprio l&#8217;Africa e poi il Medio Oriente dove sono presenti meno dell&#8217;1% delle risorse idriche a livello mondiale mentre il 5% sono presenti nei Paesi arabi.</p>
<p>Altre previsioni ipotizzano che la popolazione mondiale crescerà di 2,5 miliardi entro il 2050 comportando quindi un aumento della domanda di acqua dolce di 64 miliardi di metri cubi all&#8217;anno.</p>
<p>In <strong>Europa</strong> le condizioni sono migliori ma nonostante ciò alcuni dati diffusi da Bruxelles mostrano che tra il 1976 e il 2006 almeno l&#8217;11% della popolazione europea ha sofferto di carenza di acqua provocando addirittura un danno di 100 miliardi di euro all&#8217;economia.</p>
<p>Il problema dell&#8217;acqua dunque non riguarda solo alcuni paesi ma l&#8217;intero pianeta: e non è un problema da sottovalutare in quanto l&#8217;acqua si configura come un bene primario per la nostra salute e un diritto fondamentale per tutti.</p>
<p><strong>Elisa Cassinelli</strong></p>
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		<title>Le deluse del Mondiale si rifanno il trucco</title>
		<link>http://www.italnews.info/2010/07/29/le-deluse-del-mondiale-si-rifanno-il-trucco/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 10:17:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Paradiso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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		<description><![CDATA[Maradona, Dunga, Lippi e Domenech… poker servito. Non si tratta però di una mano vincente, bensì di una rosa di commissari tecnici che, al recente Mondiale, hanno fallito e, seppur con modalità e tempistiche diverse, sono stati scaricati dalla propria federazione. Un fatto accomuna i quattro commissari tecnici. Tutti avevano il contratto in scadenza. Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/panchina_calcio1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1374" title="panchina_calcio" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/panchina_calcio1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Maradona</strong>, <strong>Dunga</strong>, <strong>Lippi</strong> e <strong>Domenech</strong>… poker servito. Non si tratta però di una mano vincente, bensì di una rosa di commissari tecnici che, al recente <strong>Mondiale</strong>, hanno fallito e, seppur con modalità e tempistiche diverse, sono stati scaricati dalla propria federazione. Un fatto accomuna i quattro commissari tecnici. Tutti avevano il contratto in scadenza. Le prospettive però erano differenti. Per Domenech e Lippi erano già pronti i sostituti. Dunga e Maradona invece avevano la possibilità di proseguire il lavoro. Solo i risultati avrebbero potuto permettere un rinnovo. L’eliminazione prematura delle due sudamericane, tra le grandi favorite della vigilia, ha spinto le rispettive federazioni a resettare tutto: <strong>nuovo tecnico e nuovo progetto</strong>, nella speranza di un futuro vincente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LIPPI</strong> – Del nostro c.t. si è già detto abbastanza. Il buon Marcello è tornato in sella dopo la parentesi <strong>Donadoni</strong> convinto di poter bissare il successo tedesco. <strong>“Torno per rivivere le</strong> <strong>emozioni di un Mondiale”</strong> aveva annunciato dopo la firma sul nuovo contratto. Non è andata bene. Scelte sbagliate e mancanza di qualità hanno spinto l’Italia in basso, come non mai. Finito il torneo Lippi ha detto addio. Non avrebbe continuato in ogni caso. Il suo lavoro era finalizzato all’esperienza sudafricana, l’ultima sulla panchina azzurra. <strong>Abete</strong> aveva già preso accordi con il suo successore: <strong>Prandelli</strong>. I deludenti risultati hanno aiutati solo a non avere ripensamenti. Perché se gli azzurri fossero arrivati in fondo non sarebbe stato facile separarsi da Lippi a cuor leggero. Invece con solo 2 punti in 3 gare il colpo di spugna è inevitabile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>DOMENECH</strong> – In Francia hanno gioito per la fine della sua era. Quando lo spogliatoio dei blues sembrava una polveriera e <strong>Anelka</strong> mandava gentilmente a quel paese il suo allenatore la campagna anti-Domenech ha ripreso fiato, se mai ce ne fosse stato bisogno. Raymond è stato uno dei tecnici <strong>meno amati dai cugini tran</strong>salpini. Egocentrico, superstizioso, antipatico come pochi e oltretutto perdente. In Sudafrica non aveva <strong>Zidane</strong>, né <strong>Ribery</strong> al 100% ma l’eliminazione al primo turno è clamorosa. La federazione aveva deciso già prima del Mondiale: il nuovo ct sarebbe stato <strong>Blanc</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>DUNGA</strong> – Ha tentato di imporre il suo calcio poco brasiliano e molto europeo. Fuori <strong>Ronaldinho</strong> e Pato ha puntato forte su <strong>Kakà</strong> e <strong>Melo</strong>. Mai scelta fu meno azzeccata. Il giocatore del Real veniva da 12 mesi tribolati e al mondiale non ha lasciato il segno. Il centrocampista della Juve ha rovinato un torneo sufficiente <strong>con due pazzie in 45 minuti</strong>. L’eliminazione contro l’Olanda è per gran parte sua responsabilità. <strong>Dunga</strong> ha difeso le sue scelte di fronte agli attacchi continui della stampa. I risultati non lo hanno premiato. Era un Brasile con poca fantasia, se fosse stato almeno vincente&#8230; Toccherà a un altro (Menezes) preparare l’appuntamento del 2014.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MARADONA</strong> – E’ il caso più spinoso. <strong>Maradona è il dio del calcio</strong> argentino e la sua figura ha un peso determinante. Sembrava potesse continuare. Invece la federazione ha deciso di non rinnovargli l’incarico. Una decisone unanime, frutto delle <strong>lotte interne</strong>. <strong>Grondona</strong> ha messo in dubbio la squadra di Diego chiedendo la testa di alcuni suoi collaboratori. È nato un braccio di ferro che ha portato alla separazione. El pibe de oro ha parlato apertamente di <strong>tradimento</strong>. Conosciamo il suo stile teatrale e le dichiarazioni non ci stupiscono.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dei quattro è l’addio più sofferto</strong>. Non si può mettere in dubbio il mito e anche gli argentini, almeno una buona parte, speravano di poter continuare con Maradona.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Un discorso a parte merita <strong>Capello</strong>. La sua <strong>Inghilterra</strong> può essere tranquillamente inserita tra le delusioni del mondiale. Il buon Fabio però è rimasto saldo al suo posto. Merito di un <strong>contratto rinnovato prima del Sudafrica</strong> quando le mire dell’<strong>Inter</strong> sembravano indirizzate verso il ct della nazionale dei Tre Leoni. Una firma pesante che ha messo Don Fabio al sicuro. Per cacciarlo la <strong>FA</strong> deve sborsare una bella somma. Quindi.. se lo tiene.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Luca Paradiso</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dialogo attraverso il cinema</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 08:48:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Favilla</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Associazione Culturale “Africa Mediterraneo"]]></category>
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		<description><![CDATA[
Qualora vi trovaste in vacanza in Tunisia dal 31 luglio e fino al 6 agosto, non mancate di programmare una visita ad un piccolo borgo marinaro dell’ampia costa del golfo di Hammamet: Hergla, graziosa cittadina dalle  case bianche con finestre, portoni ed inferriate d’azzurro intenso.
Dopo una visita alla piccola medina ed ai suoi caratteristici angoli  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/250px-logo-rencontres-hergla.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1362" title="250px-logo-rencontres-hergla" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/250px-logo-rencontres-hergla-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Qualora vi trovaste in vacanza in <strong>Tunisia</strong> dal 31 luglio e fino al 6 agosto, non mancate di programmare una <strong>visita ad un piccolo borgo marinaro dell’ampia costa del golfo di Hammamet: Hergla</strong>, graziosa cittadina dalle  case bianche con finestre, portoni ed inferriate d’azzurro intenso.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo una visita alla piccola medina ed ai suoi caratteristici angoli  che richiamano la più blasonata <strong>Sidi Bous Said</strong>, potreste fermarvi per assistere, la sera, alla<strong> proiezione di interessanti cortometraggi nella huilerie locale</strong>, <strong>un vecchio frantoio in disuso che per l’occasione si trasforma in un centro cinematografico</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Hergla</strong>, infatti,  non è solo un caratteristico borgo mediterraneo, ma anche la sede di un’interessante rassegna: gli <strong>Incontri  Cinematografici</strong>, organizzati non senza difficoltà in questo lembo d’Africa, <strong>dall’Associazione Culturale “Africa Mediterraneo”</strong>, grazie alla caparbietà del suo <strong>Presidente Mohamed Challouf</strong>. Gli incontri hanno lo scopo di promuovere il dialogo culturale attraverso la realizzazione di legami fra cineasti e cinefili d’<strong>Africa</strong> e del<strong> Mediterraneo</strong> ed è per questo, infatti, che gli organizzatori hanno preferito chiamare la rassegna “incontri” e non “festival”.  Una delle scelte dei fondatori è stata quella di porre l’attenzione ai <strong>cortometraggi ed ai documentari</strong>, privilegiando così questa forma di prodotto che consente ampi risparmi nel campo commerciale.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alle proiezioni,  vengono tenuti da professionisti del cinema  dei laboratori per i giovani cineasti e cinefili partecipanti alla rassegna e provenienti da tutto il bacino del Mediterraneo. Gli “Incontri” vedono anche la programmazione di concerti, esposizioni e spettacoli connessi con i temi trattati nelle proiezioni. Ogni mattina, poi, gli autori si incontrano a colazione nella “<strong>Maison de la Culture</strong>” per discutere delle loro opere proiettate la sera prima.</p>
<p style="text-align: justify;">L’edizione 2010, la 6^ per l’esattezza, è <strong>dedicata al regista portoghese Manuel de Oliveira</strong>.  Per seguire in dettaglio la manifestazione visitate il sito <strong>herglacinema.org</strong>. </p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Giuseppe Favilla<br />
</strong></p>
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		<title>Diramati i calendari della Serie A 2010/2011</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 22:29:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco DePalo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel palazzo della Borsa di Milano nella storica sede di Piazza Affari sono appena stati diramati i calendari della serie A Tim per la stagione 2010/2011.
I cosidetti “paletti” sono diversi, innanzitutto si partirà il 28 agosto e l’ultimo episodio sarà il 22 maggio, saranno 4 i turni infrasettimanali, non ci saranno teste di serie, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/logo-lega-serie-a1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1355" title="logo-lega-serie-a" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/logo-lega-serie-a1.jpg" alt="" width="200" height="245" /></a>Nel palazzo della Borsa di Milano nella storica sede di Piazza Affari sono appena stati diramati i calendari della serie A Tim per la <strong>stagione 2010/2011</strong>.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">I cosidetti “paletti” sono diversi, innanzitutto si partirà il 28 agosto e l’ultimo episodio sarà il 22 maggio, saranno 4 i turni infrasettimanali, non ci saranno teste di serie, non ci potranno essere due derby nella stessa giornata, sempre le sfide cittadine non potranno disputarsi in un turno infrasettimanale. Dovranno giocare sempre a campi alternati (casa/trasferta) <strong>Inter e Milan; Roma e Lazio; Genoa e Samp; Bari e Lecce; Bologna e Cesena.</strong></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Dopo anni di sperimentazioni, la giornata verrà divisa in vari episodi, con un match al venerdì quando una squadra italiana giocherà in trasferta una gara di Champions League, i consueti due match al sabato, mentre alla domenica verrà disputato un incontro a pranzo, precisamente alle 12:30, poi i vari match alle 15, il posticipo alle 20:45 ed infine il posticipo del lunedì alle 20:45.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong>La prima giornata sarà la seguente:</strong></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Bari – Juventus</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Chievo – Catania</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Milan – Lecce</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Parma &#8211; Brescia</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Roma – Cesena</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Sampdoria – Lazio</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Udinese – Genoa</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Palermo – Cagliari</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Bologna – Inter</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Fiorentina – Napoli.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Nella <strong>seconda</strong> giornata spiccano Juventus – Samp ed il derby del sud Napoli – Bari; nel <strong>terzo turno</strong> la Samp, in un vero “tour de force” tre big match in altrettante giornate, sfiderà il Napoli, mentre il Palermo ospiterà l’Inter e la Fiorentina la Lazio.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">La <strong>quarta giornata</strong> vedrà di fronte Genoa – Fiorentina, Juventus – Palermo e Lazio – Milan; il turno successivo la Roma sfiderà all’Olimpico l’Inter.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">La <strong>sesta giornata</strong> sarà puro spettacolo con l’Inter che ospiterà la Juventus al Meazza, il Milan al Tardini contro il Parma, la Fiorentina al Franchi contro il Palermo, e la Roma al San Paolo contro il Napoli.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">La <strong>settima</strong> non riserva grande spettacolo se non in Cesena – Parma e Roma – Genoa. L’<strong>ottava</strong> vedrà di fronte l’Inter contro la Samp ed il Napoli con il Milan. La <strong>nona</strong> big-match tra Milan e Juventus, spicca anche Genoa – Inter, sette giorni dopo il derby della capitale con Lazio – Roma, una settimana dopo la Roma affronterà in casa i viola! La <strong>dodicesima</strong> avrà due matches clou, Inter – Milan e Palermo – Catania. La <strong>tredicesima</strong> vedrà Milan – Fiorentina e la <strong>quattordicesima</strong> Juventus – Fiorentina e Samp – Milan. Al <strong>quindicesimo</strong> turno Palermo – Napoli e Cesena – Bologna. <strong>Sedicesima</strong> giornata dalla sfida Juventus – Lazio.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong>Diciassettesima</strong> match clou il derby della Lanterna Samp – Genoa, ma anche Bari – Palermo, Milan – Roma, Fiorentina – Inter e Parma – Bologna.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong>Alla penultima</strong> derby pugliese tra Lecce e Bari ed Inter – Napoli, <strong>all’ultimo</strong> <strong>turno</strong> spiccano Samp – Roma e Napoli – Juventus.</div>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Marco De Palo</strong></p>
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		<title>Doping, Petacchi si avvale della facoltà di non rispondere</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 22:14:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Massariolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciclismo]]></category>
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		<description><![CDATA[“Accuse troppo generiche”, questa è la motivazione che ha spinto il legale di Alessandro Petacchi a rendere vano l’incontro del corridore spezzino con i Nas di Firenze. La maglia verde dell’ultimo Tour de France, infatti, era stata convocata in seguito all’accusa di violazione delle norme antidoping mossagli dalla Procura di Padova.
ACCUSA Poco prima della partenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/petacchi.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-1349" title="petacchi" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2010/07/petacchi-300x198.png" alt="" width="300" height="198" /></a>“Accuse troppo generiche”, questa è la motivazione che ha spinto il legale di <strong>Alessandro Petacchi </strong>a rendere vano l’incontro del corridore spezzino con i <strong>Nas di Firenze.</strong> La maglia verde dell’ultimo <strong>Tour de France</strong>, infatti, era stata convocata in seguito all’accusa di violazione delle norme antidoping mossagli dalla <strong>Procura di Padova</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ACCUSA</strong> Poco prima della partenza per la Grand Boucle, infatti, a Petacchi è stato notificato un <strong>avviso di garanzia</strong> che l’accusava di doping ematico in particolare con utilizzo di <strong>Pfc</strong> (<strong>Perfluorocarburo</strong>) ed <strong>albumina umana</strong>. L’inchiesta parte dalle perquisizioni di Aprile nelle abitazioni dello spezzino e del suo compagno di formazione <strong>Lorenzo Bernucci</strong>.  A casa di Ale-jet i Nas non avevano rinvenuto nessuna sostanza dopante,  mentre a casa del suo fido gregario erano state sequestrate diverse  fiale di <strong>Perfluorocarburo</strong>, una sorta di emoglobina sintetica, e di <strong>albumina umana</strong>,  utilizzata come sostanza “coprente”, cioè in grado di aumentare la  parte liquida del sangue e quindi di abbassare il livello di ematocrito.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’INCONTRO</strong> Quest’oggi Alessandro Petacchi, atteso  dai Nas di Firenze, si è avvalso della facoltà di non rispondere. “Una  normale strategia difensiva”, così <strong>Virgilio Angelini</strong>,  legale del corridore, vuole chiudere la vicenda. Medesima azione anche  per Lorenzo Bernucci, anche lui muto davanti alle domande dei Nas.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CONI</strong> Oltre alla giustizia ordinaria, anche quella  sportiva ora sta muovendo i primi passi. Le carte dell’inchiesta sono in  possesso della <strong>Procura del Coni </strong>la quale, tramite il famigerato <strong>Ettore Torri</strong>,  ha convocato Petacchi per il 3 agosto. Per l’erede di Mario Cipollini  la vicenda è molto delicata, nel caso le accuse venissero confermate  rischierebbe addirittura la radiazione a vita, causa recidività, in  quanto nel 2008 lo spezzino ha già scontato un anno di stop per la  positività al <strong>salbutamolo</strong>. Anche in caso di squalifica  “semplice”, cioè due anni di allontanamento dalle competizioni, la  carriera del velocista gentiluomo sarebbe fortemente a rischio. Dopo  numerose vittorie, a 36 anni, auspichiamo alla maglia verde del Tour  l’ennesimo trionfo. Questa volta però dovrà sbaragliare pesanti accuse e  fare veramente chiarezza.</p>
<p>di <strong>Antonio Massariolo</strong></p>
<p><small>Foto concessa in CC da Flickr: <a href="http://www.flickr.com/photos/dafiana/">Dafiana</a><br />
</small></p>
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