“Accuse troppo generiche”, questa è la motivazione che ha spinto il legale di Alessandro Petacchi a rendere vano l’incontro del corridore spezzino con i Nas di Firenze. La maglia verde dell’ultimo Tour de France, infatti, era stata convocata in seguito all’accusa di violazione delle norme antidoping mossagli dalla Procura di Padova.
ACCUSA Poco prima della partenza per la Grand Boucle, infatti, a Petacchi è stato notificato un avviso di garanzia che l’accusava di doping ematico in particolare con utilizzo di Pfc (Perfluorocarburo) ed albumina umana. L’inchiesta parte dalle perquisizioni di Aprile nelle abitazioni dello spezzino e del suo compagno di formazione Lorenzo Bernucci. A casa di Ale-jet i Nas non avevano rinvenuto nessuna sostanza dopante, mentre a casa del suo fido gregario erano state sequestrate diverse fiale di Perfluorocarburo, una sorta di emoglobina sintetica, e di albumina umana, utilizzata come sostanza “coprente”, cioè in grado di aumentare la parte liquida del sangue e quindi di abbassare il livello di ematocrito.
L’INCONTRO Quest’oggi Alessandro Petacchi, atteso dai Nas di Firenze, si è avvalso della facoltà di non rispondere. “Una normale strategia difensiva”, così Virgilio Angelini, legale del corridore, vuole chiudere la vicenda. Medesima azione anche per Lorenzo Bernucci, anche lui muto davanti alle domande dei Nas.
CONI Oltre alla giustizia ordinaria, anche quella sportiva ora sta muovendo i primi passi. Le carte dell’inchiesta sono in possesso della Procura del Coni la quale, tramite il famigerato Ettore Torri, ha convocato Petacchi per il 3 agosto. Per l’erede di Mario Cipollini la vicenda è molto delicata, nel caso le accuse venissero confermate rischierebbe addirittura la radiazione a vita, causa recidività, in quanto nel 2008 lo spezzino ha già scontato un anno di stop per la positività al salbutamolo. Anche in caso di squalifica “semplice”, cioè due anni di allontanamento dalle competizioni, la carriera del velocista gentiluomo sarebbe fortemente a rischio. Dopo numerose vittorie, a 36 anni, auspichiamo alla maglia verde del Tour l’ennesimo trionfo. Questa volta però dovrà sbaragliare pesanti accuse e fare veramente chiarezza.
di Antonio Massariolo
Foto concessa in CC da Flickr: Dafiana



