Nome: Enrique (detto Quique)
Cognome: Sanchez Flores
Nato: il 2 febbraio 1965 a Madrid
Professione: Allenatore di squadre di calcio
Segni Particolari: Motiva e crea un gruppo di indomabili calciatori.
45 anni e non dimostrarli, si parla di Quique Sanchez Flores, un uomo schivo, riservato, che spegne ogni polemica e non vuole che i riflettori siano puntati sull’operato della sua squadra.
Ex difensore, del Valencia, del Real Madrid e poi del Saragozza, ignorato spesso dai selezionatori della nazionale spagnola, si ritira dal calcio giocato all’età di 32 anni, dopo 5 anni di riposo ed aggiornamento inizia la carriera da allenatore.
Inizia la sua avventura al Getafe, una giovane squadra, con sede in un piccolo centro a sud di Madrid, le doti da motivatore sono essenziali nella carriera del giovane coach, infatti dopo 20 anni dalla fondazione con una squadra di giovani riesce a centrare la promozione dalla “Segunda divisiòn” alla Liga. L’anno successivo la strada diventa ripida, ma dopo una partenza in sordina riesce a far rialzare i suoi, tanto che a fine campionato finirà la stagione 13° in graduatoria con una salvezza in tasca molto prima del finale di stagione.
Le doti del 40enne che fa i miracoli iniziano a farsi vedere, ed il Valencia lo ingaggia. Al “Mestalla” rimane per due anni, conquistando il terzo posto alla prima stagione, ed il quarto alla seconda.
Cambia la presidenza del club valenciano e cambia l’allenatore, Sanchez sconfina e per una stagione allena il Benfica. A Lisbona però il gruppo non gira come dovrebbe, i biancorossi arrivano quarti ed il coach a fine stagione lascia l’incarico.
Inizia una nuova era all’Atletico Madrid, la seconda squadra della capitale iberica, quella che solitamente deve sopportare i festeggiamenti dei “blancos” spendaccioni e vincenti. La storia si ripete ma solo per quanto riguarda la spesa, la tradizione vincente non è pane per i denti delle “merengues”, e dopo un anno parzialmente sottotono i ragazzi di Qiuque, vincono la nuova “Europa League“, battendo in finale Roy Hodgson ed il Fulham.
Se dovessimo riassumere il suo credo in poche parole si potrebbe parlare di “Compattezza e velocità“, un gioco veloce, compatto con i terzini tenuti alti. I ritmi dettati da Paulo Assunçao,Ujfalusi e Lopez gli stantuffi sulle fasce, Perea ed il giovanissimo Dominguez al centro della difesa, un rigenerato Josè Antonio Reyes, Simao fulcro del gioco, ed un attacco stellare con “El Kun” Aguero, e Diego Forlan.
Un coach giovane per una squadra altrettanto giovane; possiamo scommetterci che i dirigenti delle grandi squadre europee faranno a gara per accaparrarselo!




