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L’identikit: Diego Alberto Milito

By   /   4 Luglio 2010  /   Commenti disabilitati su L’identikit: Diego Alberto Milito

di Marco De Palo

NomeDiego Alberto (detto “El Principe”)
CognomeMilito
Natoil 12 giugno 1979 a Bernal
ProfessioneAttaccante dell’Inter
Segni Particolari:
Cecchino infallibile nell’area di rigore.

31 anni di pallone, alcuni buttati via per colpe non sue, ma con qualsiasi maglia abbia giocato Diego Milito ha lasciato il segno. Uno di quei calciatori discussi nei vari “Bar Sport”, ma mai in rotocalchi gossip, un uomo riservato e ligio al dovere da professionista, niente ore piccole, niente caos, nessun problema nello spogliatoio.

Ha il doppio passaporto, italo-argentino, ha origini calabresi, ma purtroppo gioca in maglia albiceleste, suo nonno emigrò in terra sudamericana negli anni 30.

Con il passare degli anni si è guadagnato il soprannome “El Principe” che deriva dalla sua incredibile somiglianza ad un altro dal gol facile, Enzo Francescoli, calciatore dell’Uruguay negli anni ‘80.

Nei suoi primi 5 anni da professionista indossa la maglia azzurra del Racing Avellaneda, nel gennaio del 2004 il Genoa di Preziosi che militava in serie B lo ingaggiò, e già nelle prime apparizioni mise in mostra le grandi qualità, segnando 33 reti in 59 matches, e sfiorando il titolo di capocannoniere della serie cadetta.

Il ragazzo è niente male, ed il Real Saragozza, dopo la retrocessione in c1 del Genoa, per illecito sportivo, lo porta in maglia bianca aragonese. In Spagna ritrova suo fratello Gabri, ora al Barça. Non sembra aver grossi problemi di ambientamento, segnando nella prima stagione 15 reti, 4 al Real, nella seconda con 23 reti sfiora il titolo di capocannoniere, assegnato a Ruud Van Nistelrooy con 25 segnature. Il terzo anno  ”El Principe” segna 15 reti ma la confusione che regna nella società e nello spogliatoio aragonese spingono in “Segunda divisiòn” los “Bianquillos”.

Negli ultimi secondi utili di calciomercato Diego Milito torna a casa, indossando per la seconda volta la maglia dei “Grifoni genoani”. E’ la stagione dell’esordio in serie A, ma soprattutto della consacrazione, 31 presenze e 24 gol. Il cuore dei tifosi rossoblù è tutto per lui, a maggior ragione dopo aver segnato 4 gol agli acerrimi rivali della Samp.  A fine stagione arriva la chiamata dell’Inter e della Champions League.

Quello che è successo all’Inter è storia recente, tantissime segnature in campionato, in Coppa Italia ed in Champions League, per la precisione 22 in campionato, 2 in Coppa Italia, di cui uno in finale alla Roma, e 4 in Champions League.

Dopo tante stagioni al top, El Principe è chiamato all’impresa, e dopo aver riempito il suo palmarès personale con uno scudetto ed una Coppa Italia, vorrà sicuramente dire la sua sabato nella finale, che i nerazzurri attendono da decenni.

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