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In panchina con…Patrizia Panico

By   /   4 July 2010  /   Comments Off

di Marco De Palo

Una chiacchierata per capire la storia, l’esperienza che muove una grande passione, talvolta celata dietro una maglia, o in un ritratto di fatica, vivere le sensazioni di uno sportivo e capirne le emozioni che portano alla realizzazione di una carriera.

Parte la nuova rubrica di Itali@Magazine, che ogni mercoledì proporrà un “faccia a faccia” con un personaggio sportivo di spicco. Ciò che è passato, oggi,  e quello che sarà.

Il protagonista, o meglio la protagonista, della prima intervista è Patrizia Panico, la punta di diamante dell’Eurospin Torres e della Nazionale di calcio. Con la calciatrice laziale approfondiremo vari aspetti della sua carriera e del Calcio Femminile in Italia.

Il calcio femminile in Italia non ha la visibilità di altri sport, ma è un movimento in rapida evoluzione, cosa vedi nei prossimi anni?
Il calcio femminile in Italia fa fatica ad emergere principalmente perchè purtroppo il calcio è ancora visto e considerato uno sport esclusivamente maschile e non credo che nei prossimi anni la situazione possa migliorare, a meno che non ci sia un grandissimo risultato a livello internazionale, (che può essere la vittoria di un mondiale o di una champions) il quale può avviare quel tanto atteso cambiamento.

A Bardolino sei arrivata ed avete vinto 3 scudetti, poi il passaggio all’Eurospin Torres e quest’anno un altro scudetto, un buon investimento Patrizia Panico. Per 9 volte capocannoniere della serie A, ti pesa il ruolo di fenomeno del calcio italiano?
Si un buon investimento ma sicuramente non l’unico, nel senso che sia a Bardolino che alla Torres ho trovato un gruppo di giocatrici molto forti ed io ho dato solo il mio piccolo contributo, i risultati li ottiene la squadra non il singolo. Non mi pesa il ruolo di fenomeno semplicemente perchè non mi ci sento.

Se si parla di calcio femminile i nomi che si citano sono due, il tuo e quello di Carolina Morace, come descriveresti il rapporto tra voi?
Sinceramente non c’è nessun tipo di rapporto con Carolina Morace, quando giocavamo insieme era la giocatrice che ti faceva sentire sull’1-0 ancor prima di cominciare la partita, devo molto a lei perchè mi ha insegnato tantissime cose e la riconoscenza è giusta e sentita. Quando però l’ho avuta come allenatrice in Nazionale, inizialmente avevamo un ottimo rapporto perchè sia io che le mie compagne credevamo nel suo progetto e nel suo lavoro, successivamente il rapporto si è deteriorato definitivamente agli Europei in Inghilterra solo perchè alla fine ho capito che gli obiettivi della squadra e quindi i miei non collimavano con i suoi.

In prospettiva futura, Patrizia Panico dove sarà? E quando lascerai il calcio giocato, resterai nell’ambiente?
Inutile dire che alla Torres sono stata benissimo perchè è palese, spero di restare quì il prossimo anno, vincere ancora molto con questa maglia, magari fare la finale di champions e vincerla, poi finire la carriera con i Mondiali, questa potrebbe essere una prospettiva interessante, forse non l’unica ma comunque la più affascinante.

I tuoi familiari come vivono questa tua passione?
I miei familiari sono i miei primi tifosi, si sono appassionati al calcio femminile piano piano fino a diventare quasi dei veri ultras. Il mio unico bimbo è il mio nipotino Lorenzo di quattro anni che ancora non ha capito bene se gioco con Rocchi e Zarate in Sardegna con la Lazio o non so che altro tipo di confusione possa avere in testa.

Pensando al calcio maschile, quale campione ti somiglia maggiormente? E chi vorresti che giocasse al tuo fianco?
Non so chi possa somigliare a me o meglio io a lui, non saprei proprio, ti posso dire che mi piacerebbe essere, forse è più semplice, ma neanche tanto, mi piace un mix tra Cassano e Ibra, ma quello che più mi entusiasma è Rooney. Mi piacerebbe giocare con Cassano perchè i suoi assist si devono solo soffiare in rete, anche se poi non ci sarebbe così tanto gusto a giocare e allora dico che mi piace giocare così, con Domenichetti alla mia destra, Fuselli alla mia sinistra e Iannella dietro di me, meglio di così!!!

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