Loading...
You are here:  Home  >  Esteri  >  Current Article

Cerimonia del cambio a Kabul. Il Gen. David Petraeus è il nuovo Comandante

By   /   4 Luglio 2010  /   Commenti disabilitati su Cerimonia del cambio a Kabul. Il Gen. David Petraeus è il nuovo Comandante

di Vito Di Ventura.

Ieri, nel giorno in cui gli Stati Uniti celebrano l’Indipendenza (4 luglio), c’è stato il passaggio di consegna sul campo e il Gen. David Patraeus è ufficialmente il nuovo Comandante delle forze americane e NATO in Afghanistan.

Sostituisce il Gen. Stanley McChrystal che è stato licenziato, dopo poco più di un anno, a seguito delle dichiarazioni rilasciate alla rivista “Rolling Stones” in cui criticava l’operato dell’Amministrazione Obama sul guerra in Afghanistan.

Questo passaggio di consegne avviene in un momento particolarmente delicato in quanto l’attività terroristica dei Talebani è in forte ripresa, testimoniata dal quotidiano bollettino delle vittime, che orami hanno raggiunto la quota di circa 1.500 dall’inizio delle operazioni, 2001.

Il cambio di Comandante è sempre un momento di crisi, ma lo è specialmente in Teatro d’operazioni e soprattutto quando si è nel pieno delle attività. Da mesi ormai le forze della Coalizione si preparano a sferrare l’attacco alle roccaforti Talebane nella città di Kandahar, che da il nome all’omonima regione. Una città altamente popolata, circa 150.000 abitanti, da sempre centro del commercio dei militanti Talebani, la maggior parte della stessa etnia Pashtun.

L’allontanamento del Gen. McChrystal e le sue aperte critiche all’Amministrazione Obama hanno ridato morale ai Talebani che, in segno di benvenuto, hanno sferrato un micidiale attacco proprio il giorno in cui il nuovo Comandante, Petraeus, metteva piedi sul suolo Afghano.

Certo sulla questione McChrystal pendono ancora molti interrogativi. C’è da chiedersi come mai un Generale esperto e di così alto rango si sia lanciato in aperte critiche nei confronti della classe politica. Possibile che non sapesse a cosa andasse incontro? E se lo ha fatto scientemente, allora vuol dire che o ha ragione lui e la politica degli Stati Uniti in Afghanistan non è poi quella che ci vogliono far credere oppure McChrystal aveva egli stesso un obiettivo politico da perseguire. Quale? Non ci è dato sapere, né convincono le scuse del Generale McChrystal (scusandosi ammette le affermazioni fatte alla rivista altrimenti le avrebbe smentite), né le affermazioni di Obama quando dice che non si ritiene personalmente offeso.

Il tutto è stato gestito “all’italiana” ovvero secondo il principio di “un colpo al cerchio e una alla botte”, in modo da consentire al Generale di non essere deferito alla Corte Marziale e di andare in pensione mantenendo il suo prestigiosissimo grado. Al Presidente Obama di aver dimostrato fermezza e rapidità di decisione nel licenziare l’alto Ufficiale e nel sostituirlo.

Ma l’interrogativo più preoccupante, almeno per noi Europei, è proprio la sua sostituzione, avvenuta senza consultare i partner europei e della NATO. Ciò significa che la NATO, pur contribuendo con i suoi soldati ad una guerra sanguinosa, non ha voce in capitolo nel decidere chi debba essere al comando dei suoi uomini, quale strategia attuare e come. D’altronde, la cosiddetta “nuova” strategia in Afghanistan è stata voluta dalla Casa Bianca, elaborata nei corridoi del Pentagono, e poi portata a conoscenza degli Alleati. La sua revisione semestrale non la fa certo la NATO.

Questo atteggiamento è tipico americano e lo si ritrova un po’ ovunque, non solo in campo militare. E’ il noto protezionismo e la filosofia del “Buy America“, specialmente quando si tratta di elevatissima tecnologia. Un briefing di 50 lastrine basta per convincere l’ascoltatore che loro hanno ragione. Quanto a coinvolgere i cosiddetti Alleati nelle stanze dei bottoni e sin dall’origine del problema, questo non li sfiora minimamente e se poi parliamo di informazioni (intelligence) allora è buio totale.

Per questo la sostituzione del Comandante delle truppe della Coalizione doveva riguardare la Coalizione e non essere un fatto solamente Statunitense. Non a caso, infatti, durante il cambio il Gen. Petraeus ha ricevuto due bandiere: quella Statunitense e quella NATO, a significare che egli è Comandante Supremo di tutte le forze operanti in Afghanistan.

A parte gli interrogativi, comunque, il Comandante cambia ma non la strategia, questo ha precisato il Gen. Petraeus nel suo discorso, per dare un segno di continuità e rassicurare il governo Afghano, gli Afgani e gli Alleati tutti. Ma quando chiede la collaborazione di tutti, anche il Gen. Petraeus dovrebbe ricordarsi che chiedere vuol dire anche dare.

Auguriamo al Gen. Petraeus buon lavoro e a tutti i militari, di ogni nazionalità, presenti in Afghanistan il nostro “in bocca al lupo”. Che il cambio di “allenatore” porti buono!

di Vito Di Ventura

    Print       Email

You might also like...

Trump contro le parlamentari democratiche di colore

Read More →