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Archive for luglio, 2010

The Sandman

Posted by Umberto Ruffino On luglio - 31 - 2010 Commenti disabilitati

Negli anni 90 il mercato fumettistico Americano, subì un calo di vendite clamoroso, molti addetti ai lavori puntarono il dito sul ciclone editoriale Image, casa editrice mainstream che lasciava agli autori la proprietà dei propri personaggi. Onestamente il problema del fumetto made in Usa in quel periodo era la totale mancanza d’idee nuove e di originalità. Il mercato dei fumetti andava avanti da anni rinnovando solo l’aspetto grafico dei personaggi, ma dal punto di vista delle storie mancavano idee e non c’era nessuna evoluzione espressiva.

La svolta si realizzò con quella che fu definita la British invasion del fumetto Americano. Uno dei primi autori a sbarcare negli Usa fu Neil Gaiman con la serie edita dalla Dc\Vertigo intitolata: The Sandman. Il protagonista di questa serie è Sogno, uno degli Eterni (oltre a lui ci sono: Destino, Morte, Distruzione, Desiderio, Disperazione e Delirio).

Nel primo volume il lettore ha modo di conoscere Sogno e alcuni dei suoi fratelli, mentre gli altri appariranno nei successivi volumi, sette in totale. La serie si apre con “Sogno” che è intrappolato da un occultista, che in verità avrebbe voluto catturare la “Morte” per farsi donare l’immortalità.

Dopo anni di paziente attesa (per un Eterno il tempo è relativo), Sogno riesce a fuggire, e ritorna finalmente nel suo regno, che nel frattempo è caduto in rovina a causa della sua assenza forzata. Nel corso del volume vedremo il protagonista alle prese con la ricostruzione del suo regno, e alla cattura di alcuni incubi, che durante la sua assenza dal mondo dei sogni erano riusciti a fuggire.

Gaiman con questa serie riesce nella difficile impresa di proporre al pubblico Americano una serie mensile “colta” ricca di citazioni di Shakespeare. La cosa che sorprende piacevolmente è che si trattava di un periodo dove a decretare il successo di un mensile, era la grandezza del mitra del protagonista o il costume molto succinto della bella di turno.

Dal punto di vista grafico non possiamo non parlare delle copertine. Opera dell’artista Dave McKeane, che unendo foto, disegni, collage e pittura riesce a creare immagini surreali e dal grande impatto visivo, da notare l’innovativa decisione di non inserire sempre il protagonista nelle copertine, cosa mai vista prima in un fumetto seriale USA.

I disegni della serie non sono opera di un solo disegnatore, ma mantengono sempre uno stile originale che si lega bene con la trama del fumetto. Questa edizione di lusso presenta una bella copertina nera con il simbolo di Sogno incisa in oro. Altra caratteristica del volume, sono i colori interni delle tavole, che, per l’occasione, sono state ri-colorate con tecniche moderne. Da porre l’accento sul segnalibro in stoffa, che rende ancora più pregiato il volume.

Terminando un bel libro, ottimo sia dal punto di vista editoriale, che dei contenuti che tra le altre cose è impreziosito da molti contenuti extra come il “making of “ del fumetto e interviste agli autori. Insomma un fumetto che consiglio a tutti, ma soprattutto a chi si è stancato dei supereroi e vuole sperimentare una lettura di spessore maggiore.

Planeta DeAgostini
Cartonato. 496 pag. Colori. Euro 30,00

di Ruffino Renato Umberto

Barcellona: Medaglia d’argento per Simona La Mantia

Posted by Armida Tondo On luglio - 31 - 2010 1 COMMENT

Campionati Europei di Barcellona è un’altra sicula a regalare la medaglia d’argento all’Italia, Simona La Mantia. L’azzurra nella specialità del salto triplo si aggiudica il secondo gradino del podio con 14,56. Un brevissimo riepilogo della gara del triplo donne. Per la siciliana Simona La Mantia il sogno diventa realtà, dopo un lungo periodo di delusioni, oggi l’azzurra è riuscita a mettersi al collo la medaglia d’argento, la quinta per la squadra italiana, una gara disputata in maniera perfetta con il tempo di 14,56. Per l’atleta delle Fiamme Gialle, allenata da Michele Basile, campionessa europea Under 23 a Erfurt 2005 e straordinaria promessa del nostro movimento giovanile solo qualche anno fa, è un ritorno dirompente, fragoroso, che riporta sulla scena un’atleta che a 27 anni ha già vissuto almeno un paio di vite in atletica.

Sfiorata la medaglia di bronzo da Giuseppe Gibilisco nell’asta. Lo sconforto si legge chiaramente negli occhi di Giuseppe Gibilisco. La sua delusione quella del campione, dell’uomo che sa di poter contare sulla sua preparazione fisica, oggi per pochi centimetri non riesce a salire sul podio, un quarto posto che brucia. Nella finale del salto con l’asta, dopo un pomeriggio di straordinaria intensità, coronato da un salto a 5,75 e compromesso, nella lotta per le medaglie, da tre errori a 5,85, la gara diventa subito emozionante quando Giuseppe Gibilisco salta i 5,60 alla prima, e va in testa con il francese Mesnil e il polacco Czerwinski. Poi si passa alla misura di 5,65, e quando l’ucraino Mazuryk, che lo precede nel turno dei salti, lo raggiunge al primo tentativo, l’azzurro riprova e riesce a saltare sino a 5,70. Una mossa coraggiosa, che potrebbe aprire la porta verso il podio, o un tonfo nel vuoto. In tre superano i 5,70, e Gibilisco scivola indietro in classifica, fino al sesto posto. Gibilisco sfida se stesso e con un’azione elegantissima, il siracusano e questo punto, infatti, è terzo in classifica, dietro Czerwinski e Mazuryk, e davanti all’unico che non ha rivali in questa specialità Lavillenie. Passano, dopo il primo errore, Dossevi, Schulze e Michalski, e dopo due Mesnil.

Com’era prevedibile Lavillenie con un salto perfetto sopra l’asticella vola oltre 5,80. Mesnil è fuori, ma Gibilisco ci prova ad alzare la posta, rischiando molto, ma il suo coraggio è premiato, passa, infatti, i 5,80, anzi riservandosi i tre tentativi a 5,85. Mazuryk supera i 5,80 alla seconda. Dopo l’eliminazione di Schulze e Michalski, restano in 4: Lavillenie 5,80, Mazuryk 5,80, Czerwinski 5,75 e Gibilisco 5,75. Lavillenie, conferma di essere il migliore e senza difficoltà vola di là dei 5,85, mentre Czerwinski, avendo commesso due errori a 5,80, fallisce e chiude. E’ la volta del nostro atleta, che sbaglia tutti e tre i suoi tentativi e per questo si qualifica al quarto posto. Lavillenie è Campione d’Europa con 5,85, l’ucraino Mazuryk è secondo con 5,80, il polacco Czerwinski è terzo con 5,75.

Mentre Daniele Meucci, dopo il bronzo di ieri, oggi non riesce a andare oltre il sesto posto nei 5000, Stefano la Rosa si è piazzato al decimo posto, non è stato particolarmente brillante in questa gara, ma sono cose che possono capitare nello sport.

Ora l’attesa è per oggi, domenica 1 giugno, quando sarà il turno del ritorno in azzurro per Stefano Baldini  che ritrova la maglia della Nazionale dopo l’ultima esperienza ai Giochi Olimpici di Pechino nel 2008: “Di fatto non ho mai smesso – esordisce il Campione Europeo di Goteborg 2006 nell’odierna conferenza stampa a Casa Italia Atletica – nel 2009 ho fatto molte gare ed anche se sono due anni che non corro una maratona, alla luce di questi mesi di preparazione, sono ottimista. E’ vero, il tempo passa ed io non posso essere quello di dieci anni fa, ma nella testa ho sempre la voglia di correre e vincere”.

di Armida Tondo

foto di Giancarlo Colombo/FIDAL

Cina: condannati 3 gestori di siti in lingua Uighur

Posted by Vito DiVentura On luglio - 31 - 2010 Commenti disabilitati

L’onda lunga dei giorni delle violenze in Xinjiang non si ferma. Tre uomini, accusati di “attentare alla sicurezza dello stato” per aver continuato a mantenere il loro sito in lingua Uighur, sono stati condannati dai 3 ai 10 anni di prigione. In particolare, Nureli è stato condannato a 3 anni, Dilshat Perhat a 5 anni e Nijat Azat a 10 anni.

La sentenza, dopo il processo durato un giorno, è la dimostrazione della politica del pugno di ferro che Pechino intende applicare nei confronti di ogni forma di dissenso che possa mettere in discussione le regole cinesi in Xinjiang.

Quest’ultima è la regione, conosciuta come Turkestan orientale, situata nella parte occidentale della Cina dove la scorsa estate, nella capitale Urumqi, c’è stata una rivolta etnica che ha provocato la morte di oltre 200 persone, molte delle quali di etnia Han. Sono proprio i difficili rapporti con l’etnia maggioritaria Han che hanno riacceso i risentimenti nazionalisti degli Uighur.

Gli Uighur sono Musulmani di lingua Turca che contano circa 9 milioni di persone in Xinjiang, una vasta e irrequieta regione desertica, ma ricca di petrolio, della Cina occidentale. Molti Uighur soffrono le regole degli Han e le forze di sicurezza Cinesi hanno provato, sin dagli anni ’90, a mantenere sotto controllo la regione. Da quando è scoppiata la rivolta, poi, la polizia ha intensificato ancora di più la sorveglianza.

Nelle mire della polizia sono caduti i social network poiché svolgono un ruolo fondamentale tra i giovani che si incontrano in rete per discutere di tutto, della realtà sociale che vivono e delle loro difficoltà. E’ alla rete che i giovani affidano i loro messaggi di protesta. In occasione della citata rivolta, la rete è ha infatti svolto il ruolo fondamentale di passaparola.

Nei giorni e nelle settimane che seguirono le violenze di Xinjiang, migliaia di persone furono imprigionate ed almeno 25 condannate a morte, tra cui anche alcuni che non avevano svolto alcun ruolo attivo. I siti Internet di Facebook e Twitter furono oscurati e, dopo un blackout durato 10 mesi, la rete è ritornata disponibile solo in marzo.

Il capo di accusa si basa sul fatto che i tre imputati, in quanto responsabili del sito, avrebbero dovuto immediatamente oscurare la discussione che si era aperta sul sito, relativa alle difficoltà della vita in Xinjiang, e per aver pubblicato i messaggi di posta elettronica che annunciavano la protesta che la scorsa estate sfociò nelle violenze.

Anche se il governo ha creato un ufficio apposta di censori, per controllare e filtrare quello che viene pubblicato sui siti internet, alla fine, la responsabilità di rimuovere i contenuti politicamente sensibili è dei gestori del sito.

Venerdì scorso, inoltre, il governo ha condannato a 15 anni il giornalista di etnia Uighur, Gheyret Niyaz, anche lui accusato anche di mettere in pericolo la sicurezza dello stato, per aver pubblicato sul suo sito web un’intervista rilasciata da una rivista di Hong Kong

Dilxat Raxit, un portavoce dell’Uighur World Congress, con sede in Svezia, riferisce che la sua organizzazione è a conoscenza di almeno 76 persone detenute per attività collegate a Internet e tenute in isolamento. Secondo loro, la campagna contro l’uso di Internet ha lo scopo di prevenire che notizie negative o critiche nei confronti del governo possano essere divulgate sia all’estero e sia tra gli Uighur, alcuni dei quali, peraltro, non sono in grado di leggere e scrivere in cinese. Di conseguenza, la chiusura dei siti in lingua Uighur non consente alla minoranza etnica di conoscere quello che succede intorno a loro, come ha confermato Ilham Tohti, un accademico Uighur in Pechino, il cui sito web è stato chiuso per circa un anno.

di Vito Di Ventura

La linea dura di Sarkozy contro gli immigrati criminali

Posted by Elisa Cassinelli On luglio - 31 - 2010 1 COMMENT

Il Presidente della Francia Nicolas Sarkozy porta avanti la sua linea dura in termini di sicurezza e ha annunciato alcune delle misure che a partire da settembre il Parlamento si troverà a discutere: si tratta della possibilità di togliere la cittadinanza ai criminali francesi di origine straniera nel momento in cui “attentino violentemente alla vita di un poliziotto o di chiunque rappresenti l’autorità pubblica”. L’annuncio è arrivato durante la presentazione del nuovo prefetto dell’Isère, a Grenoble, luogo nella quale recentemente si erano verificati alcuni scontri tra la polizia e i giovani di una banlieue, dovuti all’uccisione di un rapinatore di origine straniera da parte di alcuni agenti.

E proprio in riferimento alle tre notti di violenza che si sono susseguite due settimane fa, Sarkozy sostiene che “la nazionalità va meritata. Quando si spara a un agente, non si è più degni di essere francesi”.

Ma oltre a voler introdurre la revoca della nazionalità ai criminali, si vuole dare un taglio al meccanismo  attraverso la quale i figli di due genitori stranieri ottengono in  automatico la nazionalità francese, una volta compiuti i diciotto anni, e poi,  introdurre una pena minima di trenta anni di prigione per gli assassini di poliziotti o gendarmi.

La linea dura di Sarkozy colpisce anche gli immigrati irregolari che avrebbero troppi diritti: “Mi auguro che si valutino i diritti e le prestazioni cui oggi hanno accesso gli stranieri clandestini. Una situazione irregolare non può conferire più diritti di una situazione regolare e legale”. E poi per completare l’opera non dimentica il riferimento ai Rom: “Dobbiamo porre fine allo sviluppo selvaggio dei campi Rom. Sono delle zone al di fuori della legalità che non possono essere tollerate” sottolineando che entro la fine di settembre saranno smantellati i campi che sono già stati oggetto di un’ordinanza del tribunale. “Per i campi su cui non c’è stata ancora una decisione dei giudici, faremo in modo che si intervenga al più presto. Entro tre mesi, voglio che almeno la metà di questi accampamenti sparisca dal territorio francese“.

Il leader del governo francese, nonostante abbia adottato una linea di politica più severa in seguito alle rivolte che si sono diffuse nel paese nel 2005, non è riuscito a ridurre gli episodi di violenza e molte sono le aree malfamate dove sono in aumento le rapine a mano armate.

Intanto fa clamore un video mandato in onda dalla CNN nella quale si vede la polizia francese che sfratta delle donne immigrate africane con neonati e bambini in un sobborgo di Parigi. Il gruppo di immigrati, provenienti dalla Costa d’Avorio, viveva in strada nel quartiere di La Courneuve, da quando erano stati sfrattati dalle loro case per la costruzione di nuove abitazioni. Tuttavia le autorità’ sostengono che avevano offerto degli alloggi temporanei che gli immigrati avrebbero rifiutato in quanto richiedevano delle case in cui vivere per più’ tempo. Il video choc dura una trentina di minuti e contiene immagini molto forti: una donna con un bambino avvolto sulla schiena viene trascinata lungo il marciapiede mentre in un’altra scena si vede una donna incinta sdraiata per terra. Filmato che sarebbe riuscito a fare un attivista della Dal, un gruppo francese  che si occupa della tutela dei diritti umani.

Elisa Cassinelli

A Umago Seppi e Starace puntano la finale

Posted by Luca Paradiso On luglio - 31 - 2010 Commenti disabilitati

Due italiani in semifinale in un torneo di tennis. Già questa sarebbe una notizia, soprattuto se si parla di uomini. Le nostre ragazze infatti, Schiavone e Pennetta su tutte, ci hanno abituato negli ultimi tempi a risultati importanti. Quello che sta accadendo in Croazia, nell’ATP World Tour di Umago (450 mila euro di montepremi), è invece una lieta nuova. Andreas Seppi e Potito Starace hanno raggiunto la semifinale e si giocheranno oggi pomeriggio la possibilità di un ultimo atto tutto azzurro. L’ultima volta che due tennisti italiani raggiunsero la semifinale nello stesso torneo ATP fu a Palermo nel 2005.

Sulla terra battuta di Umago i due atleti italiani hanno superato i rispettivi avversari e, in match giocati sotto una costante pioggia hanno guadagnato l’accesso al penultimo atto del torneo.

Seppi, numero 55 del ranking mondiale, ha confermato l’ottimo stato di forma che sta attraversando bissando la semifinale raggiunta appena sette giorni fa nel prestigioso torneo di Amburgo (Masters 500). Il tennista alto-atesino si è preso la rivincita proprio su Melzer che sabato scorso gli aveva sbarrato la strada verso la finale. In due set, con il punteggio di 6-1 6-4, ha guadagnato la possibilità di giocarsi, contro l’ex numero 1 del mondo Ferrero, l’accesso alla finale.

Meno agevole la vittoria di Potito Starace nell’altro quarto di finale. L’azzurro, contro il beniamino di casa Ljubicic testa di serie numero 3 del torneo, ha vinto 6-4 7-6. In semifinale troverà l’argentino Chela.

Dopo le due finali giocate (2003 e 2004), e perse da Volandri nel torneo di Umago, la speranza di vedere un altro azzurro in campo nell’ultimo atto del torneo è più che una realtà. E se fosse un derby…

di Luca Paradiso

Maroni sulla “tessera del tifoso”

Posted by Marco DePalo On luglio - 30 - 2010 Commenti disabilitati

La “Tessera del tifoso” una questione che sta dividendo l’Italia “pallonara”, come direbbe Carlo Petrini, favorevoli vs contrari, chi la accetta e chi la critica, chi protesta e chi si adegua, una situazione che ha fatto discutere e che tanto farà discutere nelle prossime settimane.

Uno strumento di “fidelizzazione” per i sostenitori, un modo per schedare i tifosi il parere dei contrari all’iniziativa. Ma cos’è realmente? E’ uno strumento che permette alle questure di identificare i tifosi presenti ad una certa manifestazione calcistica, della propria squadra del cuore o della nazionale.

Dall’inizio della prossima stagione, i tifosi che vorranno sostenere i propri beniamini in trasferta dovranno essere muniti di tale strumento che oltre ad essere un documento, sarà anche una carta prepagata utilizzabile per tutti i pagamenti come una tradizionale carta di credito.

Oltre ai vantaggi già citati, le singole società potranno aggiungere altre agevolazioni, alcune permetteranno ai tifosi di viaggiare con tariffe più vantaggiose sugli autobus urbani, altre hanno stretto accordi di partnership con librerie e negozi d’abbigliamento, ma proprio oggi il Ministro dell’Interno Maroni ha fatto chiarezza sulla tanto discussa “Tessera” ed ha presentato due accordi particolarmente vantaggiosi per i possessori.

In primis il ministro ha dichiarato: “La tessera del tifoso è stata dipinta come una schedatura, ma questo non è vero perchè è uno strumento che favorirà il tifoso buono e non chi va alle partite con le spalle al campo e con altri scopi”.

Poi comunicando gli accordi siglati con Autogrill e Trenitalia ha aggiunto:” Il mio sogno è che nei prossimi tre anni, entro la fine della legislatura, vengano tolte tutte le barriere dagli stadi. Come accade in molti luoghi del mondo, sono convinto che anche qui si possa arrivare a questo”.

Mauro Moretti, amministratore delegato delle “Ferrovie dello Stato” ha commentato: “Con questa sorta di fidelity card i clienti tifosi avranno a disposizione qualche cosa in piu’ del semplice spettacolo, come la possibilita’ di visitare, grazie al lungo periodo di validita’  del titolo di viaggio (4 giorni, ndr), le citta’ italiane in cui si svolgono le partite di calcio. Pensiamo ad esempio cosa potra’ significare per chi verra’ a Roma, o nelle altre citta’ gioielli dell’arte”.

Aldo Papa, direttore generale di Autogrill SpA, ha dichiarato: “Autogrill si impegna per questo, ci sentiamo coinvolti perche’ la sicurezza e’ una priorita’ del cittadino ma anche dell’operatore commerciale. Ci mettiamo a disposizione dei tifosi che presenteranno la tessera”.

di Marco De Palo

Barcellona: Giornata grigia per gli azzurri

Posted by Armida Tondo On luglio - 30 - 2010 Commenti disabilitati

Nella conferenza stampa di presentazione dei due gruppi di azzurri in gara domani a Barcellona, tenutasi oggi in Casa Italia Atletica, le prime a prendere la parola sono state le maratonete che saranno schierate sulla linea di partenza domani alle 10:05. Deborah Toniolo ha voluto esprimere la propria soddisfazione per essere tornata a rappresentare l’Italia: “Sono molto contenta di essere tornata a vestire di nuovo la maglia della Nazionale, vengo da un paio di stagione segnate da problemi fisici che mi hanno notevolmente condizionato la preparazione. Ora sono superati e spero di far bene. L’importante sarà arrivare anche per la squadra. La Coppa Europa è un obiettivo per tutte e penso che nessuna di noi tre si tirerà indietro”.

Alle sue spalle, Anna Incerti: “Anch’io ho alle spalle un periodo di stop da settembre a gennaio. All’inizio è stata un po’ dura, ma poi mi sono ripresa abbastanza bene e, prima di Barcellona, ho trascorso un bel periodo di allenamento a St. Moritz. Che gara sarà domani è difficile dirlo, non mi aspetto senz’altro una maratona all’insegna del fresco con russe e portoghesi che saranno le principali avversarie. Vedremo cosa fanno loro davanti e, poi, noi le staremo dietro”. Anche Rosaria Console, vuole dire la sua: “Rispetto alle mie due compagne la mia preparazione non ha avuto intoppi. Sono due anni che sto dando continuità al mio lavoro. Spero di portarmi a casa da qui un bel ricordo, migliore di quello di Goteborg nel 2006 dove mi ero dovuta ritirare dopo una brutta caduta. La Coppa Europa è per noi un traguardo che vale molto, da difendere contro le insidie di russe e portoghesi”. Insomma le nostre azzurre domani affronteranno la maratona con la grinta giusta. 

Mattinata poco fortunata per gli atleti impegnati nelle gare in programma. Alex Schwazer si e ritirato al 38esimo chilometro per problemi muscolari alla coscia destra, quando era in piena zona medaglie. L’altoatesino è un atleta senza mezze misure, è fatto così, e purtroppo è già accaduto altre volte nel corso della sua luminosa carriera ed oggi ha dato conferma del suo carattere: “Il problema muscolare non c’entra, il fatto è che io da almeno due anni mi sento vuoto, sono moscio, ecco questa è la parola giusta. Ho provato in questi mesi a cambiare qualcosa, proprio per trovare nuovi stimoli, e anche la scelta di fare due gare, significa questo. Purtroppo non sono riuscito a modificare quello che ho dentro di me. Non metto in dubbio la preparazione, come non è in discussione la partecipazione alla gara sui 20 km, che non c’entra nulla con il mio ritiro: in realtà, la 50 avrei potuto farla anche ieri, avevo già recuperato le energie. E’ arrivato il momento di fermarmi per capire”.

Il romano Marco De Luca è felice per il suo sesto posto, il terzo piazzamento nei primi otto colto in carriera nel corso di grandi manifestazioni estive. “Ho rischiato qualcosa e sono contento di averlo fatto, ho avuto un momento di crisi solo intorno al 38esimo chilometro quando sono stato costretto a fermarmi per i crampi. Però non mi sono arreso e ho continuato la gara e nel finale ho anche chiuso forte. Garcia Bragado era a pochi secondi, mentre all’irlandese bisogna fare i complimenti per la rimonta. Sì, ripeto, sono molto soddisfatto, questo risultato premia il grande lavoro che ho fatto in questi mesi con il mio tecnico, Patrizio Parcesepe, e allunga la mia serie di risultati positivi”.

La vittoria è andata al francese Yohan Diniz che si conferma sul trono europeo dopo l’oro di Goteborg, chiudendo in 3h40:37. Colori azzurri difesi egregiamente da Marco De Luca, sesto in 3h48:36. 

Delusione anche nel settore femminile, nello Stadio Olimpico del Montjuïc. La quarta giornata degli Europei di Barcellona si apre, infatti, a sorpresa con la mancata qualificazione della primatista nazionale dell’alto, Antonietta Di Martino. Stessa sorte è toccata alle altre atlete, Raffaella Lamera e a Marzia Caravelli, sulle barriere dei 100hs.

L’unica che è riuscita a regalare un piccolo sorriso all’Italia stamattina è stata l’azzurra Giulia Arcioni. La forestale, velocista, ha lottato con avversarie date per favorite, prima tra tutte la russa Fedoriva che vince la batteria in 23’,47”. La nostra atleta però non si tira indietro e dopo una partenza non proprio brillantissima è riuscita a risalire in curva per tenersi agganciata alla quinta posizione fino al traguardo. Tempo finale 23’,63”, questo le è bastato per essere ripescata e correre stasera in semifinale alle 19.00. L’Arcioni ha così commentato: “Dovevo fare la mia gara e ho sofferto molto il vento. Nel mio curriculum, dopo tante esperienze internazionali, mancavano solo gli Europei e per questo che stasera in semifinale voglio mettere in pista tutta l’energia che ho”.  

di Armida Tondo

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