19
May , 2013
Sunday
 

Non si ferma l’ondata di sangue in Afghanistan. Dopo il grave episodio di ieri in cui sono rimasti uccisi due militari Italiani e feriti altri due, un altro attacco suicida ha sconvolto la capitale Kabul.

Una macchina imbottita di esplosivo è esplosa al passaggio di un convoglio della NATO, durante l’ora di punto della capitale Afghana, uccidendo 12 civili e 6 militari, di cui 2 americani.

La responsabilità è stata subito rivendicata da un portavoce dei Talebani con una telefonata all’Agenzia Router, dicendo che il martire aveva usato un furgone con 750 kg di esplosivo.

Dopo l’attentato dello scorso settembre 2009, dove trovarono la morte proprio 6 militari Italiani, questo è il più grave e mortale effettuato contro le truppe in un contesto fortemente protetto come è Kabul.

Questo attentato si inquadra nell’ambito della controffensiva Talebana annunciata contro il governo Afghano, le forze straniere e i diplomatici presenti in Afghanistan in risposta all’offensiva programmata dalla NATO contro i gruppi dislocati nelle roccaforti di Kandahar.

Il Ministro dell’Interno Afghano ha confermato la morte di 12 civili ed il ferimento di 47 persone, molte delle quali erano in attesa del bus alla fermata vicino alla base. Nell’esplosione sono rimaste coinvolte numerose auto, ridotte in rottami o bruciate.

L’ospedale “Estiqlal” di Kabul è stato sommerso dai feriti, tra cui anche bambini. I corpi dei militari sono stati invece subito racchiusi nei tristemente famosi “sacchi neri”.
La polizia ha immediatamente circondato la zona dell’incidente, intorno al palazzo Darulaman che fu sede della famiglia reale Afghana.

L’esplosione è avvenuta mentre il Presidente Afghano, Hamid Karzai, teneva una conferenza stampa per riferire della sua recente visita a Washington con il Presidente Barack Obama. Karzai ha duramente condannato l’attacco, auspicando che tutti questi episodi di terrorismo finiscano al più presto.

Intanto, nel sudest del Paese la polizia ha ucciso un suicida mentre tentava di attaccare un palazzo governativo nella provincia di Paktia, vicino ai confini con il Pakistan. Nell’incidente è morto un poliziotto e altri sono rimasti feriti.

Purtroppo, episodi come questi si ripeteranno e la loro frequenza aumenterà mano a mano che i Talebani vedranno peggiorare la loro situazione. La vittoria militare sul campo e la cacciata dei Talebani dall’Afghanistan non porrà fine al terrorismo, sia in Afghanistan sia nel mondo.

Infatti, l’offensiva “Moshtarak”, lanciata lo scorso 13 febbraio contro le roccaforti dei Talebani nella regione dell’Helmand, e prossimamente toccherà a quella del Kandahar, ha, ed avrà, di fatto provocato una recrudescenza degli attacchi terroristici, unica arma in possesso dei Talebani per contrapporsi alla preponderante forza militare delle truppe della Coalizione.

di Vito Di Ventura

(maggio - 18 - 2010)

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