La Corea del Nord ha dichiarato di aver sperimentato con successo la fusione nucleare. La notizia “bomba” è stata diffusa dai media di stato in occasione delle celebrazioni dell’anniversario della nascita di Kim II, “ il presidente eterno”.
In queste occasioni e in quella della nascita di suo figlio Kim Jong-II, l’attuale governante, peraltro, ogni anno i media parlano di eventi soprannaturali e questa volta è toccata alla “fusione nucleare”. Forse perché Kim in Coreano significa “diventerà sole” e la fusione nucleare è simile ad un “sole artificiale”.
Molto probabilmente invece fa parte della strategia, da sempre applicata dalla Corea del Nord, di fare pressione sulla comunità internazionale e sugli Stati Uniti per ottenere fondi e aiuti economici. Lo ha fatto con la minaccia sia dei missili balistici e sia della riapertura dell’impianto per l’arricchimento di plutonio in Yongbyon.
In realtà, la Corea del Nord utilizza reattori dell’era sovietica e tecnologia degli anni ’40 e ’50 e non riesce a produrre energia elettrica sufficiente per illuminare le strade di notte. Ora il giornale ufficiale “Rodong Sinmun” afferma che “la fusione nucleare segna un grandioso evento che dimostra il rapido sviluppo della scienza e delle tecnologie d’avanguardia della Repubblica Democratica del Popolo Coreano”
Inoltre, afferma che gli scienziati stavano studiando la reazione nucleare per fusione per ottenere energia “sicura e ecologica” e che “il successo della reazione nucleare per fusione rappresenta una svolta definitiva”.
Se fosse vero, sarebbe la prima nazione al mondo ad controllare la fusione nucleare, processo che avviene in natura nelle stele, ma che non è ancora lontana dall’essere utilizzata per la produzione commerciale.
Gli esperti, comunque, rigettano la pretesa di Pyongyang, etichettandola come propaganda.
Molto sarcasticamente Kune Y.Suh, un esperto nucleare dell’Università Nazionale di Seul, ha commentato: “Forse se domani si vedranno due soli nel cielo, il popolo crederebbe”.
di Vito Di Ventura




